INCREDIBILE! Era un minuscolo triangolino di semiconduttore con una graffetta ed un paio di fili attaccati. E nessuno allora lo avrebbe nemmeno lontanamente pensato.
Per sapere tutto: https://amzn.eu/d/3QbSP5A
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Credo che col nuovo anno il nostro bel Globo Terracqueo sia diviso chiaramente in due nuovi emisferi. Da quello geografico Nord – Sud al nuovo creato dalla geopolitica del mammifero Homo quasi Sapiens: emisfero Occidentale ed emisfero Orientale.
Credo anche che ne nasca un suggerimento per Putin di come
si fanno i cambiamenti di regime degli Stati nemici, fossi Zelensky ed i
taiwanesi non sarei tranquillo.
GUERRA UCRAINA: I FATTI POCO RICORDATI
LABTECH DI ETTORE ACCENTI, UNA SERIE DI LIBRI CHE NON POSSONO MANCARE NELLA BIBLIOTECA DEGLI STUDIOSI. Una fantastica ed autorevole serie di volumi di grande formato cartaceo (21 x 27 cm) e formato eBook destinati a studiosi di tecnologia e scienza contenenti ciascuno una completa descrizione professionale di argomenti di estrema attualità, a volte, non riportati nella documentazione ufficiale.
Vol 1. SEMICONDUTTORI. 300 pagine: dal
transistor al microprocessor all’intelligenza artificiale nella storia.
Vol. 2. TECNOLOGIA GRAFFITI. 175 pagine. Completa
carrellata dove tutto iniziò: nascita del transistor e suoi primi impieghi,
primi esperimenti dell’autore, articoli del periodo iniziale della tecnologia, autocostruzioni
e molto altro.
Vol. 3. TECNOLOGIA OGGI. 175 pagine. Cento articoli
pubblicati di recente dall’autore. Analisi strutturata e rigorosa dei
principali ambiti dell’innovazione: Informatica avanzata, IA, cybersecurity,
sistemi digitali, automazione e impatto tecnologico e molto altro.
Vol. 4. INTELLIGENZA ARTIFICIALE. In preparazione
Questa vera storia è tratta dal nostro libro autobiografico “NON SOLO BUSINESS” che contiene cento storie incredibili di vita vissuta.
Pubblicato su Amazon: https://amzn.eu/d/cJo1GdO
250 pagine di racconti autobiografici che documentano con immagini i numerosi ed incredibili eventi che abbiamo vissuto nei decenni di vita insieme. Alcuni insegnano, altri sono divertenti, molti con incontri importanti e momenti drammatici. Personaggi quali Dr. Gordon Moore, Dr. Bob Noyce, Mike Markkula, Steve Jobs, Federico Faggin, Luigi Dadda, Bill Gates, Umberto Paolucci e molti altri vengono qui ricordati. Ricavati da 3.000 biglietti da visita, 53 agende e 260 album fotografici.
Reperibile su Amazon: https://amzn.eu/d/iglmXY3
Nel mio articolo pubblicato questo mese sul mensile svizzero TICINO MANAGEMENT riassumo la situazione attuale per l’utilizzo di uno strumento ormai alla portata di tutti e meno rivoluzionario di quanto si pensi.
Per la versione pdf cliccare qui
SEMICONDUTTORI: DAL TRANSISTOR AL MICROPROCESSOR
ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA STORIA. https://amzn.eu/d/8mOtEFr
Procede l’immenso lavoro che arricchirà la Libreria inaugurata recentemente presso la sezione STARTUP GARAGE della SCUOLA UNIVERSITARIA DELLA SVIZZERA ITALIANA, SUPSI
Siamo al quinto dei dieci volumi previsti contenenti le
bellissime immagini create da Achille Beltrame e descritte sapientemente da Eva
Accenti, mentre l’editore consorte ha preparato le immagini e creato la
pubblicazione.
Il tutto è reso possibile dalla disponibilità degli originali
settimanali de LA DOMENICA DEL CORRIERE che tre generazioni, pazientemente, hanno raccolto a partire dall’anno
1899 quando ne fu iniziata la pubblicazione.
Si tratta di una incredibile documentazione storica che
rivela, con i fatti reali illustrati all'epoca, come ben poco di nuovo vi sia
sotto le stelle: guerre, incidenti, ambiente, geopolitica, nazioni, imperi,
personaggi, disgrazie, eruzioni, terremoti, affondamenti, esposizioni, sport,
commerci, moda, malattie, invenzioni, cerimonie, medicina, scioperi, epidemie ed infiniti altri eventi.
Un interessantissimo percorso che permette soprattutto ai
giovani lettori di amplificare la loro conoscenza dai libri di storia, una cronaca
quasi televisiva dei comportamenti di tre generazioni a loro precedenti.
Cliccare qui per
accedere alla Serie
Cinque anni fa pubblicai un breve articolo per dimostrare le assurdità che sentivo sullo sviluppo dell’auto elettrica nell’Unione Europea. Limitandomi al caso italiano su quanta energia elettrica sarebbe stato necessario produrre per trasformare tutto il trasporto in elettrico mi risultava, con un semplice calcolo, necessario aumentare di un fattore dieci il numero delle centrali. La cosa sarebbe stato chiaramente impossibile allora ed anche nel lontano futuro. Ma perché il mondo non fa “di conto” prima di prendere posizione su argomenti essenzialmente tecnici invece di abbracciare subito ideologie di parte?
Per la versione pdf dell’articolo: https://drive.google.com/file/d/1TIrbYvx2FclZwteLgfGlNihdjANzrvfk/view?usp=drive_link
Vi si trovano notizie incredibili e molte di estrema attualità come Russia, Scioperi, Guerre, Politica, Geopolitica ecc. ecc. E i precedenti quattro della serie non sono da meno! Pubblico qui l’indice di questo quinto volume perché è impossibile descriverne il contenuto in poche parole.
Cliccare qui per accedere alla Serie
Sento un continuo chiacchiericcio sull’opportunità che l’Europa (quale Europa?) si riarmi per contare di più nell’equilibrio strategico militare ed essere indipendente in tal senso.
Ma come mai nessuno fa la domanda fondamentale mentre i vari
Paesi Europei cominciano a spendere denaro pubblico per raggiungere l’obiettivo
della sicurezza autonoma?
Mi spiego con alcuni fatti concreti che riguardano l’Italia
Attualmente in Italia si contano quasi cento basi in parte
comuni con la Nato ed altre nella disponibilità degli Usa. In un certo numero
di queste basi è presente armamento atomico, non italiano, di proprietà e sotto
il controllo esclusivo degli Stati Uniti.
La stessa cosa avviene in altri Paesi europei esclusa
Francia ed Inghilterra dove l’armamento atomico è di loro esclusivo utilizzo.
Da tempo l’equilibrio militare strategico si basa
principalmente sulla disponibilità di reciproca distruzione nucleare e
quell’equilibrio che riguarda il territorio italiano è attualmente nella sola
disponibilità degli Usa.
La domanda fondamentale quando si afferma che l’Europa, e
quindi i suoi Stati membri, debbano investire per disporre di una indipendenza
negli equilibri militari strategici, significa forse che questi Stati debbano
crearsi anche loro un armamento nucleare autonomo? E questo armamento dovrà poi
essere di esclusiva gestione della nazione che detiene le atomiche o da una
commissione europea comune?
Senza una chiarificazione pubblica e definitiva su un
argomento così esiziale come può un cittadino europeo decidere consapevolmente
come il suo denaro debba essere speso per il riarmo cosiddetto comune?
Ho letto per 2 volte i 10 volumi sulla Seconda Guerra Mondiale scritti da Churchill e soprattutto la prima parte di come gli USA vi furono coinvolti.
Ho assistito il tragico incontro alla Casa Bianca tra Trump e
Zelensky e le congatulazioni europee ed ucraine per il comportamento da capo di
stato di Zelensky.
Riporto qui dai volumi di Churchill di come si autodefiniva
nella sua corrispondenza con Roosvelt “L’ex-Marinaio”, lui , primo ministro
dell’allora più importante potenza economica e militare nel mondo. Non ho nulla
da aggiungere!
Miei libri che trattano l'argomento:
La mia incredibile avventura con Amstrad
La storia di un pioniere Italiano: Da zero a 120 miliardi in 3 anni
Carlo Denza : 25 Novembre 2025
Con fotografie esclusive e documenti inediti: la
straordinaria storia dell’ingegnere italiano che collaborò con Gordon Moore e
Alan Sugar, portando Intel nel Belpaese e costruendo il primo impero tech con
Amstrad.
1987. Milano. Un imprenditore riceve una telefonata da
Londra: creare una filiale italiana da zero in tre mesi. Con agosto di mezzo,
restavano solo due mesi effettivi. Impossibile.
Dicembre 1987: 20 miliardi di lire di fatturato. 1989: 120
miliardi. 2.000 punti vendita costruiti da zero. Da 15 a 60 dipendenti.
Questa è la storia di Ettore Accenti, primo rappresentante
Intel in Europa, l’uomo che portò i personal computer nelle case italiane
collaborando con giganti come Gordon Moore, il padre della celebre Legge,
Robert Noyce, Mike Markkula, Steve Jobs, Alan Sugar e Microsoft. Una
masterclass di strategia tech ante litteram.
1969: Come diventare partner Intel scrivendo una lettera
Agosto 1969. In un ufficio milanese nei pressi del Duomo,
Accenti sfogliava riviste specializzate americane cercando nuovi prodotti da
aggiungere al catalogo di Eledra 3S, azienda fondata tre anni prima mentre era
ancora studente al Politecnico. Tra le pagine, un trafiletto catturò la sua
attenzione: la nascita di Intel Corp. (Integrated Electronics) a Mountain View,
California.
I prodotti Intel erano interessanti, ma i nomi dei fondatori
erano il vero punto di forza: Gordon Moore e Robert Noyce. I due erano già
leggende viventi nel mondo dei semiconduttori, usciti dalla Shockley
Semiconductor Laboratory per fondare Fairchild Semiconductor. Per Accenti, quei
nomi significavano molto.
La decisione fu immediata. Insieme alla dottoressa Eva,
Insieme alla dottoressa Eva, collaboratrice e futura signora Accenti, scrisse
una lettera d’interesse a Intel. Nel frattempo, studiò a fondo i chip che
l’azienda californiana commercializzava: la memoria bipolare i3101 (RAM statica
a 64 bit). Trascorsero mesi senza risposta. Poi, una telefonata inaspettata.
Jens Paulsen, responsabile europeo di Intel, gli propose un
incontro a Milano. Accenti si presentò con una cartellina di appunti su ogni
chip Intel: Paulsen rimase colpito da quella meticolosa preparazione. L’esito?
Una collaborazione di prova di tre mesi che fece di Accenti il primo
rappresentante Intel in Europa.
Nonostante Intel in quel periodo commercializzasse solo due chip di memoria RAM statica (SRAM), la i3101 e la i1101, già dal 1969 aziende come IME, Olivetti e Siemens iniziarono a farne richiesta. Nel giro di vent’anni, Eledra 3S divenne la maggiore azienda italiana distributrice di elettronica.
Concluso il ciclo di vita di Eledra 3S con la separazione da
Olivetti, nel 1987 Accenti ricevette la chiamata di Alan Sugar, imprenditore
britannico e fondatore di Amstrad. La sfida: creare la filiale italiana in tre
mesi. Con agosto inutilizzabile, restavano due mesi effettivi per costruire:
uffici, magazzino, sistema informativo, dipendenti, rete di vendita.
Il giorno dopo presentò l’intera gamma alla convention a
Villa Serbelloni di Bellagio. La dottoressa Eva ricorda ancora l’espressione
scettica dei rivenditori Singer quando videro i primi PC: “Questi aggeggi non
li venderemo mai“, sussurrò uno di loro. Il bilancio fu sorprendente: tra
settembre e dicembre 1987, Amstrad Italia fatturò 20 miliardi di lire.
L’impossibile era diventato possibile.
3 settembre 1987. Inaugurazione del SIM di Milano. Tra i
giornalisti, un giovane Marco Travaglio de Il Giornale. Il giorno dopo, il
Corriere della Sera titolò: “È arrivato in Italia l’Aiazzone dei computer“.
Quel titolo valse più di qualsiasi campagna pubblicitaria.
I numeri parlarono chiaro. Nel 1988 Nielsen, istituto leader
nelle ricerche di mercato, incoronò l’azienda britannica prima nel settore con
una spesa a listino di 15,208 miliardi (IBM seconda con 9,555 miliardi,
Olivetti terza con 9,165). La spesa reale? Un quinto. Moltiplicatore
dell’effetto: da due a tre volte la concorrenza.
L’alleanza con Microsoft-Excel che sconfisse Lotus 1-2-3
Fine anni ’80. Arrivò la collaborazione più strategica:
quella con Microsoft. Amstrad stava per lanciare i nuovi PC con processori
Intel 286 e 386. L’intuizione di Accenti fu semplice ma efficace: immetterli
sul mercato in bundle con Microsoft Excel 3, in uscita da lì a poco. Il
software era già ultimato e si attendeva solo il completamento della
documentazione ufficiale per il lancio.
Chiese l’esclusiva per alcuni mesi, ma la risposta di Microsoft Italia fu un secco “impossibile”. Accenti non si arrese e rilanciò con un’alternativa: nessuna esclusiva, ma una fornitura così massiccia da permettere una campagna pubblicitaria congiunta Microsoft-Amstrad. L’esito? La filiale italiana divenne la prima al mondo a superare, con Excel, lo storico Lotus 1-2-3, il foglio di calcolo dominante degli anni 80.
Ing. Ettore Accenti al Maurizio Costanzo Show (Foto: Archivio
personale)
Quando il successo diventa una trappola
Agosto 1990.
Amstrad iniziò a cambiare le politiche che avevano creato il successo italiano:
pubblicità delegata ad agenzie europee centralizzate, piani di vendita
stravolti, sconti imposti dall’alto.
Accenti reagì.
Dedicò un’intera settimana di agosto a preparare un rapporto di 10 pagine per
Alan Sugar. La risposta di Sugar: “Nel tuo rapporto c’è del buon senso“.
Dopo una Convention a Roma all’Hotel Villa Pamphili con rivenditori e lo stesso
Sugar, tutto sembrò risolto. Ma le richieste assurde ripresero.
Accenti
convocò un CDA straordinario a Brentwood per
il 21 settembre. Una mossa audace: mai una filiale aveva convocato un CDA
presso la casa madre. Il piano venne approvato. Ma dopo pochi giorni, le
pressioni ricominciarono.
Accenti mandò
un fax duro a Sugar. Il fondatore di Amstrad volò a Milano nell’ufficio di via
Riccione. Il confronto fu diretto. Sugar disse di dover scegliere tra Accenti e
i suoi dirigenti inglesi. Accenti comprese: le sue battaglie erano state
interpretate come volontà di scalzare qualcuno.
La sua
risposta: “Nessuna scelta necessaria. Rassegno le dimissioni“.
Firmarono un accordo su un pezzo di carta. Ottobre 1990. Accenti uscì
dall’ufficio con una sensazione strana: sollievo misto a incredulità. Tre anni
intensi conclusi in dieci minuti.
Come Amstrad Italia crollò in 60 giorni
Il declino fu
rapido. Chi successe ad Accenti non aveva esperienza manageriale. Spezzarono il
meccanismo virtuoso: delegarono la pubblicità, concessero sconti per quantità,
allungarono i pagamenti. I rivenditori persero fiducia. Il fatturato crollò. I
problemi di credito esplosero.
L’11 dicembre
1990, Amstrad Plc pubblicò un comunicato: “Amstrad Plc
ringrazia l’ingegnere Ettore Accenti per aver portato il fatturato di Amstrad
Spa da zero a 112 miliardi di Lire.”
Da Amstrad a Memorex-Telex
Mentre Amstrad
affondava, Accenti ricevette una chiamata da Memorex-Telex: 2
miliardi di dollari di fatturato, 10.000 dipendenti, concorrente principale
IBM.
Dicembre 1990,
Parigi. Pranzo con Jean Claude Zanolli, vicepresidente esecutivo.
La domanda: “Che ne pensi?” Accenti: “Servono due giorni per parlarne
con Eva“. Zanolli: “Due giorni sono troppi, dimmi sì o no prima di
finire il caffè“. Negoziarono la sede: Lugano. A due passi da Milano.
Da gennaio
1991, Accenti divenne responsabile per Europa, Sud America, Medio Oriente,
Africa, area Pacifico. 18 gennaio 1991, tre giorni dopo l’inizio: scoppiò la
prima guerra in Iraq. Tutti i manager americani furono invitati a non volare.
Accenti decollò per il Venezuela il 20 gennaio. Un’avventura internazionale che
sarebbe durata tre anni.
Ettore Accenti oggi
Oggi, a oltre
vent’anni dal pensionamento a Lugano, Accenti continua a costruire futuro: il
30 ottobre 2025 ha inaugurato la Silicon Valley Library presso la SUPSI,
Startup Garage, donando libri e documenti originali per ispirare le nuove
generazioni di imprenditori.
Quando gli
chiediamo se oggi sarebbe possibile replicare un’operazione come quella di
Amstrad, Accenti riflette con lucidità: “La risposta è no, non con le stesse
modalità. I tempi cambiano, i prodotti cambiano, gli strumenti devono essere
completamente diversi. Ma operazioni di marketing massicce e penetranti sono
ancora possibili. Apple ha venduto oltre un miliardo di iPhone in tutto il
mondo a prezzi altissimi“.
La storia di
Accenti dimostra che il successo nel tech non richiede capitali illimitati o
tecnologie rivoluzionarie. Richiede preparazione ossessiva, pensiero laterale,
execution veloce e partnership strategiche. Nel 2025, gli strumenti sono
diversi, ma i principi restano gli stessi: da zero a 120 miliardi in
tre anni non è magia. È strategia.
Una storia
italiana di visione, coraggio e capacità di reinventarsi continuamente.
Si ringrazia
l’Ing. Ettore Accenti per aver aperto i propri archivi all’autore Carlo
Denza e alla redazione di RedHotCyber, condividendo memorie storiche,
documenti e immagini esclusive della Silicon Valley Library.