sabato 31 ottobre 2026

COSA SUCCEDE DAVVERO DENTRO L’IA? Il mio nuovo libro in uscita il 7 novembre

 

Dai chip ai token, dalle reti neurali agli agenti: il viaggio dentro le macchine che generano risposte e stanno cambiando il nostro modo di pensare, lavorare e decidere.

Dopo un lungo e complesso lavoro, sono felice di presentarvi il mio nuovo libro, COSA SUCCEDE DAVVERO DENTRO L’IA?, disponibile dal prossimo 7 novembre su Amazon in tre formati:

  • Copertina rigida, nel formato 21,59 × 27,94 cm.

  • Copertina flessibile, nel formato 21,59 × 27,94 cm.

  • Ebook.

Di intelligenza artificiale si discute continuamente, tra entusiasmo, timori e promesse. Ma che cosa succede davvero dentro queste macchine? Come si passa dai calcoli eseguiti da un chip alle parole di una risposta? E quale percorso storico ci ha portati fino ai sistemi che utilizziamo oggi?

Ho scritto questo libro con l’obiettivo di riunire le conoscenze necessarie per comprendere più a fondo questa trasformazione. Il volume affronta sia gli aspetti tecnici sia quelli storici, collegando il funzionamento dell’IA alle idee, alle scoperte e agli sviluppi che ne hanno reso possibile la nascita e l’evoluzione.

È un libro impegnativo, e desidero dirlo con chiarezza. Alcuni argomenti richiedono concentrazione e pazienza: ho cercato di spiegarli senza sacrificare la profondità necessaria per comprenderli. È una lettura pensata per chi vuole dedicare tempo a capire gli strumenti che stanno entrando nel nostro lavoro e nella nostra vita quotidiana.

Il risultato è un’opera ampia, nata dal desiderio di offrire al lettore gli elementi per orientarsi e formarsi un giudizio consapevole sulla tanto discussa intelligenza artificiale.

Riporto qui sotto l’indice completo: meglio di tante parole, mostra il contenuto del libro e il percorso che propongo di affrontare insieme.

PARTE I — LA MATERIA DELL’INTELLIGENZA 15

Cap. 1. Dentro il chip: dove comincia il calcolo 15

Un segnale che controlla un altro segnale 15

Come nascono lo zero e l’uno 15

Quando gli stati diventano numeri 16

Il chip prende forma 17

Il ritmo delle operazioni 17

I numeri hanno una dimensione 18

Il primo frammento di una rete neurale 18

Il calcolo lascia calore 19

Dal componente al sistema 19

Cap. 2 La fabbrica dei calcoli: GPU, memoria e connessioni 19

Due modi di organizzare il lavoro 20

Dalla grafica alle reti neurali 20

Chi distribuisce i compiti? 21

I dati devono arrivare 21

La memoria ha più livelli 21

Capacità, banda e latenza 22

Quanto spazio occupa un modello? 22

Il vantaggio di riutilizzare 23

Una richiesta o molte richieste insieme? 23

Quando una GPU non basta 23

Le connessioni fanno parte del sistema 24

L’infrastruttura del calcolo effettivo 24

Cap. 3 Il linguaggio diventa numeri: token, vettori e tensori 25

Dove finisce una parola? 25

Il tokenizer prepara l’ingresso 25

Una scelta tecnica con conseguenze visibili 26

Un numero per trovare molti numeri 26

Come si legge un vettore? 27

La frase diventa una matrice 28

Perché l’ordine deve lasciare una traccia 29

Che cosa rende speciale un tensore? 29

Le sequenze non hanno tutte la stessa lunghezza 30

Anche una conversazione ha una struttura numerica 30

I numeri devono cominciare a interagire 30

Cap. 4. Il Transformer: come le informazioni interagiscono 31

Un’architettura, diverse famiglie 31

Che cosa significa “attenzione” 31

Tre trasformazioni: query, key e value 32

Dai confronti ai coefficienti 32

Un esempio che possiamo calcolare 33

Il vincolo che impedisce di usare il futuro 33

Più teste, più combinazioni 34

Conservare una strada attraverso la rete 34

Dopo l'attenzione: una nuova elaborazione delle informazioni 34

Una mappa dell’attenzione non è tutta la spiegazione 36

Come la rete ha imparato a usare queste operazioni 37

PARTE II — COME SI COSTRUISCE UN MODELLO 37

Cap. 5. Prima dell’intelligenza vengono i dati 37

Il materiale del mondo 38

Una pagina web non è ancora un buon esempio 38

Che cosa significa “qualità”? 38

Quando la stessa pagina torna migliaia di volte 39

Il mondo non compare nelle stesse proporzioni 39

Scegliere anche le proporzioni 40

Lavoro umano prima e dopo la raccolta 40

Da dove vengono e come possono essere utilizzati? 40

Quando il materiale d’esame entra nel programma di studio 41

I dati possono essere prodotti dalle macchine 41

Il momento in cui il corpus diventa materiale di calcolo 41

Prima della risposta c’è una selezione 42

Cap. 6. Imparare sbagliando: come cambiano i pesi di una rete 42

Un sistema di calcolo con un solo peso 42

Dare una forma all’errore 43

Il primo aggiornamento 44

Quando i pesi sono molti 45

Qual è l’obiettivo di un modello linguistico? 46

Quanto era probabile il token osservato? 46

Molti esempi per un aggiornamento 47

L’ottimizzatore decide il passo 47

Abbassare la perdita, imparare a generalizzare 47

Conservare il percorso 48

Dall’apprendimento all’utilizzo 48

Cap. 7 Da modello ad assistente: istruzioni, preferenze e rinforzo 48

Mostrare il comportamento desiderato 49

La richiesta entra nel contesto, la risposta diventa il bersaglio 49

Una risposta esemplare non esaurisce le possibilità 50

Che cosa significa “migliore”? 50

Un modello che impara a valutare 50

Il rinforzo modifica il comportamento 51

Migliorare il punteggio può allontanare dall’obiettivo 51

Preferire una risposta non significa verificarla 51

Usare direttamente i confronti 52

Quando il feedback arriva da un’altra IA 52

Quando il risultato può essere controllato 52

L’assistente comprende anche il prodotto 53

Orientare e verificare 53

Cap. 8. Le memorie dell’IA: che cosa conserva e che cosa dimentica 53

La conversazione torna nell’ingresso 54

La finestra ha un limite 54

Avere un’informazione e utilizzarla bene 54

Le conoscenze nei pesi 55

Imparare una regola dentro la conversazione 55

Un archivio intorno al modello 56

Decidere che cosa vale la pena ricordare 56

Il riassunto conserva e trasforma 56

Consultare un archivio di conoscenze 57

La cache KV: conservare calcoli già svolti 57

Una mappa delle memorie 57

Quando aggiornare significa anche perdere 58

Che cosa significa cancellare? 58

La memoria utile ha bisogno di confini 58

PARTE III — ANATOMIA DI UNA RISPOSTA 59

Cap. 9. Dalla domanda al server: il viaggio della richiesta 59

Il messaggio diventa una richiesta 59

Attraversare la rete 60

La porta d’ingresso del servizio 60

Comporre il contesto effettivo 60

Scegliere la destinazione 61

Il modello è già disponibile? 61

Entrare nella coda 61

Il testo assume la forma richiesta dal modello 62

Riutilizzare una parte del percorso 62

Quanto tempo abbiamo aspettato? 63

Una richiesta può contenere più passaggi 63

Finalmente, una parola 63

Cap. 10. Una risposta, un token alla volta 64

Dai logit alle probabilità 64

Probabile rispetto a che cosa? 65

Scegliere il candidato più probabile 65

Campionare: lasciare spazio alle alternative 65

La temperatura modifica la distribuzione 66

Top-k e top-p: delimitare i candidati 66

Il token scelto cambia ciò che viene dopo 67

Proseguire senza ricalcolare tutto 67

Quando il formato restringe le scelte 67

Perché la stessa domanda cambia risposta? 68

Che cosa ferma la risposta? 68

Una spiegazione prende forma 68

Cap. 11. Il tempo nascosto: attese e colli di bottiglia 69

La risposta ha più di una velocità 69

Il lavoro cambia dopo il primo token 69

Quando il calcolo aspetta i dati 70

La coda può pesare più del modello 71

Il contesto occupa spazio mentre la risposta cresce 71

Quando una nuova richiesta interrompe il ritmo delle altre 71

Separare le fasi crea un nuovo trasferimento 72

Più dispositivi, più coordinamento 72

La media nasconde le attese peggiori 72

Le attese possono trovarsi fuori dalla GPU 72

Accelerare la parte giusta 73

Misurare il percorso, non indovinarlo 73

Il tempo diventa una scelta di progetto 73

Cap. 12. Come rendere l’intelligenza più economica 74

Il prezzo non racconta tutto 74

Usare un modello adatto al compito 74

La quantizzazione: conservare i numeri con meno bit 75

Ridurre la precisione modifica le approssimazioni numeriche. 75

La distillazione: trasferire capacità a un altro modello 75

Attivare soltanto una parte della rete 76

Eseguire meglio la stessa operazione 76

Gestire meglio lo spazio disponibile 76

Proporre più token, poi verificarli 77

Spendere meno anche per l’adattamento 77

Elaborare ciò che serve 77

Il costo di un risultato accettabile 78

I risparmi non si sommano automaticamente 78

Più efficienza, più possibilità di utilizzo 78

PARTE IV — QUANDO IL MODELLO ENTRA NEL MONDO 79

Cap. 13 Cercare prima di rispondere: documenti, fonti e conoscenza 79

La conoscenza disponibile si amplia 79

Prima della domanda, preparare i documenti 80

Dividere senza perdere il significato 80

Conservare l’identità delle fonti 80

Cercare le parole 81

Rileggere i candidati migliori 81

La domanda può diventare più ricerche 82

Pertinenza e credibilità sono proprietà diverse 82

I passaggi entrano nella generazione 82

L’archivio ha confini di accesso 83

Dalla risposta plausibile alla risposta controllabile 83

Cap. 14 Oltre le parole: immagini, voce e video 84

L’immagine è già una struttura di numeri 84

Dai pixel alle rappresentazioni 85

Collegare immagini e linguaggio 85

Osservare e inferire 85

Due percorsi per una conversazione vocale 86

Il video aggiunge il tempo 87

Lo streaming deve decidere quando agire 87

Architetture diverse possono collaborare 88

Il realismo non certifica l’accuratezza 88

Dalle rappresentazioni alle azioni 89

Cap. 15. Dal chatbot all’agente: quando l’IA comincia ad agire 89

Una definizione operativa 89

Il modello propone, il software esegue 90

Il ciclo dell’agente 90

Trasformare l’obiettivo in criteri 90

Pianificare senza fissare tutto in anticipo 91

Lo stato del lavoro 91

Quando uno strumento fallisce 91

Dire di aver finito ed essere arrivati al risultato 92

Il problema degli errori concatenati 92

Autonomia entro un perimetro 92

Quando più agenti collaborano 93

Decidere quando fermarsi 93

Dal compito digitale al mondo fisico 94

Cap. 16 L’intelligenza incontra la materia: i robot 94

Dal testo agli oggetti 94

Vedere non significa comprendere 95

Il problema della posizione 95

Pianificare un movimento 95

Agire significa modificare il mondo 95

Il tempo entra nell'equazione 96

Perché le fabbriche sono più facili delle case 96

Quando arriva l'intelligenza generativa 96

L'autonomia ha un costo 96

Dal comportamento alla fiducia 97

PARTE V — CAPIRE I LIMITI, VERIFICARE LE PROMESSE 97

Cap 17. Perché una macchina capace può sbagliare 97

La capacità non è uniforme 97

La perdita di addestramento non misura tutta la correttezza 98

Che cosa chiamiamo allucinazione 98

Quando manca l’informazione 99

Quando l’informazione c’è, ma viene usata male 99

Gli assistenti vengono orientati a essere utili e disponibili e in alcune condizioni questo può trasformarsi in eccessiva compiacenza. 100

Le fonti possono fallire in più modi 100

Gli strumenti aggiungono capacità e nuovi punti di errore 100

Il tono sicuro non misura l’incertezza 101

Ricontrollare può aiutare, ma serve un criterio 101

Una verifica adatta al tipo di errore 101

Comprendere l’errore senza ridurre tutto all’errore 102

Cap. 18. Possiamo guardare dentro una rete neurale? 102

Conoscere le operazioni e comprenderne il ruolo 102

Tre livelli di indagine 103

Le attivazioni sono misure, non etichette 103

Perché un neurone può avere più significati 103

Cercare direzioni più leggibili 104

Le sonde: che cosa si può leggere nelle rappresentazioni? 104

Passare dall’osservazione all’intervento 104

Seguire un circuito 105

Le immagini dell’attenzione mostrano un passaggio 105

Le parole del modello sul proprio percorso 105

Modificare una conoscenza è possibile? 106

Quanto rimane fuori dalla spiegazione? 106

Questo limite va mantenuto visibile. 106

Che cosa possiamo ricavarne 106

Dalla rete alle prove 107

Cap. 19. Quanto è intelligente, davvero? 107

Un profilo prima di un voto 107

Quale sistema stiamo valutando? 108

Il risultato giusto deve essere definito bene 108

Un tentativo e molti tentativi misurano cose diverse 109

Il budget fa parte della capacità osservata 109

Il confronto con gli esseri umani 110

Preferenze e correttezza 110

Quando il giudice è un’altra IA 110

Quando il modello ha già incontrato la prova 111

Quanto a lungo può lavorare? 111

La differenza tra due punteggi può essere incerta 112

Quando una prova non distingue più 112

La carta d’identità di un risultato 112

Cap. 20. Sicurezza, allineamento e controllo 113

Allineare rispetto a quali obiettivi? 113

Sicurezza del modello e sicurezza dell’applicazione 114

Quando un contenuto cerca di diventare un comando 114

I confini devono diventare controlli 114

Isolare l’esecuzione 115

Controllare ciò che entra e ciò che esce 115

La supervisione umana deve permettere una decisione reale 115

Monitorare ciò che avviene 115

Fermare il lavoro e contenere gli effetti 116

Mettere alla prova le protezioni 116

Comportarsi bene durante il test è sufficiente? 116

Il caso di sicurezza 117

Dalla segnalazione alla correzione 117

Che cosa possiamo concludere sui rischi futuri? 117

Il controllo come capacità concreta 118

PARTE VI — CHI PAGA, CHI DECIDE, CHI BENEFICIA 118

Cap. 21. L’economia dell’intelligenza: energia, capitale e costo dei risultati 118

Tre numeri da tenere separati 119

Addestrare e utilizzare 119

Il capitale arriva prima dei risultati 119

La capacità inutilizzata ha un costo 120

L’energia è una quantità fisica 120

Oltre l’elettricità del processore 120

Perché un token non ha un costo universale 121

Il rischio del tempo 122

La domanda dipende dal prezzo e dall’utilità 123

Il costo del risultato accettato 123

Il risparmio privato e i costi collettivi 123

Chi riceve il valore 124

Cap. 22. Lavorare e imparare con le macchine 124

Un lavoro contiene molte mansioni 124

Più velocità, a quale condizione? 125

La frontiera attraversa lo stesso mestiere 125

Sentirsi più produttivi e misurarlo 125

Delegare cambia il punto nel quale serve competenza 126

Il paradosso del principiante 126

Il risultato disponibile non coincide con la capacità acquisita 126

Un tutor può aiutare oppure sostituire l’esercizio 127

Progettare una collaborazione che insegni 127

Le competenze che sostengono la delega 127

Come cambia l’organizzazione 128

La conoscenza di un gruppo può diventare un’infrastruttura 128

Conservare la possibilità di dissentire 128

Il tempo liberato deve trovare una destinazione 129

Cap. 23. Chi controlla l’intelligenza controlla il futuro? 129

Il potere si distribuisce lungo la filiera 129

I colli di bottiglia diventano leve strategiche 130

La dimensione può trasformarsi in dipendenza 130

Chi controlla più livelli ha più possibilità di scelta 130

Aprire i pesi cambia il rapporto con il fornitore 131

Apertura e sicurezza pongono domande diverse 131

Possedere i dati non equivale a governarne l’uso 131

L’assistente influenza ciò che vediamo 131

Un agente può esercitare un potere delegato 132

Il controllo degli Stati ha più dimensioni 132

Competere senza rinunciare al coordinamento 132

Controllare la macchina e distribuire il potere 133

La capacità di scegliere un’alternativa 133

Il futuro non ha un solo proprietario 134

Cap. 24. AGI, superintelligenza e autonomia umana 134

Che cosa significa intelligenza generale? 134

Tre dimensioni da non confondere 135

Che cosa chiameremo superintelligenza? 135

Capacità, coscienza e volontà 135

Il progresso può arrivare dal sistema completo 136

Quando l’IA aiuta a sviluppare altra IA 136

Una retroazione non garantisce un’accelerazione illimitata 136

Le curve non sono un calendario 137

Futuri diversi richiedono preparazioni diverse 137

Essere meno capaci implica perdere il controllo? 137

La capacità di scegliere gli obiettivi 138

L’abbondanza richiede anche distribuzione 138

Che cosa dovremmo chiedere a un sistema più avanzato? 139

Un futuro che comincia nelle decisioni presenti 139

Una scelta segue l’altra., la frase prende forma. 140

Questa attenzione lascia spazio alla sorpresa. 140

Lo stesso vale su scala più grande. 141

PARTE VII — APPENDICI 142

Cap. 25. Come siamo arrivati fin qui: storia dell’intelligenza artificiale 142

Alan Turing e le fondamenta del calcolo 142

La macchina di Turing, una macchina immaginaria 142

L’universalità e i limiti del calcolo 142

Bletchley Park: il calcolo incontra la storia 143

Dall’esecuzione delle istruzioni all’intelligenza 143

La possibilità di costruire macchine che apprendono 143

I primi modelli di neuroni artificiali 144

1943: il neurone incontra la logica 144

Un esempio: due condizioni per attivare una risposta 144

Una rete che calcola non è ancora una rete che impara 145

Hebb: l’esperienza può cambiare le connessioni 145

Che cosa significa davvero “ispirato al cervello” 145

Un’origine che non rendeva inevitabile il presente 146

Dartmouth 1956: un programma di ricerca prende nome 146

Dare un nome significa anche costruire una comunità 147

Il cervello era un riferimento, non un percorso obbligato 147

L’ottimismo e il problema della generalizzazione 147

Il significato duraturo di Dartmouth 148

Percettroni, simboli e primi sistemi conversazionali 148

Il percettrone: modificare le risposte attraverso gli esempi 148

I limiti di una separazione semplice 149

L’approccio simbolico: rappresentare il problema e cercare una soluzione 149

Il mondo deve entrare nella rappresentazione 149

ELIZA: il computer entra nella conversazione 150

La conversazione cambia il nostro giudizio 150

Tre strade, tre domande ancora aperte 150

Sistemi esperti e inverni dell’IA 150

DENDRAL: restringere il campo per ottenere risultati 151

MYCIN: ragionare anche con informazioni incerte 151

Dalla ricerca alla fabbrica 151

Il collo di bottiglia della conoscenza 152

Il primo inverno: quando cresce lo scetticismo 152

Il secondo inverno: il successo tecnico incontra il bilancio 152

Che cosa rimane dopo un inverno 153

Cap 26. La retropropagazione e il rilancio delle reti neurali 153

Il problema degli strati nascosti 153

Il contributo decisivo del 1986 154

Come l’errore attraversa la rete 154

Apprendere una rappresentazione 154

Cap. 27. Dai successi specialistici all’apprendimento su larga scala 156

Deep Blue: un risultato storico dentro un dominio preciso 156

Il problema diventa apprendere dai dati 156

Internet cambia la disponibilità degli esempi 157

Il linguaggio entra negli spazi numerici 157

ImageNet: costruire una risorsa comune 157

Il calcolo rende praticabili esperimenti più grandi 158

Una convergenza, non una singola invenzione 158

Cap. 28. Dartmouth 2006: cinquant’anni di promesse e risultati 159

I protagonisti tornano sul luogo delle origini 159

Anche il racconto delle origini viene rivisto 159

Risultati concreti, spiegazioni differenti 159

Il valore scientifico degli insuccessi 160

Il futuro rimaneva una domanda aperta 160

Un anniversario da leggere senza il senno di poi 160

Cap. 29. Asilomar 2009: anticipare le conseguenze dell’IA 160

Un’iniziativa della comunità scientifica 161

Perché proprio Asilomar? 161

Tra scenari estremi e problemi affrontabili 161

Il controllo come problema concreto 161

Anche il rapporto emotivo merita attenzione 162

Dall’incontro a un’osservazione continuativa 162

Due incontri da distinguere 162

Cap. 30. AlexNet 2012: l’incontro tra dati, reti profonde e GPU 163

Una competizione rende visibile il progresso 163

Il risultato del 2012 da SuperVision 163

Una rete che apprende trasformazioni successive 163

Le GPU rendono praticabile l’esperimento 164

Addestrare un modello grande richiede anche disciplina 164

Tre elementi che acquistano forza insieme 164

Una svolta nella visione, non la soluzione dell’intelligenza 165

Cap. 30. AlphaGo 2016: strategie che sorprendono gli esseri umani 165

Perché AlphaGo era una sfida particolare 165

Apprendimento e ricerca lavorano insieme 165

Dalle partite umane al gioco contro sé stesso 166

La mossa 37 166

La sorpresa cambia anche direzione 166

Che cosa significa chiamare una mossa “creativa”? 166

AlphaGo e AlphaGo Zero sono sistemi differenti 167

Una lezione oltre la scacchiera 167

Cap. 31. Asilomar 2017: i principi per un’IA benefica 167

Costruire un terreno comune 168

Una visione più ampia della sicurezza 168

Che cosa significa “benefica”? 168

Il controllo umano come scelta di delega 168

Guardare anche agli scenari di lungo periodo 169

Dai principi alle verifiche 169

Il posto di Asilomar nella storia 169

Cap. 32. Il Transformer e l’espansione dei modelli linguistici 169

L’attenzione esisteva già: cambiava la sua posizione 170

Il vantaggio del parallelismo 170

Dal modello per un compito al modello da adattare 170

BERT: utilizzare il contesto in entrambe le direzioni 171

La scala diventa una variabile sperimentale 171

GPT-3: esempi nel contesto 171

La flessibilità introduce nuove difficoltà 172

Una base tecnica per la fase successiva 172

Cap. 33. ChatGPT: l’IA conversazionale incontra il grande pubblico 172

Dal completamento del testo all’assistenza 173

Il contributo del feedback umano 173

Una capacità sperimentabile personalmente 173

I limiti erano già parte del lancio 174

Il contesto non coincide con la memoria permanente 174

Il nome del prodotto e il modello sottostante 174

Una nuova fase del rapporto con l’IA 174

Cap. 34. Dal 2023 al 2026: multimodalità, agenti e infrastrutture 175

2023: il linguaggio si collega alle immagini 175

Un ecosistema con forme diverse di accesso 175

2024: voce, immagini e tempi di interazione 176

Più calcolo prima della risposta 176

Dal testo alle azioni sul computer 176

2025: l’infrastruttura diventa parte centrale della strategia 176

L’energia entra nel bilancio 177

2026: integrare gli agenti nei processi 177

Una fase aperta 177

Cap. 34. Dal 2023 al 2026: multimodalità, agenti e infrastrutture II vers 178

La multimodalità: mettere in relazione forme diverse di informazione 178

Voce, immagini e continuità dell’interazione 178

Più contesto, senza confonderlo con la memoria 179

Collegare la generazione alle fonti 179

Il calcolo impiegato durante la risposta 180

Dalla risposta all’azione: gli agenti 180

Collegamenti comuni e ambienti di esecuzione 180

Le infrastrutture fisiche dietro l’interfaccia 181

Una diversa misura dell’affidabilità 181

Una trasformazione ancora in corso 182

Cap. 35. Principali IA disponibili

Aggiornato al 31 ottobre 226   183

Assistenti per uso generale    183

Strumenti per attività specifiche   184

Come leggere la tabella    184

Cap. 36. Figure chiave dell'intelligenza Artificiale      185

Ventinove protagonisti dell'IA   185

Loro affiliazione professionale e istituzionale     185

Cap. 37. Glossario dei termini dell’intelligenza artificiale 186

94 termini in ordine alfabetico con una breve descrizione, dai chip agli agenti. 186


giovedì 29 ottobre 2026

Principio del circuito di binario per evitare scontri fra treni


 SCONTRI FRA TRENI: UNA SICUREZZA CONOSCIUTA DA OLTRE CENTO ANNI!

Durante i miei studi di ingegneria, decenni fa, mi insegnarono un principio ferroviario già applicato nell'Ottocento.

Le ferrovie vengono suddivise in sezioni controllate separatamente, ad esempio di 10 km. Le ruote e gli assi metallici di un treno collegano elettricamente le due rotaie, creando un cortocircuito che segnala automaticamente l'occupazione della sezione.

Se un treno è fermo 5 km più avanti, il sistema impedisce l'ingresso di un secondo convoglio: segnale rosso e, dove prevista, segnalazione in cabina con frenatura automatica.

QUESTI SISTEMI SONO PROGETTATI PROPRIO PER IMPEDIRE CHE UN ERRORE UMANO PROVOCHI UNA STRAGE.

Oggi esistono tecnologie ancora più avanzate. Se una linea ferroviaria non dispone di protezioni adeguate, o queste possono essere escluse senza sufficienti garanzie, il problema è soprattutto progettuale e gestionale, con possibili gravissime responsabilità.

NON BASTA GIUSTIFICARE UNA TRAGEDIA CON UN "ERRORE UMANO".

LA VERA DOMANDA È: PERCHÉ I SISTEMI DI SICUREZZA NON HANNO IMPEDITO LO SCONTRO?

Questo si insegnava già decenni fa nelle facoltà di ingegneria!

TRAGEDIA FERROVIARIA IN SPAGNA: L'ERRORE UMANO NON PUÒ ESSERE UNA GIUSTIFICAZIONE!


 Sono profondamente colpito dalla tragedia ferroviaria avvenuta in Spagna, nei pressi di Toledo. Ma sono altrettanto sconcertato nel sentire parlare di un possibile "errore umano" quasi fosse una spiegazione sufficiente.

Ricordo perfettamente una cosa che mi venne insegnata decenni fa, durante il mio corso di ingegneria.

Già oltre un secolo fa, quando le ferrovie venivano chiamate strade ferrate, era stato sviluppato un sistema di sicurezza tanto semplice quanto geniale: il circuito di binario.

Le ruote e gli assi metallici di un treno collegano elettricamente le due rotaie, consentendo di rilevare la presenza del convoglio in una determinata sezione di linea.

Questo principio, integrato con i sistemi di blocco e di interblocco ferroviario, permette di impedire che venga autorizzato l'ingresso di un secondo treno in una tratta già occupata.

Lo scopo fondamentale di questi sistemi era proprio quello di impedire che un errore umano potesse trasformarsi in una catastrofe.

Non si tratta di una tecnologia futuristica. È un principio ingegneristico conosciuto da oltre cento anni, che già si insegnava nelle università molti decenni fa!

E allora mi pongo una domanda molto semplice.

Com'è possibile che nel 2026, su una linea ferroviaria ad alta velocità, un treno possa raggiungere a velocità elevata un altro convoglio fermo sullo stesso binario?

Le prime ricostruzioni parlano di un guasto al sistema automatico di controllo LZB, seguito da un'autorizzazione errata alla ripartenza.

Ma proprio qui sta il punto!

I sistemi di sicurezza devono essere progettati per gestire anche i guasti e gli errori degli operatori. È il principio della sicurezza intrinseca, o fail-safe, che dovrebbe essere alla base di ogni infrastruttura critica.

Naturalmente occorrerà accertare quali dispositivi fossero ancora operativi, quali procedure siano state applicate e perché le protezioni non abbiano impedito lo scontro.

Ma liquidare una simile tragedia con la formula "errore umano" sarebbe inaccettabile.

Perché la vera domanda non è soltanto chi abbia sbagliato, ma perché il sistema abbia consentito che quell'errore producesse conseguenze tanto devastanti.

È questa la domanda alla quale i responsabili della sicurezza ferroviaria devono rispondere.

Non è soltanto una questione di responsabilità individuali. È una questione di progettazione, ridondanza, controllo e responsabilità dell'intero sistema.

Questo mi insegnavano a ingegneria decenni fa. E ritengo che oggi, con tecnologie immensamente più avanzate, dovremmo pretendere ancora di più.

Un pensiero commosso alle vittime e alle loro famiglie.

 

lunedì 26 ottobre 2026

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È MAGIA? SOLO PER CHI NON SA COSA C’È DENTRO

Immaginate un antico egizio davanti a un’automobile in movimento. Terrorizzato, forse si inginocchierebbe credendola divina. Aprendo il cofano, troverebbe un groviglio incomprensibile di cavi e meccanismi. Forse un’arma terribile!

Ebbene, oggi quell’Egizio siamo noi. Davanti all’Intelligenza Artificiale proviamo lo stesso stupore, la stessa incredulità, talvolta la stessa paura. Una macchina che risponde, sembra ragionare, scrive e supera l’uomo in compiti complessi. Magia? Una nuova forma di vita? Una minaccia?

NO. APRIAMO IL COFANO! Troveremo chip, numeri, algoritmi, reti neurali e calcoli statistici. Nessuna divinità digitale. Solo una straordinaria opera dell’ingegno umano.

Ma c’è un problema: tutti parlano di ciò che l’IA sa fare e pochissimi spiegano che cosa accade davvero al suo interno. Ed è proprio questo vuoto di conoscenza che voglio contribuire a colmare.

Per questo sto scrivendo un libro ambizioso, nato da una convinzione: per capire davvero la rivoluzione dell’IA, dobbiamo smettere di guardare soltanto le sue risposte e cominciare a capire come vengono generate.

“COSA SUCCEDE DAVVERO DENTRO L’IA? Dai chip ai token, dalle reti neurali agli agenti”.

Un viaggio dentro la macchina, per trasformare ciò che oggi appare misterioso in qualcosa di comprensibile a tutti. Perché ciò che non comprendiamo ci spaventa. Ciò che comprendiamo possiamo imparare a governarlo. E soprattutto, non dobbiamo inginocchiarci davanti alle macchine. Dobbiamo imparare ad aprirne il cofano.







venerdì 16 ottobre 2026

A SCUOLA CON I FARAONI

 Un fantastico nuovo libro per giovanissimi di Eva Accenti

A SCUOLA CON I FARAONI

Un’avventura nel mondo dei piccoli scribi

Un libro di grande formato e con molte immagini che racconta come saremmo se potessimo tornare indietro di quattromila anni e trascorrere una giornata di scuola nell’Antico Egitto. Un’avventura nel mondo dei piccoli scribi accompagna i giovani lettori alla scoperta della scuola e della vita quotidiana nell’Antico Egitto. Come si imparava a scrivere? Quali strumenti si usavano per fare i compiti? E perché diventare scriba poteva aprire le porte a un futuro diverso? Con un linguaggio vivace e vicino ai bambini, Eva Accenti racconta un mondo lontano che riserva sorprese familiari: anche allora c’erano scolari che si lamentavano degli esercizi, si distraevano e cercavano scuse per evitare le lezioni!

Disponibile in formato cartaceo ed ebook: A Scuola con i Faraoni










giovedì 8 ottobre 2026

ARTICOLO: FARSA TERRE RARE

 Pubblicato ora l’articolo che mensilmente scrivo per il periodico TICINO MANAGEMENT e che tratta dell'attuale situazione mondiale delle Terre Rare, minerali tutt'altro che rari!

Versione pdf: Farsa Terre Rare


giovedì 24 settembre 2026

Tutti i nostri libri in due volumi illustrati, sempre aggiornati

 Oltre 100 libri pubblicati in più di 20 anni: dai testi tecnici e scientifici 

per studenti e appassionati alle letture dedicate ai giovani uomini e donne. 

Una storia editoriale ricca e in continua crescita.

I nostri libri: https://www.amazon.it/dp/B0HH3CCZ1S

Our Books: https://www.amazon.com/dp/B0HHFFCC57

   




giovedì 17 settembre 2026

Is Artificial Intelligence Really the New Big Bad Wolf?

For today’s teenagers, technology is not simply a tool, it is the environment in which they learn, communicate, and shape their identities. Faced with the rapid rise of Artificial Intelligence, many adults react with fear. But banning technology or building digital walls will not prepare young people for the future. Understanding AI will. The book "Who’s Afraid of the Big Bad Wolf?" introduces the fascinating metaphor of the Algorithmic Wolf: a powerful, partly wild force fueled by humanity’s knowledge, creativity, mistakes, and biases. Written for teenagers aged 13 and over, parents, and teachers, the book explores three essential responsibilities: 

- Developing healthy skepticism and learning to verify AI-generated information.

- Protecting the humanities, creativity, empathy, and critical thinking.

- Promoting a healthier and more sustainable relationship with technology.

The goal is to raise a new generation of Guardians of the Forest: informed and ethical citizens who can work with algorithms without becoming dependent on them. Because a machine may run fast, but it does not know the destination, the direction is still ours to choose. Who’s Afraid of the Big Bad Wolf? is available now on Amazon.

EBOOK: https://www.amazon.com/dp/B0HK4ZVQV4

PAPERBACK: https://www.amazon.com/dp/B0HK528ZWH

SERIES: LabKidsEng




venerdì 11 settembre 2026

NEW YORK TORRI GEMELLE: DALLA LORO NASCITA ALLA LORO FINE

 Sembra incredibile, ma pare proprio che quelle magnifiche torri abbiano percorso un’importante parte della nostra vita.

13 agosto 1971. Viaggio di nozze. Insieme appena sposati le osserviamo mentre le costruiscono.

Capodanno 1999. Insieme con amici a festeggiare il nuovo anno all’ultimo piano di una torre “Windows of the World”

3 settembre 2001. Visita alle torri e partenza da New York per tornare a casa

Post di 100 immagini pubblicato nel mio Blog: REMEMBERING9/11 – NEW YORK










martedì 8 settembre 2026

SVIZZERA BATTERIA D'EUROPA

 Pubblicato il mio ultimo articolo sul mensile TICINO MANAGEMENT sulla Svizzera che con i suoi numerosi laghi e posizione continentale si appresta a diventare l'accumulatore di energia elettrica mediante invasi regolabili di acqua.

Per la versione pdf clicca qui






martedì 1 settembre 2026

OUR 85 ENGLISH EDITION BOOKS ON AMAZON

BOOKS ON AMAZON brings together and tells the story of more than twenty years of educational, editorial and creative work through eighty-fives books by Eva and Ettore Accenti.

More than simply a catalogue, it is also a journey through the projects, ideas, teaching experiences and passions that, over time, have given life to a true library.

The book guides readers through the different publications and editorial series, making it easy to explore titles, subjects and areas of interest, while offering an overview of the cultural and publishing journey behind each project.

The volume is divided into two main sections, Ettore’s books and Eva’s books, and is organised to make consultation simple and immediate. The different series help readers quickly identify the books that interest them most and connect with the related pages and collections published on Amazon.

In the images that follow, we share a selection of pages from inside the book, offering a first glimpse of its structure, the sections dedicated to the authors, and the different editorial series included in the collection.

A library built over twenty years, where ideas, experiences and passions have become books.

An invitation to discover, learn, travel, and imagine through books.

Ebook: https://www.amazon.com/dp/B0HHFFCC57

Paperback Color: https://www.amazon.com/dp/B0HHFT5R2Z