sabato 31 ottobre 2026

COSA SUCCEDE DAVVERO DENTRO L’IA? Il mio nuovo libro in uscita il 7 novembre

 

Dai chip ai token, dalle reti neurali agli agenti: il viaggio dentro le macchine che generano risposte e stanno cambiando il nostro modo di pensare, lavorare e decidere.

Dopo un lungo e complesso lavoro, sono felice di presentarvi il mio nuovo libro, COSA SUCCEDE DAVVERO DENTRO L’IA?, disponibile dal prossimo 7 novembre su Amazon in tre formati:

  • Copertina rigida, nel formato 20,96 × 27,94 cm.

  • Copertina flessibile, nel formato 21,59 × 27,94 cm.

  • Ebook.

Di intelligenza artificiale si discute continuamente, tra entusiasmo, timori e promesse. Ma che cosa succede davvero dentro queste macchine? Come si passa dai calcoli eseguiti da un chip alle parole di una risposta? E quale percorso storico ci ha portati fino ai sistemi che utilizziamo oggi?

Ho scritto questo libro con l’obiettivo di riunire le conoscenze necessarie per comprendere più a fondo questa trasformazione. Il volume affronta sia gli aspetti tecnici sia quelli storici, collegando il funzionamento dell’IA alle idee, alle scoperte e agli sviluppi che ne hanno reso possibile la nascita e l’evoluzione.

È un libro impegnativo, e desidero dirlo con chiarezza. Alcuni argomenti richiedono concentrazione e pazienza: ho cercato di spiegarli senza sacrificare la profondità necessaria per comprenderli. È una lettura pensata per chi vuole dedicare tempo a capire gli strumenti che stanno entrando nel nostro lavoro e nella nostra vita quotidiana.

Il risultato è un’opera ampia, nata dal desiderio di offrire al lettore gli elementi per orientarsi e formarsi un giudizio consapevole sulla tanto discussa intelligenza artificiale.

Riporto qui sotto l’indice completo: meglio di tante parole, mostra il contenuto del libro e il percorso che propongo di affrontare insieme.

INDICE

PARTE I — LA MATERIA DELL’INTELLIGENZA       14

Cap. 1. Dentro il chip: dove comincia il calcolo    14

Un segnale che controlla un altro segnale            14

Come nascono lo zero e l’uno    14

Quando gli stati diventano numeri          15

Il chip prende forma      16

Il ritmo delle operazioni               16

I numeri hanno una dimensione               17

Il primo frammento di una rete neurale 17

Il calcolo lascia calore     18

Dal componente al sistema         18

Cap. 2 La fabbrica dei calcoli: GPU, memoria e connessioni          18

Due modi di organizzare il lavoro             19

Dalla grafica alle reti neurali       19

Chi distribuisce i compiti?            20

I dati devono arrivare    20

La memoria ha più livelli               20

Capacità, banda e latenza            21

Quanto spazio occupa un modello?        21

Il vantaggio di riutilizzare              22

Una richiesta o molte richieste insieme?              22

Quando una GPU non basta        22

Le connessioni fanno parte del sistema 23

L’infrastruttura del calcolo effettivo       23

Cap. 3 Il linguaggio diventa numeri: token, vettori e tensori         24

Dove finisce una parola?              24

Il tokenizer prepara l’ingresso    24

Una scelta tecnica con conseguenze visibili         25

Un numero per trovare molti numeri     25

Come si legge un vettore?           26

La rappresentazione iniziale e il contesto             27

La frase diventa una matrice       27

Perché l’ordine deve lasciare una traccia              28

Che cosa rende speciale un tensore?     28

Le sequenze non hanno tutte la stessa lunghezza            29

Anche una conversazione ha una struttura numerica      29

I numeri devono cominciare a interagire              29

Cap. 4. Il Transformer: come le informazioni interagiscono          30

Un’architettura, diverse famiglie              30

Che cosa significa “attenzione” 30

Tre trasformazioni: query, key e value   31

Dai confronti ai coefficienti         31

Un esempio che possiamo calcolare        32

Il vincolo che impedisce di usare il futuro             32

Più teste, più combinazioni         33

Conservare una strada attraverso la rete              33

Dopo l'attenzione: una nuova elaborazione delle informazioni   33

Come avviene questa elaborazione?      34

Un blocco prepara il successivo 34

La rappresentazione prepara una previsione      35

Il prezzo delle relazioni  35

Una mappa dell’attenzione non è tutta la spiegazione   35

Come la rete ha imparato a usare queste operazioni      36

PARTE II — COME SI COSTRUISCE UN MODELLO               36

Cap. 5. Prima dell’intelligenza vengono i dati      36

Il materiale del mondo  37

Una pagina web non è ancora un buon esempio              37

Che cosa significa “qualità”?       38

Quando la stessa pagina torna migliaia di volte 38

Il mondo non compare nelle stesse proporzioni 38

Scegliere anche le proporzioni   39

Lavoro umano prima e dopo la raccolta 39

Da dove vengono e come possono essere utilizzati?        39

Quando il materiale d’esame entra nel programma di studio      40

I dati possono essere prodotti dalle macchine    40

Il momento in cui il corpus diventa materiale di calcolo 40

Prima della risposta c’è una selezione    41

Cap. 6. Imparare sbagliando: come cambiano i pesi di una rete  41

Un sistema di calcolo con un solo peso  42

Dare una forma all’errore            42

Il gradiente: una direzione locale              42

Il primo aggiornamento 43

Quando i pesi sono molti             44

Qual è l’obiettivo di un modello linguistico?        45

Quanto era probabile il token osservato?            45

Molti esempi per un aggiornamento      46

L’ottimizzatore decide il passo   46

Abbassare la perdita, imparare a generalizzare  46

Conservare il percorso  47

Dall’apprendimento all’utilizzo  47

Cap. 7 Da modello ad assistente: istruzioni, preferenze e rinforzo            48

Mostrare il comportamento desiderato 48

La richiesta entra nel contesto, la risposta diventa il bersaglio    48

Una risposta esemplare non esaurisce le possibilità         49

Che cosa significa “migliore”?    49

Un modello che impara a valutare           49

Il rinforzo modifica il comportamento   50

Migliorare il punteggio può allontanare dall’obiettivo    50

Preferire una risposta non significa verificarla    50

Usare direttamente i confronti  51

Quando il feedback arriva da un’altra IA               51

Quando il risultato può essere controllato           51

L’assistente comprende anche il prodotto           52

Orientare e verificare    52

Cap. 8. Le memorie dell’IA: che cosa conserva e che cosa dimentica        53

La conversazione torna nell’ingresso      53

La finestra ha un limite  53

Avere un’informazione e utilizzarla bene             54

Le conoscenze nei pesi  54

Imparare una regola dentro la conversazione    54

Un archivio intorno al modello  55

Decidere che cosa vale la pena ricordare              55

Il riassunto conserva e trasforma             55

Consultare un archivio di conoscenze    56

La cache KV: conservare calcoli già svolti              56

Una mappa delle memorie         56

Quando aggiornare significa anche perdere        57

Che cosa significa cancellare?    57

La memoria utile ha bisogno di confini   58

PARTE III — ANATOMIA DI UNA RISPOSTA           58

Cap. 9. Dalla domanda al server: il viaggio della richiesta               58

Il messaggio diventa una richiesta            59

Attraversare la rete        59

La porta d’ingresso del servizio 59

Comporre il contesto effettivo  60

Scegliere la destinazione             60

Il modello è già disponibile?       60

Entrare nella coda           60

Il testo assume la forma richiesta dal modello    61

Riutilizzare una parte del percorso          62

Quanto tempo abbiamo aspettato?        62

Una richiesta può contenere più passaggi            62

Finalmente, una parola 63

Cap. 10. Una risposta, un token alla volta             63

Dai logit alle probabilità                64

Probabile rispetto a che cosa?   64

Scegliere il candidato più probabile         64

Campionare: lasciare spazio alle alternative        65

La temperatura modifica la distribuzione             65

Top-k e top-p: delimitare i candidati       66

Il token scelto cambia ciò che viene dopo            66

Proseguire senza ricalcolare tutto            66

Quando il formato restringe le scelte     67

Perché la stessa domanda cambia risposta?        67

Che cosa ferma la risposta?        67

Una spiegazione prende forma 68

Cap. 11. Il tempo nascosto: attese e colli di bottiglia        68

La risposta ha più di una velocità              68

Il lavoro cambia dopo il primo token      69

Quando il calcolo aspetta i dati  69

La coda può pesare più del modello        70

Il contesto occupa spazio mentre la risposta cresce         70

Quando una nuova richiesta interrompe il ritmo delle altre         71

Separare le fasi crea un nuovo trasferimento     71

Più dispositivi, più coordinamento          71

La media nasconde le attese peggiori     72

Le attese possono trovarsi fuori dalla GPU          72

Accelerare la parte giusta            72

Misurare il percorso, non indovinarlo     72

Il tempo diventa una scelta di progetto 73

Cap. 12. Come rendere l’intelligenza più economica       73

Il prezzo non racconta tutto        73

Usare un modello adatto al compito       74

La quantizzazione: conservare i numeri con meno bit     74

Ridurre la precisione modifica le approssimazioni numeriche.    74

La distillazione: trasferire capacità a un altro modello    75

Attivare soltanto una parte della rete    75

Eseguire meglio la stessa operazione     75

Gestire meglio lo spazio disponibile        76

Proporre più token, poi verificarli             76

Spendere meno anche per l’adattamento           76

Elaborare ciò che serve 77

Il costo di un risultato accettabile            77

I risparmi non si sommano automaticamente    77

Più efficienza, più possibilità di utilizzo   78

PARTE IV — QUANDO IL MODELLO ENTRA NEL MONDO    78

Cap. 13 Cercare prima di rispondere: documenti, fonti e conoscenza      78

La conoscenza disponibile si amplia         79

Prima della domanda, preparare i documenti    79

Dividere senza perdere il significato        79

Conservare l’identità delle fonti 80

Cercare le parole             80

Rileggere i candidati migliori       81

La domanda può diventare più ricerche 81

Pertinenza e credibilità sono proprietà diverse  81

I passaggi entrano nella generazione     82

L’archivio ha confini di accesso  83

Dalla risposta plausibile alla risposta controllabile            83

Cap. 14 Oltre le parole: immagini, voce e video 83

L’immagine è già una struttura di numeri             84

Dai pixel alle rappresentazioni  84

Collegare immagini e linguaggio               85

Osservare e inferire        85

La voce comincia come segnale 85

Due percorsi per una conversazione vocale         86

Come viene prodotta una voce 86

Il video aggiunge il tempo           86

Lo streaming deve decidere quando agire           87

Architetture diverse possono collaborare            87

Il realismo non certifica l’accuratezza     88

Dalle rappresentazioni alle azioni             88

Cap. 15. Dal chatbot all’agente: quando l’IA comincia ad agire    88

Una definizione operativa           89

Il modello propone, il software esegue 89

Il ciclo dell’agente           90

Trasformare l’obiettivo in criteri               90

Pianificare senza fissare tutto in anticipo              90

Lo stato del lavoro          90

Quando uno strumento fallisce 91

Dire di aver finito ed essere arrivati al risultato  91

Il problema degli errori concatenati        91

Autonomia entro un perimetro 92

Quando più agenti collaborano 92

Decidere quando fermarsi           93

Dal compito digitale al mondo fisico       93

Cap. 16 L’intelligenza incontra la materia: i robot             93

Dal testo agli oggetti      94

Vedere non significa comprendere         94

Il problema della posizione         94

Pianificare un movimento           95

Agire significa modificare il mondo         95

Il tempo entra nell'equazione    95

Perché le fabbriche sono più facili delle case      95

Quando arriva l'intelligenza generativa 96

L'autonomia ha un costo              96

Dal comportamento alla fiducia 96

PARTE V — CAPIRE I LIMITI, VERIFICARE LE PROMESSE   97

Cap 17. Perché una macchina capace può sbagliare         97

La capacità non è uniforme        97

La perdita di addestramento non misura tutta la correttezza      97

Che cosa chiamiamo allucinazione           98

Quando manca l’informazione  98

Quando l’informazione c’è, ma viene usata male              98

Le fonti possono fallire in più modi          100

Gli strumenti aggiungono capacità e nuovi punti di errore            100

Il tono sicuro non misura l’incertezza     100

Ricontrollare può aiutare, ma serve un criterio  101

Una verifica adatta al tipo di errore        101

Comprendere l’errore senza ridurre tutto all’errore        101

Cap. 18. Possiamo guardare dentro una rete neurale?   102

Conoscere le operazioni e comprenderne il ruolo             102

Tre livelli di indagine      102

Le attivazioni sono misure, non etichette             103

Perché un neurone può avere più significati        103

Cercare direzioni più leggibili      103

Le sonde: che cosa si può leggere nelle rappresentazioni?           104

Passare dall’osservazione all’intervento 104

Seguire un circuito          105

Le immagini dell’attenzione mostrano un passaggio       105

Le parole del modello sul proprio percorso         105

Modificare una conoscenza è possibile?               105

Quanto rimane fuori dalla spiegazione? 106

Questo limite va mantenuto visibile.      106

Che cosa possiamo ricavarne      106

Dalla rete alle prove       106

Cap. 19. Quanto è intelligente, davvero?             107

Un profilo prima di un voto         107

Quale sistema stiamo valutando?            108

Il risultato giusto deve essere definito bene       108

Un tentativo e molti tentativi misurano cose diverse      108

Il budget fa parte della capacità osservata           109

Il confronto con gli esseri umani               109

Preferenze e correttezza             110

Quando il giudice è un’altra IA   110

Quando il modello ha già incontrato la prova     110

Dalla risposta all’esito dell’azione            111

Quanto a lungo può lavorare?   111

La differenza tra due punteggi può essere incerta            111

Quando una prova non distingue più      111

La carta d’identità di un risultato              112

Cap. 20. Sicurezza, allineamento e controllo        112

Allineare rispetto a quali obiettivi?          113

Sicurezza del modello e sicurezza dell’applicazione         113

Quando un contenuto cerca di diventare un comando   114

I confini devono diventare controlli         114

Isolare l’esecuzione        114

Controllare ciò che entra e ciò che esce 115

La supervisione umana deve permettere una decisione reale     115

Monitorare ciò che avviene        115

Fermare il lavoro e contenere gli effetti 115

Mettere alla prova le protezioni               116

Comportarsi bene durante il test è sufficiente? 116

Il caso di sicurezza           116

Dalla segnalazione alla correzione           117

Che cosa possiamo concludere sui rischi futuri? 117

Il controllo come capacità concreta         117

PARTE VI — CHI PAGA, CHI DECIDE, CHI BENEFICIA          118

Cap. 21. L’economia dell’intelligenza: energia, capitale e costo dei risultati           118

Tre numeri da tenere separati   118

Addestrare e utilizzare  119

Il capitale arriva prima dei risultati           119

La capacità inutilizzata ha un costo          119

L’energia è una quantità fisica    120

Oltre l’elettricità del processore               120

Perché un token non ha un costo universale       120

Il rischio del tempo         122

La domanda dipende dal prezzo e dall’utilità       122

Il costo del risultato accettato    123

Il risparmio privato e i costi collettivi       123

Chi riceve il valore           123

Cap. 22. Lavorare e imparare con le macchine   124

Un lavoro contiene molte mansioni        124

Più velocità, a quale condizione?             124

La frontiera attraversa lo stesso mestiere            125

Sentirsi più produttivi e misurarlo            125

Delegare cambia il punto nel quale serve competenza  125

Il paradosso del principiante       126

Il risultato disponibile non coincide con la capacità acquisita       126

Un tutor può aiutare oppure sostituire l’esercizio            126

Progettare una collaborazione che insegni           126

Le competenze che sostengono la delega            127

Come cambia l’organizzazione   127

La conoscenza di un gruppo può diventare un’infrastruttura       127

Conservare la possibilità di dissentire    128

Il tempo liberato deve trovare una destinazione              128

Cap. 23. Chi controlla l’intelligenza controlla il futuro?   129

Il potere si distribuisce lungo la filiera    129

I colli di bottiglia diventano leve strategiche       129

La dimensione può trasformarsi in dipendenza 130

Chi controlla più livelli ha più possibilità di scelta              130

Aprire i pesi cambia il rapporto con il fornitore  130

Apertura e sicurezza pongono domande diverse              130

Possedere i dati non equivale a governarne l’uso             131

L’assistente influenza ciò che vediamo  131

Un agente può esercitare un potere delegato    131

Il controllo degli Stati ha più dimensioni               132

Competere senza rinunciare al coordinamento 132

Controllare la macchina e distribuire il potere   133

La capacità di scegliere un’alternativa    133

Il futuro non ha un solo proprietario       133

Cap. 24. AGI, superintelligenza e autonomia umana        134

Che cosa significa intelligenza generale?              134

Tre dimensioni da non confondere         134

Che cosa chiameremo superintelligenza?            135

Capacità, coscienza e volontà     135

Il progresso può arrivare dal sistema completo  135

Quando l’IA aiuta a sviluppare altra IA   136

Una retroazione non garantisce un’accelerazione illimitata          136

Le curve non sono un calendario              136

Futuri diversi richiedono preparazioni diverse   137

Essere meno capaci implica perdere il controllo?              137

La capacità di scegliere gli obiettivi          138

L’abbondanza richiede anche distribuzione         138

Che cosa dovremmo chiedere a un sistema più avanzato?            138

Un futuro che comincia nelle decisioni presenti 139

Una scelta segue l’altra., la frase prende forma. 139

Questa attenzione lascia spazio alla sorpresa.    140

Lo stesso vale su scala più grande.           141

PARTE VII — APPENDICE 1           141

Cap. 25. Come siamo arrivati fin qui: storia dell’intelligenza artificiale     141

Alan Turing e le fondamenta del calcolo                141

La macchina di Turing, una macchina immaginaria           142

L’universalità e i limiti del calcolo             142

Bletchley Park: il calcolo incontra la storia            142

Dall’esecuzione delle istruzioni all’intelligenza   143

La possibilità di costruire macchine che apprendono      143

I primi modelli di neuroni artificiali           143

1943: il neurone incontra la logica           144

Un esempio: due condizioni per attivare una risposta     144

Una rete che calcola non è ancora una rete che impara 144

Hebb: l’esperienza può cambiare le connessioni               145

Che cosa significa davvero “ispirato al cervello” 145

Un’origine che non rendeva inevitabile il presente          145

Dartmouth 1956: un programma di ricerca prende nome             146

Dare un nome significa anche costruire una comunità    146

Il cervello era un riferimento, non un percorso obbligato              147

L’ottimismo e il problema della generalizzazione             147

Il significato duraturo di Dartmouth        147

Percettroni, simboli e primi sistemi conversazionali        148

Il percettrone: modificare le risposte attraverso gli esempi          148

I limiti di una separazione semplice        148

L’approccio simbolico: rappresentare il problema e cercare una soluzione           149

Il mondo deve entrare nella rappresentazione  149

ELIZA: il computer entra nella conversazione     149

La conversazione cambia il nostro giudizio           149

Tre strade, tre domande ancora aperte 150

Sistemi esperti e inverni dell’IA 150

DENDRAL: restringere il campo per ottenere risultati      151

MYCIN: ragionare anche con informazioni incerte            151

Dalla ricerca alla fabbrica             151

Il collo di bottiglia della conoscenza        151

Il primo inverno: quando cresce lo scetticismo   152

Il secondo inverno: il successo tecnico incontra il bilancio             152

Che cosa rimane dopo un inverno           152

Cap 26. La retropropagazione e il rilancio delle reti neurali           153

Il problema degli strati nascosti 153

Il contributo decisivo del 1986    153

Come l’errore attraversa la rete 154

Apprendere una rappresentazione         154

Dalle dimostrazioni ai caratteri scritti a mano     154

Perché la retropropagazione non risolse tutto   155

Un rilancio dentro una storia irregolare 155

Cap. 27. Dai successi specialistici all’apprendimento su larga scala            155

Deep Blue: un risultato storico dentro un dominio preciso           156

Il problema diventa apprendere dai dati               156

Internet cambia la disponibilità degli esempi      156

Il linguaggio entra negli spazi numerici  157

ImageNet: costruire una risorsa comune              157

Il calcolo rende praticabili esperimenti più grandi             157

Una convergenza, non una singola invenzione   158

Cap. 28. Dartmouth 2006: cinquant’anni di promesse e risultati 158

I protagonisti tornano sul luogo delle origini       158

Anche il racconto delle origini viene rivisto          159

Risultati concreti, spiegazioni differenti 159

Il valore scientifico degli insuccessi          159

Il futuro rimaneva una domanda aperta 159

Un anniversario da leggere senza il senno di poi               160

Cap. 29. Asilomar 2009: anticipare le conseguenze dell’IA           160

Un’iniziativa della comunità scientifica  160

Perché proprio Asilomar?            161

Tra scenari estremi e problemi affrontabili          161

Il controllo come problema concreto      161

Anche il rapporto emotivo merita attenzione     161

Dall’incontro a un’osservazione continuativa     162

Due incontri da distinguere        162

Cap. 30. AlexNet 2012: l’incontro tra dati, reti profonde e GPU  162

Una competizione rende visibile il progresso      163

Il risultato del 2012 da SuperVision         163

Una rete che apprende trasformazioni successive           163

Le GPU rendono praticabile l’esperimento          163

Addestrare un modello grande richiede anche disciplina               164

Tre elementi che acquistano forza insieme          164

Una svolta nella visione, non la soluzione dell’intelligenza            164

Cap. 31. AlphaGo 2016: strategie che sorprendono gli esseri umani         165

Perché AlphaGo era una sfida particolare             165

Apprendimento e ricerca lavorano insieme         165

Dalle partite umane al gioco contro sé stesso     165

La mossa 37       166

La sorpresa cambia anche direzione       166

Che cosa significa chiamare una mossa “creativa”?          166

AlphaGo e AlphaGo Zero sono sistemi differenti               166

Una lezione oltre la scacchiera   167

Cap. 32. Asilomar 2017: i principi per un’IA benefica      167

Costruire un terreno comune    167

Una visione più ampia della sicurezza     168

Che cosa significa “benefica”?   168

Il controllo umano come scelta di delega             168

Guardare anche agli scenari di lungo periodo     168

Dai principi alle verifiche              169

Il posto di Asilomar nella storia  169

Cap. 33. Il Transformer e l’espansione dei modelli linguistici        169

L’attenzione esisteva già: cambiava la sua posizione       170

Il vantaggio del parallelismo       170

Dal modello per un compito al modello da adattare        170

BERT: utilizzare il contesto in entrambe le direzioni         170

La scala diventa una variabile sperimentale        171

GPT-3: esempi nel contesto        171

La flessibilità introduce nuove difficoltà 171

Una base tecnica per la fase successiva 172

Cap. 33. ChatGPT: l’IA conversazionale incontra il grande pubblico           172

Dal completamento del testo all’assistenza         172

Il contributo del feedback umano            173

Una capacità sperimentabile personalmente     173

I limiti erano già parte del lancio               173

Il contesto non coincide con la memoria permanente    174

Il nome del prodotto e il modello sottostante    174

Una nuova fase del rapporto con l’IA      174

Cap. 34. Dal 2023 al 2026: multimodalità, agenti e infrastrutture              175

2023: il linguaggio si collega alle immagini           175

Un ecosistema con forme diverse di accesso      175

2024: voce, immagini e tempi di interazione       175

Più calcolo prima della risposta 176

Dal testo alle azioni sul computer            176

2025: l’infrastruttura diventa parte centrale della strategia         176

L’energia entra nel bilancio         177

2026: integrare gli agenti nei processi    177

Una fase aperta                177

Cap. 35. Intelligenza artificiale e democrazia       177

Proposta sintetica elaborata da GPT       177

Opportunità e rischi per la vita democratica        178

Qualità dei dati e limiti delle risposte     178

Responsabilità e controlli indipendenti 178

Trasparenza e responsabilità umana       178

Diritti e accesso alla conoscenza              179

Una proposta per il governo democratico della tecnologia           179

Cap. 36. Principali IA disponibili 179

Aggiornato al 31 ottobre 2026.  179

Assistenti per uso generale         179

Strumenti per attività specifiche              180

Come leggere la tabella 181

Cap. 37. Figure chiave dell’intelligenza artificiale               181

Ventinove protagonisti dell’IA   181

Loro affiliazione professionale o istituzionale     181

Cap. 38. Glossario dei termini dell’intelligenza artificiale                183

94 termini in ordine alfabetico con una breve descrizione, dai chip agli agenti.   183

PARTE VIII — APPENDICE 2          188

Cap. 38. Intelligenza Artificiale per il lavoro e l’impresa pubblicato nel 2026         188

Due esempi dal libro       188

Esempio di IA per Ricercatori e Tecnici   189

Esempio di IA per responsabile della ricerca        189

Cap. 40. Intelligenza Artificiale pubblicato nel 2020          190

Weak AI, Strong AI, Swarm AI, Machine Learning (ML), Big Data 191

Deep learning, Natural Language, Processing (NLP),        191

Supervised learning, Unsupervised learning, Neural Networks,  191

Internet of Things (IoT), Turing Test, ChatBot, Cognitive AI,          191

Cognitive Lab, Expert Systems, Robotics e Python.           191

Cap. 39. Sistema Esperto realizzato dall’autore negli anni ‘80      191

IBM, sistema 38 e Sistema Esperto          191

Cap. 40 L’autore              192

 


giovedì 29 ottobre 2026

Principio del circuito di binario per evitare scontri fra treni


 SCONTRI FRA TRENI: UNA SICUREZZA CONOSCIUTA DA OLTRE CENTO ANNI!

Durante i miei studi di ingegneria, decenni fa, mi insegnarono un principio ferroviario già applicato nell'Ottocento.

Le ferrovie vengono suddivise in sezioni controllate separatamente, ad esempio di 10 km. Le ruote e gli assi metallici di un treno collegano elettricamente le due rotaie, creando un cortocircuito che segnala automaticamente l'occupazione della sezione.

Se un treno è fermo 5 km più avanti, il sistema impedisce l'ingresso di un secondo convoglio: segnale rosso e, dove prevista, segnalazione in cabina con frenatura automatica.

QUESTI SISTEMI SONO PROGETTATI PROPRIO PER IMPEDIRE CHE UN ERRORE UMANO PROVOCHI UNA STRAGE.

Oggi esistono tecnologie ancora più avanzate. Se una linea ferroviaria non dispone di protezioni adeguate, o queste possono essere escluse senza sufficienti garanzie, il problema è soprattutto progettuale e gestionale, con possibili gravissime responsabilità.

NON BASTA GIUSTIFICARE UNA TRAGEDIA CON UN "ERRORE UMANO".

LA VERA DOMANDA È: PERCHÉ I SISTEMI DI SICUREZZA NON HANNO IMPEDITO LO SCONTRO?

Questo si insegnava già decenni fa nelle facoltà di ingegneria!

TRAGEDIA FERROVIARIA IN SPAGNA: L'ERRORE UMANO NON PUÒ ESSERE UNA GIUSTIFICAZIONE!


 Sono profondamente colpito dalla tragedia ferroviaria avvenuta in Spagna, nei pressi di Toledo. Ma sono altrettanto sconcertato nel sentire parlare di un possibile "errore umano" quasi fosse una spiegazione sufficiente.

Ricordo perfettamente una cosa che mi venne insegnata decenni fa, durante il mio corso di ingegneria.

Già oltre un secolo fa, quando le ferrovie venivano chiamate strade ferrate, era stato sviluppato un sistema di sicurezza tanto semplice quanto geniale: il circuito di binario.

Le ruote e gli assi metallici di un treno collegano elettricamente le due rotaie, consentendo di rilevare la presenza del convoglio in una determinata sezione di linea.

Questo principio, integrato con i sistemi di blocco e di interblocco ferroviario, permette di impedire che venga autorizzato l'ingresso di un secondo treno in una tratta già occupata.

Lo scopo fondamentale di questi sistemi era proprio quello di impedire che un errore umano potesse trasformarsi in una catastrofe.

Non si tratta di una tecnologia futuristica. È un principio ingegneristico conosciuto da oltre cento anni, che già si insegnava nelle università molti decenni fa!

E allora mi pongo una domanda molto semplice.

Com'è possibile che nel 2026, su una linea ferroviaria ad alta velocità, un treno possa raggiungere a velocità elevata un altro convoglio fermo sullo stesso binario?

Le prime ricostruzioni parlano di un guasto al sistema automatico di controllo LZB, seguito da un'autorizzazione errata alla ripartenza.

Ma proprio qui sta il punto!

I sistemi di sicurezza devono essere progettati per gestire anche i guasti e gli errori degli operatori. È il principio della sicurezza intrinseca, o fail-safe, che dovrebbe essere alla base di ogni infrastruttura critica.

Naturalmente occorrerà accertare quali dispositivi fossero ancora operativi, quali procedure siano state applicate e perché le protezioni non abbiano impedito lo scontro.

Ma liquidare una simile tragedia con la formula "errore umano" sarebbe inaccettabile.

Perché la vera domanda non è soltanto chi abbia sbagliato, ma perché il sistema abbia consentito che quell'errore producesse conseguenze tanto devastanti.

È questa la domanda alla quale i responsabili della sicurezza ferroviaria devono rispondere.

Non è soltanto una questione di responsabilità individuali. È una questione di progettazione, ridondanza, controllo e responsabilità dell'intero sistema.

Questo mi insegnavano a ingegneria decenni fa. E ritengo che oggi, con tecnologie immensamente più avanzate, dovremmo pretendere ancora di più.

Un pensiero commosso alle vittime e alle loro famiglie.

 

lunedì 26 ottobre 2026

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È MAGIA? SOLO PER CHI NON SA COSA C’È DENTRO

Immaginate un antico egizio davanti a un’automobile in movimento. Terrorizzato, forse si inginocchierebbe credendola divina. Aprendo il cofano, troverebbe un groviglio incomprensibile di cavi e meccanismi. Forse un’arma terribile!

Ebbene, oggi quell’Egizio siamo noi. Davanti all’Intelligenza Artificiale proviamo lo stesso stupore, la stessa incredulità, talvolta la stessa paura. Una macchina che risponde, sembra ragionare, scrive e supera l’uomo in compiti complessi. Magia? Una nuova forma di vita? Una minaccia?

NO. APRIAMO IL COFANO! Troveremo chip, numeri, algoritmi, reti neurali e calcoli statistici. Nessuna divinità digitale. Solo una straordinaria opera dell’ingegno umano.

Ma c’è un problema: tutti parlano di ciò che l’IA sa fare e pochissimi spiegano che cosa accade davvero al suo interno. Ed è proprio questo vuoto di conoscenza che voglio contribuire a colmare.

Per questo sto scrivendo un libro ambizioso, nato da una convinzione: per capire davvero la rivoluzione dell’IA, dobbiamo smettere di guardare soltanto le sue risposte e cominciare a capire come vengono generate.

“COSA SUCCEDE DAVVERO DENTRO L’IA? Dai chip ai token, dalle reti neurali agli agenti”.

Un viaggio dentro la macchina, per trasformare ciò che oggi appare misterioso in qualcosa di comprensibile a tutti. Perché ciò che non comprendiamo ci spaventa. Ciò che comprendiamo possiamo imparare a governarlo. E soprattutto, non dobbiamo inginocchiarci davanti alle macchine. Dobbiamo imparare ad aprirne il cofano.







venerdì 16 ottobre 2026

A SCUOLA CON I FARAONI

 Un fantastico nuovo libro per giovanissimi di Eva Accenti

A SCUOLA CON I FARAONI

Un’avventura nel mondo dei piccoli scribi

Un libro di grande formato e con molte immagini che racconta come saremmo se potessimo tornare indietro di quattromila anni e trascorrere una giornata di scuola nell’Antico Egitto. Un’avventura nel mondo dei piccoli scribi accompagna i giovani lettori alla scoperta della scuola e della vita quotidiana nell’Antico Egitto. Come si imparava a scrivere? Quali strumenti si usavano per fare i compiti? E perché diventare scriba poteva aprire le porte a un futuro diverso? Con un linguaggio vivace e vicino ai bambini, Eva Accenti racconta un mondo lontano che riserva sorprese familiari: anche allora c’erano scolari che si lamentavano degli esercizi, si distraevano e cercavano scuse per evitare le lezioni!

Disponibile in formato cartaceo ed ebook: A Scuola con i Faraoni