venerdì 16 gennaio 2026

FOTO IMPOSSIBILE PER I DIGITALISTI DI OGGI

 L’ho ripescata e la ripresi quando, all’età di 15 anni, mio padre mi prestò la sua macchina fotografica Rolleicord con pellicola da 6x6 cm per farne quello che volevo. Con quella macchina imparai cosa fosse la fotografia e la usai nei più disparati modi, incluse anche fotografie astronomiche che, solo con quel tipo di macchina fotografica si potevano fare.

Allora era appena iniziata la ricerca spaziale con il lancio di satelliti artificiali e nelle notti oscure di un paese pochissimo illuminato riuscivo a scorgere ad occhio nudo i satelliti artificiali che ci passavano sopra compreso un satellite lanciato dagli americani e che consisteva in un grande pallone con la superficie fortemente riflettente, Echo I.

 Decisi di riprenderlo appostando la macchina fotografica in un punto molto buio in campagna da cui presumibilmente potevo riprendere il satellite al suo passaggio.

 Lasciai l’obiettivo aperto per 90 minuti, dopo aver inserito nella macchina fotografica la pellicola più sensibile in commercio da 400 ASA, o 27 DIN

Il satellite avrebbe dovuto lasciare la sua traccia impressa nel negativo e ci si può immaginare la gioia nello scoprire che ci ero riusciti osservando i negativi una volta sviluppati.





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