martedì 24 giugno 2025

VIGILANZA DEI DIRIGIBILI E DEGLI AEROPLANI SULLE LINEE FERROVIARIE PIÙ IMPORTANTI

Durante lo sciopero ferroviario dell’8 agosto 1920 la preziosa vigilanza dei dirigibili e degli aeroplani sulle linee più importanti. (Disegno di A. Beltrame sulla Domenica del Corriere))

In un'Italia del primo Novecento, durante un improvviso sciopero ferroviario, il paese si trovava in una situazione di emergenza. Le linee ferroviarie, vitali per il trasporto di merci e persone, erano paralizzate. Tuttavia, l'ingegno e la determinazione non mancavano. Sopra le rotaie, dirigibili e aeroplani sorvolavano le tratte più strategiche, vigilando con attenzione per garantire la sicurezza e coordinare eventuali interventi. Sul terreno, i ferrovieri e le guardie, armati e pronti, osservavano il passaggio di una locomotiva a vapore, simbolo di resistenza e continuità. Il disegno di A. Beltrame cattura un momento di tensione ma anche di speranza, in cui l'aviazione nascente si univa alla tradizione ferroviaria per superare la crisi.

Viaggio nel tempo 1899, 1900 (Vol. 1)

Per tutti i documenti del settimanale: https://bit.ly/3FU1KJk



martedì 17 giugno 2025

VIAGGIO NEL TEMPO CON LA DOMENICA DEL CORRIERE, 1899 - 1900

LA DOMENICA DEL CORRIERE. PUBBLICATO IL PRIMO VOLUME ANNI 1899 e 1900.

Abbiamo ultimato la prima opera e procediamo col secondo volume del 1901-

Questo primo volume a colori disponibile in tre formati contiene 74 magnifiche immagine tratte dal famoso settimanale del Corriere della Sera, ciascuna con una dettagliata storia che la illustra.

Inizia con la nascita del settimanale e le immagini della prima pubblicazione, 8 gennaio 1899, anno I, numero 1, per proseguire in un periodo di grandi trasformazioni in un’Italia post-unitaria alle prese con progressi industriali, tensioni sociali e ambizioni internazionali.

Contiene magistrali dipinti di Achille Beltrame che illustrano Disastri naturali, momenti di orgoglio nazionale, l’apertura Anno Santo di Leone XIII, la partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, la nascente industrializzazione, la Guerra Boera in Sudafrica, la rivolta dei Boxer in Cina, l’assassinio di Re Umberto I, la conquista del Polo Nord e molte altre notizie.

Gli autori, Eva ed Ettore Accenti, sperano che i loro lettori collaborino con loro graditissimi comenti su Amazon e così incentivare a proseguire con la realizzazione delle annate seguenti: GRAZIE.

Versione e-book a colori: https://amzn.eu/d/gfxAmP5

Versione cartacea a colori di grandi dimensioni (21x28 cm): 

Versione per collezionisti con copertina rigida e super colori di grandi dimensioni (21x28 cm): https://amzn.eu/d/31WgtFF

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martedì 10 giugno 2025

LA DOMENICA DEL CORRIERE. PRIMO VOLUME ANNI 1899 e 1900

 Con un sistema artigianale fotografico abbiamo scansionato esattamente 11. 990 pagine della raccolta di settimanali a partire dal primo numero del 1899.

Il primo volume a colori di grandi dimensioni che contiene le immagini e i racconti storici del 1899 e 1900 è quasi pronto.

È un durissimo lavoro che ci siamo divisi: mentre io ho eseguito tutte le scansioni e sto metto a posto le immagini Eva, per ogni immagine ne cerca la storia che illustra il soggetto.

Nel libro ogni immagine, occupa una pagina intera ed ha a fianco pure una pagina intera di descrizione della sua storia e … lavorando ne stiamo imparando di ogni genere ed alla fine, indipendentemente da un successo di vendita, vi assicuro che stiamo facendo un viaggio nella storia meraviglioso ed impensabile!

Eva ha ultimato le ricerche per il primo libro ed ha già trovato le storie di metà del secondo volume relativo al 1901 … non riesco a starle al passo, la sua curiosità la fa correre avanti troppo velocemente. Comunque sto completando la formattazione del primo e dovrebbe essere on line la prossima settimana.

Viaggio nel tempo 1899, 1900 (Vol. 1)

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martedì 3 giugno 2025

ATTACCO UCRAINO ALLA RUSSIA

 BEL COLPO! … E ADESSO?

Seguendo gli avvenimenti di questo pazzo, ma non nuovo, mondo ho fatto una breve ricerca per conoscere le varie versioni dell’operazione militare ucraina nel profondo della Russia asiatica e non riesco a trarne una conclusione, anche se è ovvio che pare proprio che quella guerra faccia comodo a tutti. Comunque quello che segue è quanto ho trovato e che mi terrorizza non tanto per la guerra in corso ma sulle sue modalità tecniche che la moderna tecnologia, di cui seguo gli sviluppi da sempre,  rivelano come con semplici droni qualsiasi organizzazione terroristica possa colpire a fondo ovunque … basta disporre di molti soldi!

QUESTA è LA SINTESI DI QUANTO REALIZZATO DAGLI ATTACANTI CON MEZZI RELATIVAMENTE MODESTI. “IL 31 maggio gli ucraini avrebbero colpito diverse basi aeree russe con l’impiego di 117 droni a lungo raggio e relativamente economici, lanciati da posizioni vicine agli obiettivi, colpendo cinque basi aeree russe, tra cui Olenya (Murmansk), Belaya (Irkutsk), Engels-2 (Saratov), Yejsk (Krasnodar) e un'altra base vicino a Kursk.

Il Servizio ucraino di Sicurezza (SBU) hanno dichiarato che l'operazione ha distrutto o danneggiato gravemente 41 aerei militari russi ed esattamente: Base di Olenya (Murmansk): 4 Tu-95 e 1 An-12 distrutti, con immagini satellitari che confermano incendi in corrispondenza delle postazioni di questi velivoli. Base di Belaya (Irkutsk): 4 Tu-95 e 4 Tu-22M3 distrutti o gravemente danneggiati, come confermato da immagini satellitari. Base di Engels-2 (Saratov): 3 Tu-95 danneggiati o distrutti, con 7 persone (tra cui piloti) uccise o ferite. Base di Yejsk (Krasnodar): 2 Su-25 colpiti. Attacco confermato anche alla Base vicino a Kursk.

I canale militare russo Fighterbomber conferma che l'attacco ha causato perdite significative, poiché non vengono più prodotti gli aerei ma smentisce la cifra ucraina del 34% della flotta aerea a lungo raggio distrutta, confermando solo l'8%.

 Le immagini satellitari confermano la distruzione o il danneggiamento irreparabile di 13 aerei (8 Tu-95, 4 Tu-22M3, 1 An-12) nelle basi di Olenya e Belaya e vi sono conferme sui social che riportano danni per 7 Tu-95/Tu-22 e un possibile Tu-160, con stime totali tra 10-15 aerei persi in attesa di ulteriori conferme satellitari.

SICURAMENTE L’IMPATTO DI QUANTO ACCADUTO CAMBIERA’ COMPLETAMENTE LA STRATEGIA DI SALVAGURDIA DEI CENTRI MILITARI SENSIBILI OVUNQUE SI TROVINO NEL MONDO, ANCHE IN TEMPO DI PACE!


lunedì 2 giugno 2025

LIBRERIA "LA DOMENICA DEL CORRIERE" DAL 1899 AL 1942

 LA DOMENICA DEL CORRIERE: LIBRI IN PREPARAZIONE

La collezione dei circa 1.000 settimanali per un totale di 16.000 pagine, che vanno dal 1899 al 1942 con alcuni anni solo parziali, è in lavorazione.

L’obiettivo è crearne dei libri a colori di grande formato che contengano le due pagine a colori (fronte e retro) con due pagine di testo storico che le descrive. Ci siamo divisi l’immane lavoro nel seguente modo:

ETTORE (coautore, editore): digitalizzazione degli originali con aggiustamenti grafici e realizzazione/pubblicazione libro

EVA (coautore, ricerca contenuti storici, stesura testi e formattazione in una pagina libro per immagine).

Abbiamo calcolato i tempi lavorando 6 ore al giorno e, se non ci azzufferemo come al solito su chi comanda, dovremmo pubblicare un libro ogni 15 giorni dopo il primo del 1899 in corso.

Intanto qualche immagine dell’anno 1921 per i nostri Follower, post che ogni tanto realizzeremo per chi ci segue. Grazie.

Viaggio nel tempo 1899, 1900 (Vol. 1)

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domenica 1 giugno 2025

PUBBLICITA’ DEL SECOLO XIX

 IL CORRIERE DELLA DOMENICA anno 1899. Mentre prepariamo il primo volume della serie ricavata dalla nostra ereditata raccolta di questo settimanale, non possiamo fare a meno di notare anche pubblicità tra il divertente e l’interessante. Ecco un piccolo esempio.










venerdì 30 maggio 2025

IL CORRIERE DELLA DOMENICA N. 1 – 8 GENNAIO 1899.

 ANNUNCIO DEL NOSTRO NUOVO LIBRO.

La pagina che segue è la frontale tratta dall’originale Numero 1 che fa parte della nostra collezione, archiviata da tre generazioni, che comprende vari anni del settimanale.

 La pagina rappresenta il quadro vivido e crudo di un gruppo di soldati, avvolti in pesanti uniformi rosse che lottano contro una tempesta implacabile di neve nel Montenegro.

La Domenica del Corriere fu creata dal Corriere della Sera per offrire ogni settimana ai propri lettori immagini della realtà come fosse una primordiale televisione.

Gli uffici del Corriere allora si trovavano a Milano in Via Pietro Verri. Giornalisti e artisti collaboravano per dare vita a numeri che fossero non solo informativi, ma anche esteticamente memorabili. L’illustrazione e le molte a seguire che pubblicheremo furono create dapprima da Beltrame e in seguito da Walter Molino.

Il nostro programma è di pubblicare entro un mese questo primo volume, ora in avanzata preparazione, che conterrà le immagini di almeno 50 primi numeri del settimanale e la loro dettagliata spiegazione storica.




sabato 24 maggio 2025

PRIMA GUERRA MONDIALE. PATRIOTTISMO FEMMINILE

 Le due immagini si riferiscono rispettivamente alla prima pagine del settimanale italiano “la Domenica del Corriere” del 10 novembre 2018 e del’8 dicembre del 2018.

Illustrano con grandi dettagli l’amor di patria che imperava in quel periodo devastato dalla guerra. (Archivio storico Ettore Accenti).


(testi tratti dalle due riviste)

Prima immagine:

Il nemico, il barbaro aguzzino è disfatto, e le terre fatte sacre da un anno di martirio tornano alla Patria. Il tricolore dei fratelli che aspettavano si leva fiero a baciare, nel fulgore della Vittoria, le lacere gloriose bandiere dell’Esercito liberatore. (Disegno di A. Beltrame).

 Seconda immagine.

Donne del Cadore. Ad un capitano austriaco che voleva impedirle di esporre la bandiera della Patria, Oliva Teso avvolgendosi nel tricolore, gridava: «Io la espongo lo stesso! E se lei vuol sparare, ecco il mio petto. Morrò almeno con la mia bandiera, la bandiera d’Italia! » (Disegno di A. Beltrame).

venerdì 23 maggio 2025

IL PANE BIGIO (OGGI DETTO “INTEGRALE”). 21 ott 1934

 La documentazione che segue fu pubblicata sul settimanale italiano “La Domenica del Corriere” del 21 ottobre 1934 ed illustra chiaramente l’importanza del “pane bigio”, oggi diremmo “pane integrale” per la sua importanza nutritiva e per la salute. Pare scritto oggi! (Archivio storico Ettore Accenti).



(testo tratto dalla Domenica del Corriere del 21 ottobre 1934)

LA PAROLA DEL MEDICO

Il pane bigio

Come? Qualcuno della famiglia cosa lamentarsi del tuo pane casalingo? Osa dire ch’èsso è troppo scuro, e greve, a paragone del pane cittadino ch’è tanto bianco e leggiero? Confessa, agricoltore saggio: E’ dai tuoi figlioli, vero, che son partiti questi lagni? Dai tuoi figlioli – che mandi alla città a divertirsi ed a studiare e che, ad ogni ritorno alla vecchia cascina familiare, han sempre raffinati da fare!

Ebbene, dato che le tue nozioni intorno al frumento sono ormai abbastanza profonde, ad ogni ad ogni loro protesta tu rispondi: «O miei figlioli, voi dovreste ogni giorno benedire non solo il nostro campo che con le sue spighe rigonfie ci porge il pane, ma dovreste ogni giorno benedire anche il nostro padre esperto che non torna mai dal mulino con sacchi di bianchissima farina, ma che per il pane e per la pasta familiare sempre ritorna con farina stacciata con farina non larga dei setacci, e quindi con farina più monda  al completo della legnosa buccia che avvolgeva ogni grano, cioè con farina non monda di tutta la sua rozza crusca».

E spiegate loro che proprio intorno a quelle bucce la pianta raduna certi suoi elementi più preziosi: cioè certe vitamine che nemmeno il calore del forno distrugge in pieno; e i sali di fosforo e di calcio succulenti, con tanto radicale terra grassa grave dai concimi; e il glutine preziosissimo che dà alla farina del frumento la possibilità di venire più facilmente d’ogni altra agglutinare o voi finalmente magari che del pane maggiormente rappresenta la parte più valida quale alimento, da venire perfino chiamato «Carne Vegetale».

E ai figlioli insegne qualche toscana, per l’intestino, sia anche quella stessa crusca che pur di aver bianco il pane, dovrebbe certo pane buttare. Insegna loro come quel-la legnosa buccia, non venerata mai in taccata né dagli acidi, né dai fermenti dello stomaco e dell’intestino e giungendo, e scorrono quindi sempre intatte nell’intestino stesso, valga a scuotere le pareti, ad eccitarle con la sua sola presenza a contrarsi e, contrandosi, a cacciar sempre più innanzi quella zavorra che nell’intestino di mano in mano si raduna e ch’è pur necessario espellere ogni giorno.

E voi, figlioli (dovrai infine loro dire) dovreste che, per farlo bianco, io togliessi tutto questo ben di Dio al nostro che persino nei secoli e secoli passati fu tanto apprezzato, se lo stesso sapientissimo Aristotele predicava che “l’alimento più puro non è sempre quella che contiene un po’ di crusca e che il pane bigio è sempre più nutriente, e saporito di quello confezionato con la farina più fine; se, intorno al 1000, i grandi dottori avevano già osservato che in chi usava il pane più bianco, l’intestino quasi sempre si intendeva, molto tardo nel suo regolare funzionare.

Se la vecchia scuola salernitana pure ammoniva di non usare pane troppo bianco («quia non ita sit tibi vacuus»), se non vuoi sia per te vano, se gli stessi moderni igienisti ci vanno assicurando come anche dalla qualità del nostro pane dipenda la bella salute di tutti noi, veramente di vera campagna; e sì è spesso sussurrato che i Pellirossa, molto più che ai nostri facili sterminatori, debbono la distruzione della loro forte razza ai tre portati della tanto benefica civi: alla lue, al whisky ed al pane raffinato.

Se persino i nostri medici ora consigliano pane al giusto bigio ai bimbi, ai ragazzi, a quanti soffrono delle conseguenze di un intestino tardo, ma... bigio al giusto, che la troppa crusca finirebbe con l’irritare le mucose dello stomaco e dell’intestino!»). 

E’ certo che, sentendosi dire come i me-dici consigliano ora pane bigio anche ai ragazzi, i tuoi figlioli te ne chiederanno subito il perché; e tu potrai allora dire: «Perché ogni corpo che stia crescendo ha bisogno di calcio per le sue ossa e per i suoi denti; perché quando in un corpo carenza di calcio o difficoltà nel fisarlo nei propri tessuti, quel corpo è allora predisposto alla rachitide, alla carie dei denti, alle deformazioni della colonna vertebrale, a quei terribili piedi piatti che sono tanto frequenti nei rag-zi; che crescono lungi, magri, e con ossa poco salde; perché infine un calcio offerto da una pianta, e quindi già elaborato dalle sue linfe vive, è più facilmente da noi assimilato di un calcio offerto da minerali.»

Vedrai, o agricoltore, che dopo questo tuo parlare i figlioli non oseranno più lamentarsi perché il tuo pane casalingo non è bianco come il pane cittadino.

Dott. Amal



giovedì 22 maggio 2025

“CANALI” SULLA LUNA” 21 OTTOBRE 1934

 L’interessante interpretazione astronomica della Luna che apparve su “la DOMENICA del CORRIERE” pubblicata il 21 ottobre del 1934. (Archivio storico Ettore Accenti).




(testo tratto dalla Domenica del Corriere del 21 ottobre 1934)

“CANALI” SULLA LUNA” 21 OTTOBRE 1934

Che strana figura è questa? È un disegno di una regione della Luna eseguito recentemente, dopo lunghe osservazioni da un astronomo inglese L.F. Ball.

In esso si vedono quattro depressioni circolari dette crateri, e in alto alcune montagne. Si osservino le ombre proiettate dalla sinistra verso destra: i raggi del Sole vanno, in questo disegno, immaginati quasi rasenti al suolo.

Infatti, come avviene nella nostra giornata, si è proseguito tramonto. Ma ciò che è importante in questo disegno sono le due particolari righe costituenti dalle due strisce rettilinee perpendicolarmente l’una all’altra quasi nel mezzo della figura.

Sembrano fossati o canali. Gli astronomi li chiamano “canali”, rassomigliando esse ai “canali” che alcuni dicono esistere sul pianeta Marte.

La loro conformazione suggerire un’origine artificiale: ma chi avrebbe tracciato questi fossati se gli astronomi assicurano che non esistono abitanti sulla Luna? Mistero. Forse sono di origine naturale, e si sono formate parecchi milioni di anni fa, quando la Luna si trovava in uno stato semi-fluido tutto diverso da quello odierno.


mercoledì 21 maggio 2025

TELEPATIA E COSCIENZA. 8 GENNAIO 1899

 INCREDIBILE: Sul primo numero del settimanale italiano “la Domenica del Corriere” DATATO 8 GENNAIO 1899 fu pubblicato un interessantissimo articolo intitolato “SPIEGAZIONE DELLA TELEPATIA “ (Archivio storico Ettore Accenti).

L’articolo intende dimostrarne scientificamente l’origine e potrebbe considerarsi un anticipo di quanto solo oggi se ne comincia a comprendere qualcosa sfruttando la Meccanica Quantistica. Ne riporto qui l’intero testo ricavato dal giornale grazie all’intelligenza artificiale e la cui lettura è una vera meraviglia.





TESTO COMPLETO TRATTO DALL'ORIGINALE.

COME SI SPIEGHERÀ LA TELEPATIA

Le fiammelle azzurre producentisi su la punta delle lance dei soldati dell’antichità o alla sommità degli alberi delle navi e delle croci dei campanili nelle notti tempestose, furono oggetto per il passato di congetture superstiziose, come è provato dalle tante leggende a cui diedero luogo.

La scienza ha spiegato questi fenomeni (chiamati fuochi di S. Elmo) che si riproducono specialmente quando l’atmosfera è satura di elettricità, col potere delle punte; ed oggi qualunque individuo il quale si trovi in presenza di un fatto simile ed abbia una cultura anche mediocre potrebbe tutt’al più ammirare senza correre col pensiero, come avveniva in altri tempi, al soprannaturale.

La medesima evoluzione va seguendo la telepatia. Dapprima i casi di essa fecero pensare a chi sa quale potenza misteriosa ed occulta; in seguito, tante circostanze hanno contribuito a farli considerare come il risultato di forze speciali.

Ciò che maggiormente ha determinato il nuovo modo di vedere è stato il progresso compiuto dalla scienza nell’attuazione della tendenza a generalizzare i suoi principi in modo che possano abbracciare e spiegare tutti quanti i fenomeni conosciuti: progresso che ci ha dato la teoria delle vibrazioni, la quale oggi spiega tutte le forme con cui si manifestano le forze della natura, non escluse le manifestazioni dovute alla nostra attività cerebrale.

Come si sa, di molte forme di vibrazioni sono state completamente studiate le leggi, ed è chiaro che queste dovranno servire a far conoscere le altre ancora ignote e che l’analogia, come ho già detto altra volta, dovrà offrire il filo conduttore per procedere alle nuove indagini, le quali hanno già dato i primi risultati.

Il Richet, in un discorso pronunciato al Congresso dell’Associazione Britannica per il progresso delle Scienze, a Douvres, nel settembre 1899, da una spiegazione della memoria fondandosi sul modo di oscillazione delle corde sonore, ed egli stesso chiama questa spiegazione più che un’ipotesi un’analogia od un paragone. Premesso che il nostro apparato nervoso è un sistema composto di parti capaci di vibrare con oscillazioni di velocità e di forma determinate, e che in seguito all’urto di uno stimolo esterno se ne turba l’equilibrio ed abbiamo conseguentemente ciò che vien detto sensazione, egli afferma che il ritorno all’equilibrio non si compie integralmente o, in altri termini, che una vibrazione nervosa centrale non si spegne giammai completamente. Vi è dopò la vibrazione una tendenza al ritorno dell’equilibrio, senza toccarlo mai in maniera definitiva e l’autore aggiunge che ciò non de’ e far meraviglia, poiché il mondo fisico ed il mondo psicologico sono ben differenti l’uno dall’altro e che ciò che è l’infinitamente piccolo nel mondo fisico e forse ancora un infinitamente grande nel mondo psicologico. Questo residuo di vibrazione nervosa che il fisico può trascurare, non so-no trascurati dalla coscienza, ed è in essi che consiste la memoria. In questo stato di forze un lieve sforzo qualunque indipendente da uno stimolo esterno può essere sufficiente a riprodurre nettamente la sensazione, riattivando l’oscillazione non completamente svanita.

Su queste basi anche un altro fenomeno abbastanza comune nel campo del pensiero può ricevere la sua spiegazione. Tutti sanno in che cosa consista l’associazione di idee. Alle volte una parola basta per farci rammentare una determinata scena svolta sotto i nostri occhi in una certa occasione ; un profumo ci richiama alla mente una donna quasi dimenticata, un amore passato ; una musica ci può far provare un’altra volta una particolare disposizione di animo determinata un tempo da cause speciali, e tutto ciò accade senza il meno concorso da parte della nostra volontà, con tutta facilità e senza che fra l’incidente che è causa del ricordo e l’oggetto di quest’ultimo sia un legame evidente.

GLI stimoli esterni che ci dettero la sensazione la prima volta produssero delle vibrazioni contemporanee, le quali per essere accettate nel medesimo apparato dovettero esercitare una certa influenza la una sull’altra, dovettero dar luogo ad una certa, chiamiamola pure risonanza, perché ci ricordiamo lo stesso fatto che accade allorché delle corde o dei corpi sonori capaci della medesima ampiezza di onda vibrano nel medesimo ambiente.

Dato che queste vibrazioni non si estinguano mai completamente, una certa relazione fra esse sussisterà sempre, e quando una causa, qualsiasi si, ne rende più viva una, sarà quella relazione che causerà la riviviscenza delle altre: ed ecco spiegato il fenomeno di associazione di idee, il quale è più importante di quel che si possa a prima vista immaginare, poiché la relazione fra le vibrazioni dei centri nervosi che a noi si manifesta sotto questa forma potrebbe essa stessa servire a spiegare il fatto che esse non ritornano mai completamente all’equilibrio togliendo così di mezzo ogni difficoltà di non piccolo momento all’ipotesi formulata dallo illustre Richet per spiegare la memoria e semplificandola notevolmente.

L’analogia offre dunque, come si vede, delle grandi facilitazioni, ma con le nuove idee si fa maggiormente evidente la necessità di conoscere la legge di equivalenza in tutte le trasformazioni della energia.

Non abbiamo per ora che il valore dell’equivalente meccanico del calore, ma bisogna eliminare la difficoltà anche per le altre forze già conosciute e studiate, ed inoltre occorrere poter valutare l’intensità di una determinata sensazione corrispondente ad uno stimolo determinato, conoscere le leggi secondo le quali i vari movimenti si trasformano in suono, in visione, in gioia, in dolore, in idea.

Certo è che come la luce, il calore, l’elettricità, la vibrazione nervosa, sonori, pendenti da un unico principio, così un’unica legge deve esistere per l’equivalenza delle loro trasformazioni: è chiaro dunque che l’equivalente meccanico del calore che conosciamo non è che un caso particolarissimo e che la più grande difficoltà per arrivare alla legge generale è quella di trovare una misura adatta a valutare e futile di forme di energia che ci sono note e magari anche quelle che non conosciamo e che ci si riveleranno in seguito.

Comunque sia, da quanto precedentemente ho detto risulta che effettivamente possiamo paragonare l’apparato che è il fondamento dell’attività umana ad un sistema di corde vibranti in tal modo che, quantunque ognuna di esse possa stare indipendentemente da tutte le altre e produrre il suono di cui è capace anche senza il loro concorso, pure vibrando insieme alcune rimanenti determino ciò che in materia di suoni vien chiamato accordo, e così con le leggi del quale ed il modo con cui ogni singola corda vi contribuisce si possono facilmente dedurre due importantissime conseguenze, e cioè riprodurlo allorché una modificazione qualunque transitoria sopravvenuta in tutte il sistema o in una parte di esso la fa mancare: conoscere perfettamente la natura di tutte le forme con cui questo accordo si manifesta.

La prima ci darà il modo di rimediare a quei guasti eventuali che potrebbero prodursi nella esplicazione delle funzioni cerebrali e nervose, alla cura empirica, l’unica che oggi abbiamo, della pazzia nelle sue diverse forme, sostituendo una più alta razionale e fondata sulla conoscenza esatta dei disordini a cui bisogna por riparo; la seconda ci porterà a spiegare completamente come avvengono i fenomeni telepatici, a svelare il mistero di questa strana corrispondenza di vibrazioni che si compie talvolta a grandi distanze.

RAFFAELE PIRRO.












martedì 20 maggio 2025

UNA DONNA SUL PATIBOLO NELL’ANNO 1937

 La documentazione che segue fu pubblicata sul settimanale italiano “LA TRIBUNA ILLUSTRATA” del 28 novembre 1937 ed illustra la condanna a morte di una donna (Archivio storico Ettore Accenti).

(testo tratto dall’immagine originale)

UNA DONNA SUL PATIBOLO

Terribile come pochi il processo che si è svolto sul finire d’ottobre in Francia. Davanti alle Assise di Duail!  Si è concluso del resto con la condanna a morte dell’imputata Josephine* Mory, una donna ormai avanti negli anni con tutti i capelli grigi. Il pubblico, che le era ostilissimo, ha applaudito la sentenza ma è quasi certo che sarà graziata essa allora finirebbe l’esistenza in prigione, ma non sul patibolo

Il figlio unico

La sua colpa, in realtà, aveva parecchi aspetti particolarmente odiosi. La suddetta Josephine Mory, esercendo col marito un piccolo negozio, aveva raggranellato qualche risparmio ed aveva dato una discreta posi zione al figlio. Era stata quindi irritatissima perché questo aveva sposato una ragazza popolana e senza dote, di costumi irreprensibili.

E un giorno la terribile la suocera strangolò la nuora, sorprendendola nel sonno e fabbricando poi tutta una meticolosa messa in scena per far credere che l’infelice si fosse impiccata. Come non bastasse esisteva quest’aggravante che la giovane donna stava per essere madre. Il misfatto rivelò davvero una grand ferocia, ma dimostrò anche la mentalità tipica di quelle famiglie che adottano il così detto «sistema del figlio unico». Vogliono un  figlio solo e non cerano altro che il suo benessere materiale...

Parecchi giornali hanno protestate contro la grazia concessa alla Mory e contro l’assurdo privilegio per il quale le donne condannate a morte ricevono sempre la commutazione di pena. Noi a questo proposito noteremo una coincidenza che ci pare sia sfuggita anche ai giornali parigini. Proprio quest’anno si sono compiuti i 50 anni dal giorno in cui una donna, in Francia, salì il palco della ghigliottina. Infatti questo avvenne il giorno 24 gennaio 1887, Il misfatto punito con tale esecuzione era anche più odioso di quello che ha originato il recente processo di Duai.

Certa Georgette Lebon, maritata Thomas, abitava col marito e una figlia, in una fattoria di Selle-Saint-Denis. La madre di lei per lungo tempo era stata a servizio presso varie famiglie poi ormai vecchia si era ritirata presso la figlia, portando con sé le proprie modestissime economie: poco più di trecento franchi! La figlia, snaturata, avida di appropriarsi di quel denaro e stanca di mantenere la povera vecchia ormai quasi incapace di lavorare, tentò da prima di farla internare in un manicomio facendola passare per debole di mente. Non essendovi riuscita, aizzò il proprio marito e due fratelli contro la povertà e ottenne la loro complicità al suo sanguinoso disegno.

Un giorno, sulla fine di giugno del 1886, nella fattoria, fu acceso appositamente un grosso fuoco e la disgraziata vecchia fu spinta tra le fiamme fino a che vi morì tra spasimi atroci …. Poi gli snaturati andarono dal sindaco a denunciare che la vecchia, molto debole, presa da uno svenimento, era caduta sulle legna ardenti trovandovi la propria fine.

Un sopralluogo del medico bastò per comprendere come questa narrazione fosse menzognera: i quattro colpevoli furono subito arrestati e poi processati. Uno dei figli venne condannato alla prigione a vita l’altro condannato a 20 anni di lavori forzati. La figlia e il di lei marito alla pena di morte. A quel tempo era Presidente della Repubblica Jules Grevy che aveva sempre fatto grazia alle donne condannate alla ghigliottina, ma questa volta la rifiutò.

Georgette Lebon fino all’ultimo aveva sperato in tale grazia. Invece alle 5 e mezzo del 24 gennaio 1887 fu destata ed ebbe la comunicazione che doveva espiar con la vita. Parve che stesse per svenire e per un certo tempo fosse scossa da un tremito nervoso. Mormorava «Ma dal momento che ho chiesto perdono...»

Fu condotta al patibolo con le forme prescritte dal Codice francese. In un apposito articolo che dice così «Il colpevole condannato a morte per parricidio verrà condotto sul luogo dell’esecuzione in camicia, a piedi nudi, e la testa coperta da un velo nero» (Si badi che tale articolo è ancora in vigore). Una folla enorme era accorsa ad assistere al supplizio. Mentre saliva la scaletta la condannata ripeteva: «Ma ho chiesto perdono. Mia madre era così vecchia... Ho chiesto perdono». Alle ore 7 di quel lontano mattino giustizia era fatta.

Mario Rocca”





lunedì 19 maggio 2025

AUTO DA 500 KMH NELL’ANNO 1937

La documentazione che segue fu pubblicata sul settimanale italiano “LA TRIBUNA ILLUSTRATA” del 28 novembre 1937 ed illustra l’auto che ha raggiunto i 500 kmh negli Stati Uniti (Archivio storico Ettore Accenti).

(testo tratto dall’immagine originale).

“QUASI CINQUECENTO CHILOMETRI L’ORA. È con questo speciale automobile da corsa che George Eyston, l’uomo che ha corso più velocemente sulla terra, ha raggiunto sulla lunga pista naturale di Bonneville (Stati Uniti d’America) la velocità di 498 chilometri l’ora.”







domenica 18 maggio 2025

RICERCA PER TRASPORTI MILITARI. 17 marzo 1900

 La documentazione che segue pubblicata sul settimanale italiano “la Domenica del Corriere” illustra con grandi dettagli il triciclo armato realizzata con montato un cannone automatico Colt da 7 mm. Ne riporto qui di seguito il testo originale per la sua enorme importanza storica (Archivio storico Ettore Accenti).

(testo tratto dalla Domenica del Corriere dell’17 marzo 1900)

RICERCA PER TRASPORTI MILITARI

Questo disegno di un treno automobile ad uso di guerra, quale venne attuato nel Transvaal, e che togliamo dall’«Automobil Magazine», prova che il problema è in via di soluzione. Ma ora si pensa seriamente anche all’artiglieria automobile, specialmente per le piccole artiglierie. L’«Automobile strenna», pubblicazione la quale mostra come anche in Italia l’automobilismo abbia studiosi appassionati e valenti, pubblica infatti un disegno, di quello che sarà il cannone dell’avvenire. Fare dei carriaggi piccoli con motori di 10 e di 15 cavalli, relativamente leggeri, capaci di grandi velocità, appare oggi un problema relativamente facile.





sabato 17 maggio 2025

TRICICLO ARMATO COLT. 11 marzo 1900

 La documentazione che segue pubblicata sul settimanale italiano “la Domenica del Corriere” illustra con grandi dettagli il triciclo armato realizzata con montato un cannone automatico Colt da 7 mm. Ne riporto qui di seguito il testo originale per la sua enorme importanza storica (Archivio storico Ettore Accenti).

(testo tratto dalla Domenica del Corriere dell’11 marzo 1900)

“TRICICLO ARMATO COLT

L’«Engineering News» descrive infatti nel suo ultimo numero un triciclo automobile ideato dal maggiore Davidson. Sulla parte anteriore del triciclo è montato un cannone automatico Colt, del calibro di 7 millimetri, e capace di 480 colpi al minuto, il quale può descrivere un semicerchio completo, ed ha una portata di 1800 metri. Nella parte posteriore sta il soldato destinato al servizio del pezzo, protetto da uno scudo mobile. Le varie parti del meccanismo motore sono robustissime, a prova di palla. Il peso totale del triciclo, compreso il cannone a tiro rapido, è di 509 chilogrammi ed è munito di un serbatoio di gazolina sufficiente per un percorso di 300 chilometri, animando un motore della forza di sei cavalli.

Anche in Italia sonvi ufficiali che studiano l’argomento, cosicché quanto prima, ad eccezione delle artiglierie da montagna, è probabile che in tutti gli esercizi s’inizieranno dei rinnovamenti delle artiglierie in questo senso. E così moltiplicando la prontezza e l’efficacia dei mezzi di distruzione, si arriverà forse alla fine delle guerre. In questo senso ciclismo e automobilismo diventeranno una volta di più elementi di progresso.