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martedì 28 gennaio 2025
lunedì 27 gennaio 2025
BIOLOGIA E INTELLIGENZA ARIFICIALE SI COLLEGHERANNO
"SEMICONDUTTORI", il lungo libro che sto cercando di terminare con gli ultimi argomenti storici, quando incrocio argomenti come quello che segue. Mi viene la inarrestabile voglia di abbandonare momentaneamente i semiconduttori e scrivere il mio secondo libro sull'IA. Il primo appartiene ormai al medioevo.
ECCO COSA TROVO!
Nel 2024 Neurolink ha applicato ad un atleta di 29 anni,
reso tetraplegico il suo primo impianto cerebrale N1 con un intervento
chirurgico rivoluzionario inserendo fili elettrodici ultra sottili nella
corteccia motoria di Nolan.
Dopo l’intervento Nolan è stato in grado di muovere col
pensiero il cursore del computer con una velocità e una precisione superiori a
quelle di una persona che usa un mouse. Col solo pensiero gioca a scacchi e
dedica fino a 69 ore settimanali di interazione con l’interfaccia cervello
computer per istruirla.
L’obiettivo di Neuralink è quella di ripristinare
l’autonomia degli individui con condizioni neurologiche ed i progressi futuri
offrono uno sguardo su interfacce cervello-computer che potranno trasformare
radicalmente la vita delle persone.
Elon Musk immagina un futuro in cui la tecnologia di
Neuralink sostituirà smartphone e computer, consentendo una comunicazione
diretta cervello-dispositivo. Ciò non solo ridefinirebbe la tecnologia
personale, ma creerebbe anche un’interfaccia ad alta velocità tra cervello e
sistemi di intelligenza artificiale, potenzialmente ampliando l’intelligenza e
le capacità cognitive umane.
I progressi di Neuralink stanno spianando la strada per un
futuro in cui tecnologia e biologia si integreranno senza soluzione di
continuità per superare i limiti fisici. Neuralink rappresentano l’inizio di
una nuova era nella neurotecnologia, offrendo speranza per applicazioni
trasformative che un tempo erano confinate alla fantascienza.
mercoledì 22 gennaio 2025
Donald Trump, Ursula von der Leyen, Putin, Xi Jinping
TRUMP E LE “ZOLLE UMANE”
Leggo ed ascolto con estremo interesse e curiosità quanto si
scrive e si legge e mi torna alla mente una mia vecchia domanda come
appassionato di storia. È incredibile come noi tutti non ci si renda conto che
le grandi comunità umane, intese come Occidentali, Americani, Europei, Asiatici,
Arabi, Cristiani e via dicendo, si muovano nel tempo proprio come le grandi zolle
della crosta terrestre … mooooolto lentamente e con scosse di terremoti più o
meno forti qua e là, ora o poi, ma mai prevedibili anche con i migliori
sismografi del nostro tempo.
Un esempio: i nostri libri scolastici di storia, ancora
oggi, sono pieni zeppi di storie di guerre della nostra parte di mondo, greci,
romani, egizi, assiri e nulla o quasi sappiamo delle guerre asiatiche o dell’America
originale, leggi Aztechi o Maya, sia perché non esistono vestigia e sia perché proprio
non ci interessano, a parte i pochi specialisti di storia.
Per farla breve e concludendo, altrimenti dovrei scrivere un
libro, non ci siamo accorti che è solo da un secolo che l’umanità è passata
dalla conoscenza della propria zolla, leggi Occidente ad esempio, a tutte le
zolle che si scontrano e che esistono da sempre. Leggi Asia, Africa ecc., ecc.?
A conferma di quanto detto, ma chi le ha fatte le due ultime
Guerre Mondiali? E chi ne ha configurato il dopo? E siamo concentrati a
discutere di Biden, Trump, von der Leyen ecc. ecc?
Non ci accorgiamo che siamo passati da pochissimo a stare in
equilibrio su “zolle” che sono diventate planetarie e che l’umanità non ha mai
dovuto tenerne conto nei millenni precedenti?
La cosa fantastica e che mi intriga non poco è che questa
fondamentale trasformazione globale della nostra umanità non è assolutamente percepita,
come non è percepito che un piccolo cambiamento come, volendo, l’arrivo di un
nuovo Presidente dalle nostre parti conti nulla al momento, ma che in un
prossimo futuro, magari non molto prossimo, sia quello che la teoria matematica
del Caos spiega con la famosa frase di come “un battito d’ali di una farfalle
in Giappone possa provocare un terremoto in California”.
lunedì 20 gennaio 2025
PRIMO PALMTOP PC AL MONDO
Pochi lo sanno, ma questa è una storia vera. Nel 1992 lanciai come Memorex-Telex sul mercato mondiale il primo Palmtop computer che feci fabbricare a Taiwan. Per verificarne il funzionamento e la robustezza prima di immetterlo sul mercato lo diedi in mano ai miei 4 figli che ne furono entusiasti e ... superò tutte le peggiori prove e critiche! Si trattava di un perfetto PC MSDOS con tutti i suoi programmi.
mercoledì 15 gennaio 2025
NUCLEARE IN ITALIA
Nucleare: ineluttabile per l’Italia
Dopo decenni di ostracismo verso la produzione di energia
elettrica attraverso la fissione nucleare, il mondo sta giungendo alla
conclusione che l’obbiettivo di zero emissioni di CO2 entro il secolo non potrà
essere raggiunto senza il nucleare.
Anche l’ambizioso piano sottoscritto dall’Unione Europea prevede
la transizione verso basse emissioni di CO2 imponendo obiettivi vincolanti per
ridurre le emissioni entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, lasciando
libertà alle nazioni di concordare l’uso di energia atomica sotto stringenti
misure per la sicurezza.
L’Italia sta orientandosi verso una revisione della politica
ostativa verso la costruzione di centrali atomiche anche perché nonostante gli
ingenti investimenti sulle energie rinnovabili per soddisfare il proprio
bisogno, è ancora costretta ad importare decine di terawattora all’anno per
soddisfare il proprio fabbisogno (54 terawattora importati contro 3,3 TWh
esportati nel 2023), come rilevabile dall’ultimo rapporto Terna.
Inoltre, i dati Eurostat (vedi bibliografia) riportano che i maggiori importatori netti di elettricità nel 2022 in ordine di importanza sono stati in TWh: Italia (42,79), Francia (15,1), Finlandia (12,5) e Ungheria (12,1).
In questo senso la Francia è un
caso interessante essendo stata da sempre una importante esportatrice di
energia elettrica ma, la combinazione di problemi di manutenzione nelle
centrali nucleari oltre alle condizioni climatiche avverse, hanno portato la
Francia per la prima volta a diventare temporaneamente un netto importatore di
energia elettrica assorbendola dalla rete europea. Diversamente, l’Italia ha da
sempre compensato la sua insufficiente produzione con importazioni nette di
energia e sempre in crescendo. Per confronto, nell’anno 2019 l’importazione fu
di 20 TWh, quindi più che raddoppiata in 3 anni.
Va subito osservato che il
fenomeno dipende essenzialmente da due fatti, l’elevato uso di energie
variabili e la speculazione per gli acquisti dalla borsa Europea che si
effettuano durante l’anno, quando l’energia conviene importarla in certi
momenti, se costa meno che produrla.
Per l’Italia è largamente
prevalente l’importazione per compensare la bassa produzione delle rinnovabili
durante il periodo invernale come dimostrato dall’andamento proporzionale
dell’aumento delle importazioni insieme all’aumento dell’impiego di fonti
rinnovabili.
Questa analisi evidenzia la
vulnerabilità dell’approvvigionamento elettrico di un grande Paese come
l’Italia e che ci fa ricordare il blackout del 28 settembre 2003 che spense
l’intero Paese per quasi un’intera giornata con conseguenze devastanti per la
semplice interruzione di un cavo d’alta tensione che collegava l’Italia con la
Svizzera mentre l’Italia stava importando energia dalla rete europea.
martedì 14 gennaio 2025
ENERGIA NEL MONDO: STATISTICA GLOBALE
ENERGIA: QUESTA SCONOSCIUTA
Premessa
Il titolo
potrebbe sembrare inappropriato, soprattutto rivolgendosi a un pubblico di
ingegneri, ma non è affatto così. Non mi riferisco alle ben conosciute lezioni
universitarie di fisica o meccanica applicata, né alla classica definizione
appresa già nelle scuole superiori, dove l'energia è descritta come
"lavoro nel tempo". Ciò di cui parlo è piuttosto l'apparente
semplicità con cui il termine viene trattato quotidianamente, nonostante la
complessità che cela. L'energia è diventata un argomento popolare per la sua
pervasività e gli effetti che ha sulla nostra vita e sul nostro lavoro, eppure,
dietro questa familiarità, si nascondono ancora profondi misteri riguardo alla
sua vera essenza.
Un esempio
lampante è l'energia oscura, che costituisce il 70% dell'universo, ma della
quale sappiamo ancora molto poco, nonostante il suo ruolo chiave
nell'espansione accelerata del cosmo.
L’evoluzione
della nostra comprensione dell'energia ha origini antiche. Tutto è iniziato in
modo inconsapevole quando l’Homo sapiens, centinaia di migliaia di anni fa,
scoprì il fuoco, probabilmente prodotto da un fulmine, che poi con un grande
balzo tecnologico imparò ad accendere autonomamente.
Secoli dopo, imparammo
a utilizzare il fuoco non solo per tenere lontane le belve feroci, cucinare e
riscaldarsi, ma anche per fondere i metalli. Un lungo cammino che ci ha portato
fino all’era moderna, nella quale siamo in grado di trasformare la massa in
energia e, con il controllo dell’atomo, di mettere a frutto l’energia nucleare.
Questo
percorso è stato sempre accompagnato dalla straordinaria capacità dell’uomo di
utilizzare le risorse a sua disposizione per soddisfare le proprie necessità, spesso
dimenticandosi, però, che tutto ciò che ci circonda, dai miliardi di persone
che abitano il pianeta alle infrastrutture che costruiamo, come le nostre
gallerie, è reso possibile dall’energia.
Il Sole ha
impiegato centinaia di milioni di anni per depositare sotto i nostri piedi
risorse energetiche che, negli ultimi 150 anni, abbiamo consumato con una
rapidità e avidità tali da danneggiare gravemente il nostro ambiente, con le
conseguenze che oggi osserviamo con forte preoccupazione interrogandoci su come
evitare una catastrofe ambientale imminente.
Purtroppo, le
soluzioni che ci vengono proposte sono frequentemente limitate da miopi interessi
politiche che trascurano più o meno consapevolmente la forza dei numeri, i soli
che possono raccontarci la vera situazione e indicarci soluzioni vere, anche se
per taluno politicamente scomode.
I numeri,
però, bisogna averli e nel panorama dell’informazione non è oggettivamente alla
portata di tutti trovare dati coerenti e affidabili, tali da offrire una
visione oggettiva della situazione energetica.
Questa
constatazione mi ha spinto a intraprendere una meticolosa ricerca e redigere
questo mio contributo autunnale per la rubrica tecnologica di Gallerie e Grandi
Opere Sotterranee.
Lo
sviluppo impetuoso dell’ultimo decennio, guidato dal massiccio utilizzo di
energie fossili, ci pone, per la prima volta nella storia, di fronte alla
necessità urgente di dare una soluzione a una crisi apparentemente
irrisolvibile: ridurre l'impatto sull'ambiente e distribuire meglio le risorse
economiche del pianeta, cercando al contempo l’indispensabile un consenso
pressoché globale. Nonostante gli sforzi degli ultimi decenni, l’evoluzione dei
i dati disponibili indicano chiaramente che non abbiamo ancora ottenuto
risultati concreti.
Il
tema è al centro di dibattiti sempre più accesi, spesso strumentalizzati dalla
politica, che si concentra su interessi elettorali anziché affrontare la realtà
dei fatti, ben rappresentata dai numeri.
Nella
consapevolezza dell'importanza di questi per comprendere la realtà, ho
compilato una tabella comparativa di tutti i parametri numerici essenziali per
valutare lo stato attuale dell’energia e le sue implicazioni. Si tratta della Tabella
I qui pubblicata, che include dati su energia ed economia relativi agli anni
2019 e 2023, nonché dati sull'inquinamento per gli anni 2013 e 2023, sia riferiti
a livello nazionale sia pro capite. Questo confronto temporale consente di
valutare l’evoluzione della situazione in diversi Paesi e tra i loro cittadini.
I
dati presentati nella tabella sono stati accuratamente raccolti da fonti
autorevoli, tra cui: Energy Institute, Enerdata, IEA (International Energy
Agency), World Energy, Irena (International Renewable Energy Agency), EIA (U.S.
Energy Information Administration), NewClimate e Climate Observatory. Di tutte
le fonti sono riportati i link nella sitografia a conclusione dell'articolo.
La
lettura e l’analisi attenta dei dati qui raccolti offre numerosi spunti di
riflessione, permettendo a ciascuno di formulare valutazioni personali. A
titolo esemplificativo, riporto qui di seguito alcune mie considerazioni
significative.
lunedì 13 gennaio 2025
OLIVIERO TOSCANI: UN RICORDO REMOTO
Ricordando Oliviero Toscani. Lo ricordo così: quando eravamo compagni di banco al liceo Zaccaria di Milano ed andavamo a sviluppare le nostre foto nello studio di suo padre, grande fotografo del Corriere della Sera. Poi nei nostri incontri estivi ad Asolo quando andavo a trovarlo al collegio Filippin. Ciao Oliviero! (la mia foto la scattò lui, quella sua io).