lunedì 8 dicembre 2025

RIARMO EUROPEO: LA DOMANDA FONDAMENTALE.

Sento un continuo chiacchiericcio sull’opportunità che l’Europa (quale Europa?) si riarmi per contare di più nell’equilibrio strategico militare ed essere indipendente in tal senso.

Ma come mai nessuno fa la domanda fondamentale mentre i vari Paesi Europei cominciano a spendere denaro pubblico per raggiungere l’obiettivo della sicurezza autonoma?

Mi spiego con alcuni fatti concreti che riguardano l’Italia

Attualmente in Italia si contano quasi cento basi in parte comuni con la Nato ed altre nella disponibilità degli Usa. In un certo numero di queste basi è presente armamento atomico, non italiano, di proprietà e sotto il controllo esclusivo degli Stati Uniti.

La stessa cosa avviene in altri Paesi europei esclusa Francia ed Inghilterra dove l’armamento atomico è di loro esclusivo utilizzo.

Da tempo l’equilibrio militare strategico si basa principalmente sulla disponibilità di reciproca distruzione nucleare e quell’equilibrio che riguarda il territorio italiano è attualmente nella sola disponibilità degli Usa.

La domanda fondamentale quando si afferma che l’Europa, e quindi i suoi Stati membri, debbano investire per disporre di una indipendenza negli equilibri militari strategici, significa forse che questi Stati debbano crearsi anche loro un armamento nucleare autonomo? E questo armamento dovrà poi essere di esclusiva gestione della nazione che detiene le atomiche o da una commissione europea comune?

Senza una chiarificazione pubblica e definitiva su un argomento così esiziale come può un cittadino europeo decidere consapevolmente come il suo denaro debba essere speso per il riarmo cosiddetto comune?




2 commenti:

  1. Ciao Ettore, io penso (come tu credo sottointendi) che prima di investire nuovamente in armamento all’Italia dovrebbe essere chiarito se sarebbe completamente autonoma nella gestione di queste armi, fino ad allora non investirei perché non vorrei che fossero utilizzati i miei soldi perché poi decidano solo e soltanto gli USA se utilizzare queste armi o no.

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  2. Interessante articolo.
    Quindi, l’equilibrio strategico oggi si basa sulla deterrenza nucleare, ma molte basi in Italia (e in altri Paesi europei, salvo Francia e UK) ospitano armi atomiche sotto controllo USA. Quindi, se l’Europa vuole «indipendenza» militare, bisogna spiegare se questo implica dotarsi di armi nucleari nazionali o collettive (e chi le gestirebbe). Senza una chiara e pubblica decisione su queste questioni fondamentali, il cittadino non può valutare se sia giusto spendere soldi per il riarmo.

    In pratica: prima di spendere soldi per un «riarmo europeo» serve dire chiaramente che cosa si intende per «indipendenza strategica». Più precisamente:
    - Se per indipendenza si intende poter contare su una deterrenza nucleare, allora bisogna decidere se gli Stati europei dovranno dotarsi di armi nucleari proprie o se queste saranno gestite collettivamente — decisione che ha conseguenze enormi su costi, diritto internazionale e rischio politico-militare.
    - Se invece l’obiettivo è rafforzare capacità convenzionali, va spiegato come questo cambierebbe davvero l’equilibrio dato che oggi la deterrenza nucleare sull’Europa è in gran parte nelle mani degli USA (tranne Francia e Regno Unito).

    Senza questa chiarificazione pubblica e vincolante i cittadini non possono valutare se il riarmo sia necessario, efficace o legittimo, né se i soldi pubblici siano spesi bene.
    La soluzione ottimale è una via intermedia, prudente e trasparente che eviti la proliferazione nucleare ma renda l’Europa più autonoma e credibile sul piano della sicurezza. Quindi: evitare nuove atomiche, costruire una difesa europea convenzionale integrata e trasparente, mantenere coordinamento con gli alleati nucleari e rafforzare controlli e governance democratica.

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Grazie per il gradito commento.