mercoledì 5 agosto 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SCELTA DELLE SCARPE

IA E UTILIZZO PRATICO

Riporto un esempio personale di utilizzo dell’intelligenza artificiale che mi ha aiutato a ottenere un risultato concreto in un ambito del quale avevo una conoscenza pressoché nulla.

Ho applicato un principio che sottolineo spesso nei miei articoli e nel mio libro Intelligenza Artificiale per il Lavoro, l’Impresa e la Scuola: nell’utilizzo dell’IA non sono importanti soltanto le risposte, ma soprattutto le domande.

Nella mia tranquilla vita da pensionato a Lugano, tra la scrittura di un libro o di un articolo e i servizi alla consorte, quasi ogni giorno mi dedico a una lunga passeggiata a passo sostenuto, percorrendo dai tre ai sette chilometri intorno al lago.

Le scarpe che utilizzavo da circa tre anni avevano ormai le suole molto consumate e avevo cominciato ad avvertire qualche problema. Il medico mi fece inoltre notare che quel modello non era particolarmente adatto al tipo di camminata che praticavo.

Ho quindi avviato una lunga ricerca con l’IA, sfruttando la mia esperienza nel formulare le richieste. Sono partito da domande molto generiche e, anche grazie alle indicazioni ricevute dal medico e da altri esperti, le ho rese progressivamente più precise.

Ho proceduto con decine di domande, correggendo continuamente il tiro e restringendo sempre più il campo sul mio caso specifico. Ogni risposta generava nuove domande, ulteriori verifiche e richieste più dettagliate.

Al termine di questo percorso, l’IA mi suggerì una scarpa dotata di suola MBT Simba. La filosofia MBT nasce negli anni Novanta da un’idea del ricercatore svizzero Karl Müller.

La proposta mi incuriosì e decisi di approfondire. Scoprii così che la Simba è una suola curva e basculante, una cosiddetta rocker sole, progettata per favorire un movimento più fluido durante il passo. La sua forma accompagna la transizione dal tallone alla punta e integra una struttura ammortizzante, risultando particolarmente indicata per camminate prolungate e percorsi vari: ecco il modello ricevuto.

Naturalmente, come ricordo anche nel mio libro, le risposte dell’IA non devono essere accettate in modo passivo: vanno verificate. Ho quindi contattato il servizio clienti di MBT, ho posto ulteriori domande e, anche grazie alla possibilità di restituire le scarpe qualora non fossero state adatte, ho deciso di provarle.

Eccole, dunque, ai miei piedi.

Dopo averle utilizzate sia in pianura sia in collina, ho avuto la sensazione di aver trovato il modello ideale per le mie esigenze.

Non posso ancora esprimere un giudizio sulla loro durata: il precedente paio di scarpe mi aveva accompagnato per tre anni e soltanto il tempo dirà se queste riusciranno a durare altrettanto.

L’aspetto più interessante, però, va oltre le scarpe: l’IA non ha scelto al posto mio. Mi ha aiutato a esplorare il problema, a formulare domande sempre migliori, a confrontare le alternative e ad arrivare a una decisione più consapevole.

Ed è proprio questo, a mio avviso, uno degli usi più efficaci dell’intelligenza artificiale e ... per le scarpe, risentiamoci fra tre anni.

1 commento:

  1. Si tratta di un ottimo esempio di utilizzo dell'IA come ausilio ad un utente che è già NI (Naturalmente Intelligente) di suo. Tu saresti riuscito a risolvere il problema, forse impiegando un maggio tempo, anche da solo. La tragedia è mettere strumenti simili nelle mani di chi non sa neppure di cosa stia parlando. Ricordi la favola dell'Apprendista Stregone, nel film Fantasia? Le formule magiche, invocate da chi Mago non è, sono devastanti... Conosci l'origine di questo favola fantastica? La sceneggiatura di Disney è quella dell'omonima ballata di Goethe. Ma Goethe la elaborò da un racconto di Luciano di Samosata, che la aveva presa da una favola (un mito?) egizia...

    RispondiElimina

Grazie per il gradito commento.