domenica 4 gennaio 2026

PC, IA, SMARTPHONE ED IL RESTO NACQUERO TRE GIORNI PRIMA DEL NATALE 1947

 INCREDIBILE! Era un minuscolo triangolino di semiconduttore con una graffetta ed un paio di fili attaccati. E nessuno allora lo avrebbe nemmeno lontanamente pensato.

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sabato 3 gennaio 2026

MADURO, TRUMP, PUTIN E XI JINPING

  Credo che col nuovo anno il nostro bel Globo Terracqueo sia diviso chiaramente in due nuovi emisferi. Da quello geografico Nord – Sud al nuovo creato dalla geopolitica del mammifero Homo quasi Sapiens: emisfero Occidentale ed emisfero Orientale.

Credo anche che ne nasca un suggerimento per Putin di come si fanno i cambiamenti di regime degli Stati nemici, fossi Zelensky ed i taiwanesi non sarei tranquillo.



lunedì 29 dicembre 2025

LA FARSA DELLE GUERRE MODERNE

 GUERRA UCRAINA: I FATTI POCO RICORDATI

Tutto ebbe inizio tra il 2013 ed il 2014 col cambio di potere durante l’ Euro Maiden, il presidente ucraino Viktor Janukovyč sospende la firma dell’Accordo di associazione con l’UE, preferendo un riavvicinamento alla Russia. Gennaio, febbraio 2014: scontri violenti, decine di morti, Janukovyč fugge dal Paese, il Parlamento ucraino vota la sua destituzione, si forma un governo provvisorio filoccidentale. Marzo 2014 la Russia annette la Crimea e inizia il conflitto nel Donbass che continua ancora oggi.
Joe Biden, vicepresidente di Obama, principale referente USA per il dossier ucraino, visita più volte Kiev e mantiene contatti diretti con governo ucraino. La Russia interpreta il fatto come interferenza USA, gli USA come supporto a un governo post-rivoluzionario riconosciuto. Contemporaneamente nasce lo scandalo intercettazioni della CIA sul telefono di Angela Merkel con scuse di Obama per la forte tensione diplomatica tra Germania e Stati Uniti. Ricordo che allora la Merkel, giustamente, disse “spiare gli amici non è accettabile».
Ed oggi siamo alla farsa epocale di guerra si, guerra no, mentre migliaia di persone si ammazzano ogni giorno ed i leader mondiale discutono e … pranzano con sorrisi reciproci di simpatia! Proprio un bel mondo!


domenica 28 dicembre 2025

LABTECH, LIBRI PER STUDIOSI DI TECNOLOGIA E SCIENZE

 LABTECH DI ETTORE ACCENTI, UNA SERIE DI LIBRI CHE NON POSSONO MANCARE NELLA BIBLIOTECA DEGLI STUDIOSI. Una fantastica ed autorevole serie di volumi di grande formato cartaceo (21 x 27 cm) e formato eBook destinati a studiosi di tecnologia e scienza contenenti ciascuno una completa descrizione professionale di argomenti di estrema attualità, a volte, non riportati nella documentazione ufficiale.

Vol 1. SEMICONDUTTORI. 300 pagine: dal transistor al microprocessor all’intelligenza artificiale nella storia.

Vol. 2. TECNOLOGIA GRAFFITI. 175 pagine. Completa carrellata dove tutto iniziò: nascita del transistor e suoi primi impieghi, primi esperimenti dell’autore, articoli del periodo iniziale della tecnologia, autocostruzioni e molto altro.

Vol. 3. TECNOLOGIA OGGI. 175 pagine. Cento articoli pubblicati di recente dall’autore. Analisi strutturata e rigorosa dei principali ambiti dell’innovazione: Informatica avanzata, IA, cybersecurity, sistemi digitali, automazione e impatto tecnologico e molto altro.

Vol. 4. INTELLIGENZA ARTIFICIALE. In preparazione

    




martedì 23 dicembre 2025

LASER TERRORIZZANO GATTI A MILANO

 Questa vera storia è tratta dal nostro libro autobiografico “NON SOLO BUSINESS” che contiene cento storie incredibili di vita vissuta.

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lunedì 22 dicembre 2025

NON SOLO BUSINESS, UN LIBRO AUTOBIOGRAFICO

 250 pagine di racconti autobiografici che documentano con immagini i numerosi ed incredibili eventi che abbiamo vissuto nei decenni di vita insieme. Alcuni insegnano, altri sono divertenti, molti con incontri importanti e momenti drammatici. Personaggi quali Dr. Gordon Moore, Dr. Bob Noyce, Mike Markkula, Steve Jobs, Federico Faggin, Luigi Dadda, Bill Gates, Umberto Paolucci e molti altri vengono qui ricordati. Ricavati da 3.000 biglietti da visita, 53 agende e 260 album fotografici.

Reperibile su Amazon: https://amzn.eu/d/iglmXY3


domenica 21 dicembre 2025

IL PUNTO SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel mio articolo pubblicato questo mese sul mensile svizzero TICINO MANAGEMENT riassumo la situazione attuale per l’utilizzo di uno strumento ormai alla portata di tutti e meno rivoluzionario di quanto si pensi.

Per la versione pdf cliccare qui

SEMICONDUTTORI: DAL TRANSISTOR AL MICROPROCESSOR ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA STORIA. https://amzn.eu/d/8mOtEFr




sabato 20 dicembre 2025

LA CRONACA DEL TEMPO VISSUTA IN DIRETTA, 1899 - 1945

Procede l’immenso lavoro che arricchirà la Libreria inaugurata recentemente presso la sezione STARTUP GARAGE della SCUOLA UNIVERSITARIA DELLA SVIZZERA ITALIANA, SUPSI

Siamo al quinto dei dieci volumi previsti contenenti le bellissime immagini create da Achille Beltrame e descritte sapientemente da Eva Accenti, mentre l’editore consorte ha preparato le immagini e creato la pubblicazione.

Il tutto è reso possibile dalla disponibilità degli originali settimanali de LA DOMENICA DEL CORRIERE che tre generazioni, pazientemente, hanno raccolto a partire dall’anno 1899 quando ne fu iniziata la pubblicazione.

Si tratta di una incredibile documentazione storica che rivela, con i fatti reali illustrati all'epoca, come ben poco di nuovo vi sia sotto le stelle: guerre, incidenti, ambiente, geopolitica, nazioni, imperi, personaggi, disgrazie, eruzioni, terremoti, affondamenti, esposizioni, sport, commerci, moda, malattie, invenzioni, cerimonie, medicina, scioperi, epidemie ed infiniti altri eventi.

Un interessantissimo percorso che permette soprattutto ai giovani lettori di amplificare la loro conoscenza dai libri di storia, una cronaca quasi televisiva dei comportamenti di tre  generazioni a loro precedenti.

Cliccare qui per accedere alla Serie





mercoledì 17 dicembre 2025

AUTO ELETTRICA, UNA CHIMERA?

Cinque anni fa pubblicai un breve articolo per dimostrare le assurdità che sentivo sullo sviluppo dell’auto elettrica nell’Unione Europea. Limitandomi al caso italiano su quanta energia elettrica sarebbe stato necessario produrre per trasformare tutto il trasporto in elettrico mi risultava, con un semplice calcolo, necessario aumentare di un fattore dieci il numero delle centrali. La cosa sarebbe stato chiaramente impossibile allora ed anche nel lontano futuro. Ma perché il mondo non fa “di conto” prima di prendere posizione su argomenti essenzialmente tecnici invece di abbracciare subito ideologie di parte?

Per la versione pdf dell’articolo: https://drive.google.com/file/d/1TIrbYvx2FclZwteLgfGlNihdjANzrvfk/view?usp=drive_link



 

lunedì 15 dicembre 2025

SERIE VIAGGIO NEL TEMPO CON LA DOMENICA DEL CORRIERE: PUBBLICATO IL QUINTO VOLUME

 Vi si trovano notizie incredibili e molte di estrema attualità come Russia, Scioperi, Guerre, Politica, Geopolitica ecc. ecc. E i precedenti quattro della serie non sono da meno! Pubblico qui l’indice di questo quinto volume perché è impossibile descriverne il contenuto in poche parole.

Cliccare qui per accedere alla Serie



lunedì 8 dicembre 2025

RIARMO EUROPEO: LA DOMANDA FONDAMENTALE.

Sento un continuo chiacchiericcio sull’opportunità che l’Europa (quale Europa?) si riarmi per contare di più nell’equilibrio strategico militare ed essere indipendente in tal senso.

Ma come mai nessuno fa la domanda fondamentale mentre i vari Paesi Europei cominciano a spendere denaro pubblico per raggiungere l’obiettivo della sicurezza autonoma?

Mi spiego con alcuni fatti concreti che riguardano l’Italia

Attualmente in Italia si contano quasi cento basi in parte comuni con la Nato ed altre nella disponibilità degli Usa. In un certo numero di queste basi è presente armamento atomico, non italiano, di proprietà e sotto il controllo esclusivo degli Stati Uniti.

La stessa cosa avviene in altri Paesi europei esclusa Francia ed Inghilterra dove l’armamento atomico è di loro esclusivo utilizzo.

Da tempo l’equilibrio militare strategico si basa principalmente sulla disponibilità di reciproca distruzione nucleare e quell’equilibrio che riguarda il territorio italiano è attualmente nella sola disponibilità degli Usa.

La domanda fondamentale quando si afferma che l’Europa, e quindi i suoi Stati membri, debbano investire per disporre di una indipendenza negli equilibri militari strategici, significa forse che questi Stati debbano crearsi anche loro un armamento nucleare autonomo? E questo armamento dovrà poi essere di esclusiva gestione della nazione che detiene le atomiche o da una commissione europea comune?

Senza una chiarificazione pubblica e definitiva su un argomento così esiziale come può un cittadino europeo decidere consapevolmente come il suo denaro debba essere speso per il riarmo cosiddetto comune?




domenica 7 dicembre 2025

USA, EUROPA e UCRAINA. L’INCREDIBILE STUPIDITÀ

 Ho letto per 2 volte i 10 volumi sulla Seconda Guerra Mondiale scritti da Churchill e soprattutto la prima parte di come gli USA vi furono coinvolti.

Ho assistito il tragico incontro alla Casa Bianca tra Trump e Zelensky e le congatulazioni europee ed ucraine per il comportamento da capo di stato di Zelensky.

Riporto qui dai volumi di Churchill di come si autodefiniva nella sua corrispondenza con Roosvelt “L’ex-Marinaio”, lui , primo ministro dell’allora più importante potenza economica e militare nel mondo. Non ho nulla da aggiungere!




mercoledì 26 novembre 2025

La storia di un pioniere Italiano: Da zero a 120 miliardi in 3 anni

Miei libri che trattano l'argomento:

La mia storia con Intel

La mia incredibile avventura con Amstrad

Con Olivetti e Intel 20 anni

La storia di un pioniere Italiano: Da zero a 120 miliardi in 3 anni

Carlo Denza : 25 Novembre 2025

Con fotografie esclusive e documenti inediti: la straordinaria storia dell’ingegnere italiano che collaborò con Gordon Moore e Alan Sugar, portando Intel nel Belpaese e costruendo il primo impero tech con Amstrad.

1987. Milano. Un imprenditore riceve una telefonata da Londra: creare una filiale italiana da zero in tre mesi. Con agosto di mezzo, restavano solo due mesi effettivi. Impossibile.

Dicembre 1987: 20 miliardi di lire di fatturato. 1989: 120 miliardi. 2.000 punti vendita costruiti da zero. Da 15 a 60 dipendenti.

Questa è la storia di Ettore Accenti, primo rappresentante Intel in Europa, l’uomo che portò i personal computer nelle case italiane collaborando con giganti come Gordon Moore, il padre della celebre Legge, Robert Noyce, Mike Markkula, Steve Jobs, Alan Sugar e Microsoft. Una masterclass di strategia tech ante litteram.

1969: Come diventare partner Intel scrivendo una lettera

Agosto 1969. In un ufficio milanese nei pressi del Duomo, Accenti sfogliava riviste specializzate americane cercando nuovi prodotti da aggiungere al catalogo di Eledra 3S, azienda fondata tre anni prima mentre era ancora studente al Politecnico. Tra le pagine, un trafiletto catturò la sua attenzione: la nascita di Intel Corp. (Integrated Electronics) a Mountain View, California.

I prodotti Intel erano interessanti, ma i nomi dei fondatori erano il vero punto di forza: Gordon Moore e Robert Noyce. I due erano già leggende viventi nel mondo dei semiconduttori, usciti dalla Shockley Semiconductor Laboratory per fondare Fairchild Semiconductor. Per Accenti, quei nomi significavano molto.

La decisione fu immediata. Insieme alla dottoressa Eva, Insieme alla dottoressa Eva, collaboratrice e futura signora Accenti, scrisse una lettera d’interesse a Intel. Nel frattempo, studiò a fondo i chip che l’azienda californiana commercializzava: la memoria bipolare i3101 (RAM statica a 64 bit). Trascorsero mesi senza risposta. Poi, una telefonata inaspettata.

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Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

Jens Paulsen, responsabile europeo di Intel, gli propose un incontro a Milano. Accenti si presentò con una cartellina di appunti su ogni chip Intel: Paulsen rimase colpito da quella meticolosa preparazione. L’esito? Una collaborazione di prova di tre mesi che fece di Accenti il primo rappresentante Intel in Europa.

Nonostante Intel in quel periodo commercializzasse solo due chip di memoria RAM statica (SRAM), la i3101 e la i1101, già dal 1969 aziende come IME, Olivetti e Siemens iniziarono a farne richiesta. Nel giro di vent’anni, Eledra 3S divenne la maggiore azienda italiana distributrice di elettronica.

 1987: Costruire un’azienda tech in 90 giorni

Concluso il ciclo di vita di Eledra 3S con la separazione da Olivetti, nel 1987 Accenti ricevette la chiamata di Alan Sugar, imprenditore britannico e fondatore di Amstrad. La sfida: creare la filiale italiana in tre mesi. Con agosto inutilizzabile, restavano due mesi effettivi per costruire: uffici, magazzino, sistema informativo, dipendenti, rete di vendita.

 27 maggio 1987. Accenti volò a Brentwood e incontrò Malcolm Miller, Jim Rice e Ken Ashcroft. Quando gli chiesero quando avviare l’attività, rispose: “Il primo settembre”. Le due mostre cruciali, il SIM (fiera di musica ed elettronica di Milano) il 3 settembre e lo SMAU il 16 settembre, erano alle porte: sarebbero state il trampolino di lancio ideale. Un sorriso sardonico sui volti dei manager inglesi tradiva la loro incredulità.

 Ma Accenti non ragionava come gli altri. Per l’ufficio, scartò i convenzionali 400 m2 vicino Linate e scelse 2.000 m2 in via Riccione: con un costo inferiore del 30% e spazio per crescere. Per la logistica, convertì i Magazzini Cariplo a Pavia, originariamente usati per formaggi e latte, in depositi per computer.

 Ma la vera partita si giocava sulla rete di vendita. Rifiutato da Expert, Accenti ebbe un’intuizione: si rivolse alla rete Singer, 500 punti vendita sparsi in tutta Italia che fino a quel momento vendevano macchine da cucire. L’accordo fu rivoluzionario: campionature in conto deposito, pagamento sul venduto, pubblicità a pagina intera sui quotidiani con i loro indirizzi.

 

Il giorno dopo presentò l’intera gamma alla convention a Villa Serbelloni di Bellagio. La dottoressa Eva ricorda ancora l’espressione scettica dei rivenditori Singer quando videro i primi PC: “Questi aggeggi non li venderemo mai“, sussurrò uno di loro. Il bilancio fu sorprendente: tra settembre e dicembre 1987, Amstrad Italia fatturò 20 miliardi di lire. L’impossibile era diventato possibile.

 Pubblicità a costo zero e alleanze strategiche

3 settembre 1987. Inaugurazione del SIM di Milano. Tra i giornalisti, un giovane Marco Travaglio de Il Giornale. Il giorno dopo, il Corriere della Sera titolò: “È arrivato in Italia l’Aiazzone dei computer“. Quel titolo valse più di qualsiasi campagna pubblicitaria.

 Per stampa e TV, Accenti stipulò un contratto con Alberto Vitali, autore della campagna Commodore 64 del 1984-85. Vitali gli rivelò la formula: “Massimo numero di uscite al minimo costo“. Niente pianificazione rigida, pubblicità ogni giorno a chi offriva le condizioni migliori. I media in competizione tra loro.

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I numeri parlarono chiaro. Nel 1988 Nielsen, istituto leader nelle ricerche di mercato, incoronò l’azienda britannica prima nel settore con una spesa a listino di 15,208 miliardi (IBM seconda con 9,555 miliardi, Olivetti terza con 9,165). La spesa reale? Un quinto. Moltiplicatore dell’effetto: da due a tre volte la concorrenza.

 Per l’assistenza tecnica, Accenti scommise su Filippo Bua, gestore di centri d’assistenza per elettrodomestici senza esperienza in computer. L’argomento vincente: “Riparare un PC è più facile di un televisore. Programmi di diagnostica, sostituzione di schede“. Bua accettò e trasformò la sua organizzazione in PE92, leader italiano dell’assistenza informatica.

 Per l’editoria specializzata, Accenti coinvolse Jacopo Castelfranchi. Sbloccò un vecchio contratto GBC ricomprando l’invenduto, trasformando Castelfranchi in alleato strategico. Con la casa editrice JCE, lanciò Amstrad Magazine: oltre 20.000 copie in edicola, numeri che molte riviste tecniche potevano solo sognare.

L’alleanza con Microsoft-Excel che sconfisse Lotus 1-2-3

Fine anni ’80. Arrivò la collaborazione più strategica: quella con Microsoft. Amstrad stava per lanciare i nuovi PC con processori Intel 286 e 386. L’intuizione di Accenti fu semplice ma efficace: immetterli sul mercato in bundle con Microsoft Excel 3, in uscita da lì a poco. Il software era già ultimato e si attendeva solo il completamento della documentazione ufficiale per il lancio.

Chiese l’esclusiva per alcuni mesi, ma la risposta di Microsoft Italia fu un secco “impossibile”. Accenti non si arrese e rilanciò con un’alternativa: nessuna esclusiva, ma una fornitura così massiccia da permettere una campagna pubblicitaria congiunta Microsoft-Amstrad. L’esito? La filiale italiana divenne la prima al mondo a superare, con Excel, lo storico Lotus 1-2-3, il foglio di calcolo dominante degli anni 80.

 Il successo con Excel aprì la strada ad altre partnership: ESA Software e TC Sistema. I rivenditori Advanced chiedevano software gestionale e soluzioni complete.

 20 gennaio 1990. Dal Maurizio Costanzo Show, il palcoscenico televisivo più popolare d’Italia. Costanzo, scherzando, propose di chiamare un computer Ignazio. Accenti non perse un secondo: “Vuol vedere che lancio davvero un computer Ignazio con Amstrad?” Il pubblico applaudì. Il marchio era ormai un fenomeno di massa.

 I numeri erano inequivocabili: da 20 miliardi nei quattro mesi finali del 1987, a 90 miliardi nel 1988, fino a 120 miliardi nel 1989. In tre anni, Accenti creò un mercato da zero a 112 miliardi di lire, con un fatturato complessivo di oltre 220 miliardi. Da 15 a oltre 60 dipendenti. Da zero a oltre 2.000 punti vendita. Un’ascesa senza precedenti.

Ing. Ettore Accenti al Maurizio Costanzo Show (Foto: Archivio personale)

Quando il successo diventa una trappola

Agosto 1990. Amstrad iniziò a cambiare le politiche che avevano creato il successo italiano: pubblicità delegata ad agenzie europee centralizzate, piani di vendita stravolti, sconti imposti dall’alto.

Accenti reagì. Dedicò un’intera settimana di agosto a preparare un rapporto di 10 pagine per Alan Sugar. La risposta di Sugar: “Nel tuo rapporto c’è del buon senso“. Dopo una Convention a Roma all’Hotel Villa Pamphili con rivenditori e lo stesso Sugar, tutto sembrò risolto. Ma le richieste assurde ripresero.

Accenti convocò un CDA straordinario a Brentwood per il 21 settembre. Una mossa audace: mai una filiale aveva convocato un CDA presso la casa madre. Il piano venne approvato. Ma dopo pochi giorni, le pressioni ricominciarono.

Accenti mandò un fax duro a Sugar. Il fondatore di Amstrad volò a Milano nell’ufficio di via Riccione. Il confronto fu diretto. Sugar disse di dover scegliere tra Accenti e i suoi dirigenti inglesi. Accenti comprese: le sue battaglie erano state interpretate come volontà di scalzare qualcuno.

La sua risposta: “Nessuna scelta necessaria. Rassegno le dimissioni“. Firmarono un accordo su un pezzo di carta. Ottobre 1990. Accenti uscì dall’ufficio con una sensazione strana: sollievo misto a incredulità. Tre anni intensi conclusi in dieci minuti.

Come Amstrad Italia crollò in 60 giorni

Il declino fu rapido. Chi successe ad Accenti non aveva esperienza manageriale. Spezzarono il meccanismo virtuoso: delegarono la pubblicità, concessero sconti per quantità, allungarono i pagamenti. I rivenditori persero fiducia. Il fatturato crollò. I problemi di credito esplosero.

L’11 dicembre 1990, Amstrad Plc pubblicò un comunicato: “Amstrad Plc ringrazia l’ingegnere Ettore Accenti per aver portato il fatturato di Amstrad Spa da zero a 112 miliardi di Lire.”

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Da Amstrad a Memorex-Telex

Mentre Amstrad affondava, Accenti ricevette una chiamata da Memorex-Telex: 2 miliardi di dollari di fatturato, 10.000 dipendenti, concorrente principale IBM.

Dicembre 1990, Parigi. Pranzo con Jean Claude Zanolli, vicepresidente esecutivo. La domanda: “Che ne pensi?” Accenti: “Servono due giorni per parlarne con Eva“. Zanolli: “Due giorni sono troppi, dimmi sì o no prima di finire il caffè“. Negoziarono la sede: Lugano. A due passi da Milano.

Da gennaio 1991, Accenti divenne responsabile per Europa, Sud America, Medio Oriente, Africa, area Pacifico. 18 gennaio 1991, tre giorni dopo l’inizio: scoppiò la prima guerra in Iraq. Tutti i manager americani furono invitati a non volare. Accenti decollò per il Venezuela il 20 gennaio. Un’avventura internazionale che sarebbe durata tre anni.

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Ettore Accenti oggi

Oggi, a oltre vent’anni dal pensionamento a Lugano, Accenti continua a costruire futuro: il 30 ottobre 2025 ha inaugurato la Silicon Valley Library presso la SUPSI, Startup Garage, donando libri e documenti originali per ispirare le nuove generazioni di imprenditori.

Quando gli chiediamo se oggi sarebbe possibile replicare un’operazione come quella di Amstrad, Accenti riflette con lucidità: “La risposta è no, non con le stesse modalità. I tempi cambiano, i prodotti cambiano, gli strumenti devono essere completamente diversi. Ma operazioni di marketing massicce e penetranti sono ancora possibili. Apple ha venduto oltre un miliardo di iPhone in tutto il mondo a prezzi altissimi“.

La storia di Accenti dimostra che il successo nel tech non richiede capitali illimitati o tecnologie rivoluzionarie. Richiede preparazione ossessiva, pensiero laterale, execution veloce e partnership strategiche. Nel 2025, gli strumenti sono diversi, ma i principi restano gli stessi: da zero a 120 miliardi in tre anni non è magia. È strategia.

Una storia italiana di visione, coraggio e capacità di reinventarsi continuamente.

Si ringrazia l’Ing. Ettore Accenti per aver aperto i propri archivi all’autore Carlo Denza e alla redazione di RedHotCyber, condividendo memorie storiche, documenti e immagini esclusive della Silicon Valley Library.