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martedì 4 novembre 2025

Perché le startup falliscono e le grandi aziende vincono


Nel mondo delle startup, la linea che separa il successo dal fallimento è più sottile di quanto sembri. Decine di migliaia di nuove imprese nascono ogni anno, ma quasi il novanta per cento non sopravvive oltre pochi anni. Le cause apparenti variano: carenza di capitali, tempismo sbagliato, concorrenza spietata. Tuttavia, a ben vedere, dietro la maggior parte dei fallimenti si nasconde un’unica costante: la sottovalutazione del marketing.


Il marketing è spesso considerato un elemento secondario, un lusso da affrontare “più avanti”, quando il prodotto è pronto. Ma il marketing non è una fase successiva: è parte integrante della strategia, un linguaggio economico e psicologico che traduce l’innovazione in valore percepito. Ignorarlo equivale a costruire una cattedrale nel deserto.

Il mito del “prodotto migliore”

Molti imprenditori, soprattutto quelli di formazione tecnica, sono convinti che basti avere “il miglior prodotto” per vincere. È un errore fatale. La storia industriale e digitale mostra che la vittoria non arride quasi mai a chi ha la tecnologia più avanzata, ma a chi sa comunicarla, distribuirla e renderla desiderabile.

Il mercato non premia il merito tecnico, ma l’efficacia percettiva. Un’idea eccellente senza marketing resta invisibile; un’idea mediocre con marketing intelligente può dominare il mondo. In altre parole, innovare non basta: bisogna saper vendere.

Il marketing come infrastruttura strategica

Il marketing non è “fare pubblicità”: è comprendere il mercato, i suoi desideri latenti, le sue paure e abitudini. È la scienza dell’attenzione. Il marketing strategico parte dall’ascolto passa per la narrazione e termina nella costruzione di fiducia. Definisce la personalità del prodotto, il suo linguaggio, la sua promessa. In un’epoca satura di stimoli, non vince chi urla più forte, ma chi parla meglio e arriva prima alla mente del cliente.

Casi emblematici: vincere senza avere il prodotto migliore

Microsoft e l’arte dell’aggancio strategico

All’inizio degli anni Ottanta, Microsoft non aveva un sistema operativo. Bill Gates seppe però cogliere un’occasione che avrebbe cambiato la storia: IBM cercava un software per il suo nuovo personal computer. Gates acquistò da un amico, Tim Paterson, un sistema chiamato QDOS (“Quick and Dirty Operating System”), lo adattò e lo concesse in licenza a IBM come MS-DOS. Microsoft non inventò nulla di radicale, ma ebbe l’intuizione di marketing più redditizia del secolo: legarsi a chi possedeva il mercato, non a chi possedeva il prodotto. Il resto è storia.

Google: arrivare dopo e vincere comunque

domenica 2 novembre 2025

Nasce la “Silicon Valley Library” presso la SUPSI – Startup Garage di Lugano

Ho deciso di pubblicare questo post, letto in molti Paesi, soprattutto da studenti, in onore della Svizzera Italiana e della SUPSI, che mi ospitano piacevolmente da oltre vent’anni. Nato, vissuto e laureatomi al Politecnico di Milano, ora cittadino svizzero in pensione e scrittore di articoli e libri, mi dedico a condividere temi che possano ispirare e interessare i giovani studenti e neolaureati.

L’iniziativa della libreria nasce con l’obiettivo di offrire agli studenti che concludono il loro percorso universitario e desiderano intraprendere una propria attività imprenditoriale l’opportunità di conoscere, attraverso documenti autentici, la realtà unica al mondo della Silicon Valley. L’esperienza di quella regione rappresenta un modello straordinario di come innovazione, visione e collaborazione possano trasformare idee in imprese di successo.

Il 30 ottobre ho avuto l’onore di inaugurare la nuova biblioteca, promossa da me, Ettore Accenti, con una prima donazione di libri: alcune mie opere come autore e una selezione di testi originali in inglese provenienti dalla Silicon Valley, che ne raccontano la storia, i protagonisti e l’evoluzione tecnologica.

A questa iniziativa si è unita la casa editrice svizzera Eidos, che ha donato 40 copie omaggio della rivista mensile Ticino Management, contenenti due miei articoli dedicati alla Silicon Valley:

Entrambi i testi illustrano il percorso che, a partire dal XIX secolo, ha portato alla nascita e allo sviluppo dell’ecosistema più dinamico e innovativo del pianeta, capace di rigenerarsi continuamente e di ispirare generazioni di imprenditori.

L’inaugurazione si è svolta presso il dipartimento SUPSI, Startup Garage di Lugano, alla presenza di numerosi partecipanti e con collegamenti video con altre sedi e interlocutori, a testimonianza dello spirito aperto e globale che l’iniziativa intende promuovere.

Franco Gervasoni, direttore SUPSI
Fabrizio Capobianco
, The Liquid Factory
Dane Elliot
intervistato da Ettore Accenti
Paolo Marenco
, fondatore del Silicon Valley Study Tour

Cos’è la SUPSI
La Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) è un’istituzione di eccellenza nella formazione applicata e nella ricerca, con una forte vocazione all’innovazione e al rapporto con il territorio. Il suo Startup Garage rappresenta un ambiente ideale per trasformare idee in progetti concreti, offrendo supporto, formazione e mentoring a studenti e laureati che vogliono costruire la propria impresa.

venerdì 18 luglio 2025

SONO STATO UN PRECURSORE DELLE SCENE MUTE ALLA MATURITA’

UNO STORIA VERA MAI RACCONTATA PRIMA

Ora che i 4 figli e i dieci nipoti sono grandicelli abbastanza, posso rivelare pubblicamente un mio segreto scolastico riferito alla mia maturità del liceo scientifica dell’anno 1960, ben prima della rivoluzione studentesca del 1968.

Premetto subito che la superai quella maturità, ma ad ottobre, come si usava allora, rimandatomi con ignominia. Sia chiaro, la mia non fu una motivazione politica, ma una decisione volontaria motivata da miei personalissimi motivi di calcolo scientifico. Ero un modello di studente fin dalle elementari ma solo per le materie scientifiche, ma solo un perfetto somaro per la parte letteraria che non mi piaceva e studiavo pochissimo.

Per tutto il liceo minimizzavo il mio tempo per lo studio non scientifico, italiano e particolarmente latino, mentre mi concentravo sull’amatissima matematica e fisica. Quando mia madre, dopo aver parlato con i professori delle materie scientifiche, tornava a casa riportando a mio padre il dialogo con i professori praticamente diceva che ero da premio Nobel. Quando tornava dopo la conversazione col professore di lettere, la paghetta settimanale mi veniva sospesa per un mese; praticamente il professore le garantiva che sarei stato respinto a giugno, fatto che non accadde mai anche perché all’ultimo trimestre qualcosa di lettere leggevo, anche se molto stancamente.

In quel mio modo di procedere in terza liceo riuscii a prendere in latino il voto più basso in assoluto mai attribuito ad uno studente nel secolo di esistenza dell’Istituto Zaccaria di Milano, almeno così mi disse il direttore dell’Istituto a cui fui mandato dal professor: il voto era uno zero con davanti venti meno!

Il fatto fu una totale incomprensione tra il professore di lettere ed il sottoscritto. Avevo scoperto che per tradurre per iscritto brani dal latino all’italiano risparmiavo molto tempo se rileggevo il testo latino diverse volte fino a comprenderne il senso e poi scriverlo giù in italiano per quello che avevo capito e senza nemmeno aprire il vocabolario. La cosa mi era andata abbastanza bene diverse volte e quindi proseguii con quel metodo fino a quando, sbagliando alla grande, tradussi una guerra Punica in un pascolo di pecore.

Le mie spiegazioni al professore che non era per prenderlo in giro, ma era stato un mio grande svarione nel capire il brano leggendolo. Non ci fu verso, i miei genitori, ambedue, chiamati dal direttore, garanzia matematica del mio respingimento a giugno, paghetta sparita per sempre ecc. ecc.

Naturalmente il professore di lettore non riuscì a respingermi ma solo rimandarmi ad ottobre perché per respingermi occorreva la maggioranza dei professori e persino quello di ginnastica votò a mio favore.

Ma veniamo alla maturità a cui giunsi avanti un anno perché i miei mi fecero cominciare le elementari a 5 anni, forse perché già da allora si illudevano d’aver originato un genio che certamente non ero.

Allora alla maturità si portavano gli ultimi 3 anni, non come ora solo l’ultimo e, col mio metodo di ottimizzare il tempo di studio, valutai cosa studiare o cosa meno. Alla fine, conclusi che non dovevo perdere tempo per l’inglese mentre dovevo concentrami su italiano e un po’ il latino che, tra l’altro, superai incredibilmente bene compresa la traduzione dal latino all’italiano utilizzando, questa volta, il vocabolario.

L’inaspettata tragedia successe all’orale delle materie scientifiche, il primo delle due sezioni in cui erano divise le interrogazioni. Cosa che non potevo prevedere, l’inglese, materia secondaria per quella maturità, era stata agganciata in coda alla prima interrogazione dopo matematica, fisica e scienze.

L’orale era pubblico e vi assistevano i miei compagni ed il professore dello Zaccaria che ci accompagnavano e chi interrogava erano i professori e le professoresse di quelle materie compresa la professoressa di inglese. Passati matematica, fisica e scienze a dir poco meravigliosamente con complimenti, mi toccò rispondere alle domande della professoressa di inglese. Nel mio piano per l’inglese avevo previsto di fare scena muta da panico, di inventarmi qualcosa di emozione ecc. ecc., solo che quella professoressa aveva assistito alle mie sfolgoranti performance scientifiche e non poteva certo credere a mie scene da panico. Ricordo come fosse ora che quella poveretta fece di tutto per tirarmi fuori qualche parola fino al punto della sua disperazione e potermi mandare via col minimo mi disse: “va bene, dimmi gli autori inglesi che port!”. Io non avevo aperto nemmeno il programma e non riuscii a nominarne neanche uno, feci la scena più muta che non si può, ma non per emozione, ma perché quei nomi non li ricordavo proprio.

Ci fu l’intera commissione che mi sgridò e, quel che fu peggio, essendo il primo ad essere interrogato in ordine alfabetico, sia il mio professore sia i miei compagni è mancato poco che mi linciassero una volta finita l’interrogazione.

Per concludere, comunque ad ottobre superai la maturità dopo un’estate a studiare inglese e, a giugno, per castigo mi mandarono ad ottobre anche in italiano che, per la verità, avevo superato abbastanza bene ed anche già ben preparato.

Entrai così ancora diciottenne al Politecnico di Milano dove, per fortuna, non mi tormentavano più studi umanistici, italiano, lingue e … alla fine mi sposai un’umanista laureata in lingue alla Bocconi che da cinquanta anni mi tedia con le sue nozioni di letteratura, arte e con cui ho litigato in tutti i nostri numerosi viaggi all’estero perché io volevo visitare musei scientifici e lei dei noiosissimi centri di arte o storia che mi facevano annoiare a morte.

SEMICONDUTTORI: DAL TRANSISTOR AL MICROPROCESSOR ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA STORIA. https://amzn.eu/d/8mOtEFr



sabato 17 maggio 2025

TRICICLO ARMATO COLT. 11 marzo 1900

 La documentazione che segue pubblicata sul settimanale italiano “la Domenica del Corriere” illustra con grandi dettagli il triciclo armato realizzata con montato un cannone automatico Colt da 7 mm. Ne riporto qui di seguito il testo originale per la sua enorme importanza storica (Archivio storico Ettore Accenti).

(testo tratto dalla Domenica del Corriere dell’11 marzo 1900)

“TRICICLO ARMATO COLT

L’«Engineering News» descrive infatti nel suo ultimo numero un triciclo automobile ideato dal maggiore Davidson. Sulla parte anteriore del triciclo è montato un cannone automatico Colt, del calibro di 7 millimetri, e capace di 480 colpi al minuto, il quale può descrivere un semicerchio completo, ed ha una portata di 1800 metri. Nella parte posteriore sta il soldato destinato al servizio del pezzo, protetto da uno scudo mobile. Le varie parti del meccanismo motore sono robustissime, a prova di palla. Il peso totale del triciclo, compreso il cannone a tiro rapido, è di 509 chilogrammi ed è munito di un serbatoio di gazolina sufficiente per un percorso di 300 chilometri, animando un motore della forza di sei cavalli.

Anche in Italia sonvi ufficiali che studiano l’argomento, cosicché quanto prima, ad eccezione delle artiglierie da montagna, è probabile che in tutti gli esercizi s’inizieranno dei rinnovamenti delle artiglierie in questo senso. E così moltiplicando la prontezza e l’efficacia dei mezzi di distruzione, si arriverà forse alla fine delle guerre. In questo senso ciclismo e automobilismo diventeranno una volta di più elementi di progresso.






venerdì 25 aprile 2025

REGOLO CALCOLATORE

 Il regolo calcolatore è uno strumento analogico utilizzato principalmente da ingegneri, scienziati e matematici prima dell'avvento delle calcolatrici elettroniche, per eseguire calcoli matematici complessi in modo rapido e approssimativo. Inventato nel XVII secolo da William Oughtred, ha raggiunto il picco di popolarità tra il XIX e il XX secolo, diventando uno strumento essenziale per gli ingegneri fino agli anni '70.

Ecco come funziona.

Ha un corpo principale in cui scorre un cursore, ambedue con scale logaritmiche.

L’indicatore trasparente ha una linea di riferimento sul cursore per leggere i risultati con una certa precisione e che richiede abilità ed esperienza.

La chiave del funzionamento sono le scale logaritmiche che sfruttano le proprietà dei logaritmi per trasformare operazioni complesse come moltiplicazioni, divisioni, potenze, radici, ecc., in somme e sottrazioni di segmenti su scale graduate.

Ad ingegneria si utilizzava questo regolo per alcoli strutturali, progettazione meccaniche, Calcolo di forze, momenti, efficienza di macchine, elettrotecnica, geodesia, topografia, trigonometria ed analisi numeriche.

E’ incredibile come uno strumento di pochi grammi che stava nel taschino della giacca permettesse agli ingegneri praticamente qualsiasi calcolo utile, seppure approssimato.

Per il manuale d'uso cliccare qui: https://bit.ly/3Es3oRI







martedì 22 aprile 2025

LE RADICI DELLA SILICON VALLEY

 Nell’articolo spiego come la Silicon Valley sia ben di più di quanto generalmente si pensi. È un ambiente irripetibile anche negli USA dovuto alla geniale intuizione di Leland Stanford che nel 1884 fondò la Stanford University con uno statuto che imponeva ai professori di collaborare con le attività produttive.

Ad oggi la Silicon Valley ha generato 36 premi Nobel (a confronto l’intera Svizzera ne ha generati 26) con un Pil di 450 miliardi di dollari e con società con una capitalizzazione di borsa pari ad alcuni trilioni di dollari.

Per la versione pdf: https://bit.ly/42XBRAI




giovedì 30 marzo 2023

USI 20 APRILE 2001. MIA INTERVISTA AL PROF. LUIGI DADDA PRESSO LA SEDE DELL’UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA (USI)

USI 20 APRILE 2001. MIA INTERVISTA AL PROF. LUIGI DADDA PRESSO LA SEDE DELL’UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA (USI) di Lugano in occasione della fondazione del corso assolutamente innovativo ALaRi su tecnologie avanzatissime nella progettazione di quanto oggi si definiscono genericamente “Microchip”.

Dadda, ex rettore del Politecnico di Milano e mio professore di elettronica, era accompagnato dalla Prof.ssa Maria Giovanna Sami, cofondatrice e prima docente del corso.

E’ incredibile come il professor Dadda in questa intervista abbia previsto quanto oggi chiamiamo IoT (Internet of Things) cioè la distribuzione di intelligenza in una moltitudine di dispositivi collegati tra loro attraverso internet. In questo video il professore spiega tutto questo e come fosse importante preparare i giovani a quella importante sfida.

Per vedere il video cliccare qui






Partecipanti al primo corso ALaRi


lunedì 30 gennaio 2023

STARTUP GARAGE SUPSI

PRESENTAZIONE BUSINESS PLAN

STUDENTI ALLA SBARRA

È stato per me affascinante sentir parlare giovani studenti di costi e strategie di marketing relativamente a loro progetti di elettronica, di 3D, ecc.

L’entusiasmo di Mauro Citraro - fondatore dello Startup Garage – e Fabrizio Traversa - docente di Economia hanno dato vita allo scambio di competenze tra studenti di economia e tecnologie innovative.

Gli Skipper, cioè gli studenti che stanno sviluppando delle idee innovative presso lo Startup Garage, hanno affidato le proprie idee agli studenti di economia che hanno sviluppato i loro business plan. L’esperienza ha dato origine alla condivisione dei saperi sfociata in discussioni, approfondimenti e suggerimenti che hanno permesso di gestire vere e proprie dinamiche imprenditoriali.

STARTUP GARAGE SUPSI: una iniziativa che si sviluppa nel nuovo centro Est del Campus di Lugano dove risiede la nuovissima sede della SUPSI (Scuola Universitaria della Svizzera Italiana). Fa parte del Dipartimento delle tecnologie della SUPSI il cui scopo primario consiste nell’accogliere gli studenti con spirito imprenditoriale in un luogo informale per incanalare la loro creatività confrontandola con ospiti esterni allo scopo di sviluppare la loro voglia di impresa fino alla stesura di veri e propri “Business Plan”.

Per informazioni su questa iniziativa contattare: startupgarage@supsi.ch



domenica 23 ottobre 2022

STARTUP GARAGE SUPSI

CONFRONTO CON REGIA UNIVERSITA’ DI PADOVA 1856

Un salto incredibile di 170 anni! Conservo nell’archivio di famiglia la laurea in “Ingegneria Civile ed Architetto” conferita dalla Regia Università di Padova a mio bisnonno Giacomo Accenti nel luglio del 1856.

A quei tempi una laurea era un fatto epocale ed i compagni di corso pubblicavano, in onore al giovane laureato, “lodi” stampate e distribuite su fogli azzurri e dorati. Di queste lodi ne ho ritrovate tre che riportano, purtroppo, solo le sigle dei compagni (E. P. -  A. D. H. -  P. S.).

Un vero augurio alla squadra Startup Garage Supsi (Mauro Citraro, Cristina Carcano, Lorenzo Sommaruga, Francesco Foletti, Fabrizio Traversa, Pietro Camenisch e Paolo Speziali) per la loro interessante e moderna iniziativa volta ad aprire la strada a giovani laureandi. Mi ha fatto provare il brivido di un salto di quattro generazioni!

#SUPSI #startupgarage #startupitalia


sabato 8 ottobre 2022

STARTUP GARAGE SUPSI

INIZIATIVA PER STUDENTI IMPRENDITORIALI

Ho avuto il grande piacere e l’onore di partecipare, oggi 8 ottobre 2022, qui a Lugano nel nuovo centro Est del Campus dove la nuovissima sede della SUPSI (Scuola Universitaria della Svizzera Italiana) e dell’USI (Università della Svizzera Italiana) sono localizzate, ad un evento in cui venivano presentate nuove idee imprenditoriali per gli studenti.

Startup Garage fa parte del Dipartimento delle tecnologie della SUPSI il cui scopo primario consiste nell’accogliere in un luogo informale e invogliare studenti creativi e intraprendenti a confrontare le loro idee e quelle di eventuali ospiti esterni con lo scopo di sviluppare il loro spirito imprenditoriale.

Invitato dai docenti Supsi, il Dr. Mauro Citraro e il Dr. Fabrizio Traversa, ho potuto esporre un’idea sull’eventuale realizzazione di un COMPUTER MUSEUM a cui gli studenti presenti, quasi laureati, potrebbero dedicarsi in un loro prossimo futuro.

Questa mia presentazione era tra altre proposte illustrate da Massimiliano Longo, CEO della AKR Team Asd, dall’ing. Salvatore Diana, dall’ing. Rumpf ed altri con argomenti veramente interessanti.

Per informazioni su questa iniziativa contattare: startupgarage@supsi.ch

Per informazioni sui computer storici della SUPSI:

ComputerHistoryMuseum SUPSI part 1

ComputerHistoryMuseum SUPSI part 2

ComputerHistory Museum SUPSI part 3

Per il mio libro “Computer:6000 anni di storia”





venerdì 13 settembre 2019

GLOBALIZZAZIONE. Articoli utili per i responsabili aziendali dei mercati esteri ed i neolaureati in economia.

 Per gli estratti pdf gratuiti di tutti i miei libri cliccare qui

Nota per i lettori della Svizzera Italiana: la versione cartacea di tutti i miei libri è anche disponibile presso la “Libreria il Segnalibro” di Lugano, Via Pioda 5, Tel. 091-922225,  info@segnalibro.ch

Oltre alla rivista svizzera collaboro da anni con la “La Rivista Gallerie e Grandi Opere Sotterranee”  dell’omonima associazione del Dipartimento di Ingegneria Civile del Politecnico di Milano, affiliata all’International Tunneling Association (ITA-AITES) e riconosciuta dal C.N.R.

Ho deciso di riunire in un unico libro pubblicato ora gli otto articoli più importanti che riguardano la globalizzazione e con particolare riferimento alle seguenti nazioni: Cina, India, Russia, Sudafrica, Brasile, Cile. Inoltre tratto anche della globalizzazione ed in generale approfondisco le opportunità di business per ogni Paese riportandone la geografia, la politica, le culture, le infrastrutture, i dati economici, e molto altro. Ogni articolo è corredato da ampia  bibliografia e da un elenco di link internet molto utili per quei lettori che desiderassero approfondire argomenti di particolare interesse.  Sono disponibili in formato eBook e cartaceo su Amazon. 
GLOBALIZZAZIONE,informazioniper gli imprenditori (eBook)




martedì 26 febbraio 2019

Swiss Artificial Satellite TIsat-1 SUPSI Space Lab


In questo post descrivo l’interessante incontro con l'ingegner Paolo Ceppi del Dipartimento Tecnologie Innovative della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) che mi ha dettagliatamente descritto la loro avventurosa costruzione e messa in orbita di un satellite artificiale avvenuta nel luglio del 2010.
La realizzazione del satellite sotto la direzione dell'ing. Ceppi e del suo team fu compiuta in modo completamente autonomo dal Dipartimento, con la collaborazione di molti studenti estremamente motivati dal mettere in pratica le loro nozioni tecniche e confrontarsi con un obiettivo decisamente ambizioso.
In sintesi, l’operazione iniziò intorno al 2005 quando l'ingegnere ebbe l’idea di iniziare una collaborazione con la Stanford University da cui, lui stesso, un suo collaboratore e l'intero team, attinsero le prime e non semplici nozioni in materia.Ottenuta l’approvazione ed il budget dalla direzione SUPSI fu iniziato lo studio e la costruzione del satellite utilizzando anche l’apporto tecnico di aziende in Ticino come la Metallux SA, la Ruag Aerospace e la SunAge SA.Il satellite cubico, della massa di 1kg, consisteva in 6 facce coperte da celle solari all’arseniuro di gallio in grado di trasformare l’energia solare in elettricità con un’efficienza del 21%. Sulle stesse facce erano collocati degli opportuni materiali con lo scopo di valutarne il deperimento nel tempo, questo lo scopo del satellite.Per il lancio fu scelta la strada dei lanciatori indiani attraverso una collaborazione con l’Università di Toronto con cui si poterono condividere anche i costi del lancio stesso.

domenica 24 febbraio 2019

Computer History Museum of the Italian-speaking Switzerland (Ticino) Part 1

 
Ho raccolto divise in 3 parti le 220 immagini che rappresentano il museo informatico creato dal
professor Carlo Spinedi, docente di tecnologia informatica nella locale università SUPSI (Scuola Universitaria Italiana della Svizzera Italiana).
La successione delle immagini segue la logica della loro disposizione fisica nel museo e praticamente il mio percorso nella ripresa fotografica.
Quasi tutte le macchine esposte sono documentate con informazioni dettagliate che includono data, fabbricanti, modelli e caratteristiche tecniche che per gli studenti dei corsi ed i visitatori sono  accessibili grazie al codice QR rilevabile con lo smartphone. Il tutto rappresenta una incredibile miniera informativa per studenti e addetti ai lavori.

Computer History Museum of the Italian-speaking Switzerland (Ticino) Part 2

Per gli estratti pdf gratuiti di tutti i miei libri cliccare qui 
 
Ho raccolto divise in 3 parti le 220 immagini che rappresentano il museo informatico creato dal
professor Carlo Spinedi, docente di tecnologia informatica nella locale università SUPSI (Scuola Universitaria Italiana della Svizzera Italiana).
La successione delle immagini segue la logica della loro disposizione fisica nel museo e praticamente il mio percorso nella ripresa fotografica.
Quasi tutte le macchine esposte sono documentate con informazioni dettagliate che includono data, fabbricanti, modelli e caratteristiche tecniche che per gli studenti dei corsi ed i visitatori sono  accessibili grazie al codice QR rilevabile con lo smartphone. Il tutto rappresenta una incredibile miniera informativa per studenti e addetti ai lavori.


Computer History Museum of the Italian-speaking Switzerland (Ticino) Part 3

 
Ho raccolto divise in 3 parti le 220 immagini che rappresentano il museo informatico creato dal
professor Carlo Spinedi, docente di tecnologia informatica nella locale università SUPSI (Scuola Universitaria Italiana della Svizzera Italiana).
La successione delle immagini segue la logica della loro disposizione fisica nel museo e praticamente il mio percorso nella ripresa fotografica.
Quasi tutte le macchine esposte sono documentate con informazioni dettagliate che includono data, fabbricanti, modelli e caratteristiche tecniche che per gli studenti dei corsi ed i visitatori sono  accessibili grazie al codice QR rilevabile con lo smartphone. Il tutto rappresenta una incredibile miniera informativa per studenti e addetti ai lavori.


mercoledì 20 febbraio 2019

Computer History Museum of the Italian-speaking Switzerland (Ticino)

 
 Grazie all’aiuto del professor Carlo Spinedi, docente di tecnologia informatica nella locale università, ho potuto fotografare la raccolta, da lui magistralmente realizzata ed ottimamente conservata, di una serie di computer storici che partono dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso. Si tratta di oltre 250 fotografie che nell’insieme mostrano un meraviglioso e tangibile percorso di quanto questa tecnologia abbia dato all’umanità e che sono testimonianza di aziende come DEC, IBM, HP, Apple Next, Tektronix, Zenith, Olivetti, Monroe, Sharp e molte altre.
Il fatto veramente eccezionale è che ogni macchina è completamente documentata ed ancora funzionante rappresentando un valido complemento ai corsi di laurea che si svolgono in Ticino.
Nel seguito solo un assaggio di quanto fotografato anticipando i post che pubblicherò prossimamente in questo Blog, per cui invito gli interessanti a seguirmi.
Serie dei libri pubblicati da Eva ed Ettore.

martedì 12 febbraio 2019

OpenDay Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana

Per gli estratti pdf gratuiti di tutti i miei libri cliccare qui 

Segue in modo sintetico e con i link Internet la lista degli OpenDay che la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) ha organizzato e che si terranno dal 23 al 28 febbraio nel Cantone Ticino (CH).

Sab 23/2 ore 8:15 – 12:30 – Galleria 2, Via Cantonale 2c, 6828 Manno - Bachelor in Ingegnera elettronica, Ingegneria gestionale, Ingegneria informatica e Ingegneria meccanica (DipartimentoDTI). Prenotazione.

Sab 23/2 ore 9:30 -  Palazzo E, Via Cantonale 16e, 6928 Manno -  Bachelor in Lavoro sociale (DipartimentoDEASS). Prenotazione.

Mar 26/2 ore 17:00 - Palazzo E, Via Cantonale 16e, 6928 Manno – Bachelor in Economia Aziendale. (DipartimentoDEASS). Prenotazione.

Lun 25/2 ore 17:30 - LAC, P. Bernardino Luini 6, Lugano - Bachelor in Leisure Management (DipartimentoDEASS). Prenotazione.

Mar 26/2 ore 9:00 – 17:00 - Caraa du Teatro Dimitri 10, 6653 Verscio - Bachelor of Arts in Theatre  (AccademiaTeatro Dimitri) . Prenotazione.

Mar 26/2, ore 17:00 - Palazzo E, via Cantonale 16, Manno - Bachelor in Economia aziendale (dipartimentoDEASS). Prenotazione.

OpenDay Intelligenza Artificiale - SUPSI


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Serie dei libri pubblicati da Eva ed Ettore.
Eva's and Ettore's published book serie.
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Gli interessati potranno assistere all’OpenDay tra il 23 ed il 26 febbraio in cui verranno illustrati gli avanzati corsi sull’Intelligenza Artificiale che si tengono nell’Istituto Dalle Molle (IDSIA) presso il Dipartimento Tecnologie Innovative (DTI) facente parte dell’offerta universitaria SUPSI (Scuola Universitaria della Svizzera Italiana) nel Cantone Ticino.
L'Istituto Dalle Molle di studi sull'intelligenza artificiale risale al 1988 ed è noto in tutto il mondo per le ricerche che da decenni conduce in un settore così importante oggi. Di questo Istituto ne parlo in un mio recente libro “IntelligenzaArtificiale 1”.
Argomenti di studio comprendono: apprendimento automatico, intelligenza artificiale universale ottimale, agenti razionali ottimali, ricerca operativa, teoria della complessità, informatica ambientale e supporto alle decisioni, sistemi bio-ispirati e sistemi di robotica.

lunedì 11 febbraio 2019

Museo Informatica SUPSI

Per gli estratti pdf gratuiti di tutti i miei libri cliccare qui 

Ho visitato il Dipartimento Tecnologie Innovative della Scuola Universitaria Italiana della Svizzera Italiana (SUPSI DTI) presso Manno (CH). Ho scoperto in quel luogo un’incredibile collezione di apparecchiature informatiche che pare abbiano percorso la storia di tutta la mia vita lavorativa. Ho il piacere di riportare qui di seguito alcune immagini che ho ripreso e che ritengo interessanti per gli appassionati che mi seguono provenienti da oltre 10 Paesi.
Sito web ufficiale Supsi DTI 
OpenDai 23-26 feb Supsi DTI

sabato 9 febbraio 2019

Design e cultura visiva All’OpenDay (Lugano 23 feb)

Per gli estratti pdf gratuiti di tutti i miei libri cliccare qui 
 
Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI)

Il prossimo 23 febbraio 2019 nel campus Trevano in Canobbio (Lugano) si svolgerà una giornata di presentazione dei corsi di laurea (OpenDay)  tra i quali desidero sottolineare quello di DESIGN (facente parte del Dipartimento ambiente, costruzioni e design).
Il corso di cultura visiva è tenuto dal Prof.  Jean Pierre Candeloro, svizzero - canadese, con particolare esperienza nei sistemi ed i metodi di creazione della scrittura visiva (fotografia, cinema, video), i processi di produzione e ricezione dei prodotti culturali e la storia dei sistemi mass-mediali occidentali.
I giovani svizzeri, italiani e di altri Paesi prossimi a diplomarsi in materie potranno nella giornata dell’OpenDay approfondire la loro conoscenza con questa importante realtà e porre domande direttamente ai professori.
Gli interessati possono anche partecipare gratuitamente ad una giornata di workshop nei giorni seguenti.

Seguono alcuni link utili.


Seguono alcune foto riprese ieri nel Campus Trevano e nella futura e nuova sede in costruzone a Mendrisio.