Per oltre settant’anni l’evoluzione dell’informatica è stata guidata dal progresso incrementale del silicio e dalla miniaturizzazione dei transistor. Oggi, tuttavia, ci troviamo di fronte a un possibile cambio di paradigma: l’incontro tra intelligenza artificiale (AI) e calcolo quantistico.
Non si tratta di un semplice aumento di potenza di calcolo, ma di una trasformazione
concettuale del modo in cui le macchine apprendono, simulano e decidono.
Il computer classico elabora informazioni usando bit che assumono valore 0 o 1. Il computer quantistico utilizza invece qubit, capaci di esistere in sovrapposizione di stati e di essere correlati tramite entanglement.
Questo consente di esplorare spazi di soluzione enormi in modo
intrinsecamente parallelo, rendendo affrontabili problemi oggi intrattabili.
In questo contesto, l’AI non è più soltanto un software che gira su hardware più veloce, ma diventa un partner cognitivo di un nuovo tipo di macchina.
Algoritmi di quantum machine learning potranno:
- addestrarsi
su dataset ad altissima dimensionalità,
- individuare
pattern nascosti non accessibili ai modelli classici,
- ridurre drasticamente i tempi di training per alcune classi di problemi.
- climatologia
e modelli atmosferici globali
- genomica
e proteomica
- dinamica
dei mercati finanziari complessi
- nuovi
materiali,
- reazioni
chimiche complesse,
- superconduttori
e sistemi biologici.
- scoperta
accelerata di farmaci,
- materiali
con proprietà “su misura”,
- nuove fonti energetiche
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