Torino – 26 dicembre 1908 - Roma Numero 96
Carrellata delle donne più importanti in Italia
La prima pagina del New York Herald Tribune (edizione europea) datata martedì 8 maggio 1945, con il titolo principale a caratteri cubitali "VICTORY" (Vittoria) segna un momento storico cruciale. E’ la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa, nota come il V-E Day (Victory in Europe Day).
Questo è Il 59° anno di pubblicazione del giornale, numero
13.462, col prezzo di 3 franchi.
Il titolo "VICTORY" che domina la pagina annuncia
la resa incondizionata della Germania nazista segnando la fine delle ostilità
in Europa dopo oltre cinque anni di guerra.
L'articolo principale, firmato da Leslie Midgley, riporta
che la Germania si è arresa ufficialmente il 7 maggio 1945, dopo esattamente cinque
anni e otto mesi di dura guerra. Si menziona il quartier generale delle forze
alleate dove la vittoria verrà celebrata ufficialmente l'8 maggio, il V-E Day,
e dove il primo ministro britannico Winston Churchill terrà un discorso alle
15:00, mentre il presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman parlerà alle 9:00.
"Eyewitness Tells of Berlin Ruins": un testimone
oculare racconta delle rovine di Berlino mentre il corrispondente Seymour
Freidin descrive in dettaglio la devastazione di Berlino, ridotta a un cumulo
di macerie dopo i bombardamenti e i combattimenti. Si parla di montagne di
detriti e di una città in rovina, con i cittadini che affrontano le difficoltà
del dopoguerra.
"Shaef Silence: New York’s Emotional Binge Fails to
Halt, Leaves Hangover for Today" (Il silenzio dello SHAEF: l’euforia di
New York non si ferma, rimandando i dettagli al pomeriggio.
L’articolo di Carl Levin descrive le celebrazioni a New
York, con la città in preda a un’euforia incontenibile. Si parla di
festeggiamenti a Times Square con folle che sventolano bandiere e si
abbandonano a una gioia sfrenata.
"Eisenhower May Be Kept Here" (Eisenhower potrebbe
rimanere qui): si discute della possibilità che il generale Dwight D.
Eisenhower, comandante supremo delle forze alleate in Europa, rimanga in Europa
per gestire la transizione post-bellica.
"Few Civilians Left in Metropolis" (Pochi civili
rimasti nella metropoli): articolo che descrive la situazione a Berlino, dove
la popolazione civile è drasticamente ridotta a causa della guerra. Molti sono
sfollati o morti e i sopravvissuti vivono in condizioni precarie.
"Jews Rode at Brandenburg Gate" (Gli ebrei al
cancello di Brandeburgo): si descrive un momento simbolico in cui i prigionieri
ebrei liberati hanno celebrato la loro libertà al famoso cancello di
Brandeburgo a Berlino.
"London Expects Occupation of Reich to Last for
Years" (Londra prevede un’occupazione del Reich per anni): in un articolo
di William Humphreys si riporta di come aspettarsi un’occupazione prolungata
della Germania da parte delle forze alleate, con dettagli sui piani per la
ricostruzione e la gestione del territorio.
"Rick’s Chancery Demolished" (La cancelleria di
Rick distrutta): si descrive la distruzione della cancelleria di Hitler a
Berlino, simbolo del regime nazista, ridotta in macerie dai bombardamenti
alleati.
"Russian Officers Were Considerate" (Gli ufficiali
russi sono stati rispettosi): in un articolo si racconta l’interazione tra le
forze alleate e i russi a Berlino, sottolineando un atteggiamento di rispetto
reciproco durante i primi incontri post-bellici.
La pagina include fotografie, tra cui una mostra una folla
festante a Times Square con bandiere alleate e un’immagine di un soldato o
civile in un contesto di guerra.
Ci sono riferimenti a trasmissioni radio e annunci ufficiali
come quello del presidente Truman e del primo ministro Churchill, che segnano
l’importanza del momento storico.
Si accenna anche alla situazione in Giappone, con la guerra
nel Pacifico ancora in corso e alla necessità di continuare da quelle parti lo
sforzo bellico contro l’Impero giapponese.
Pagina originale tratta dalla mia biblioteca storica.
Ritengo veramente interessante rileggere quanto allora si
pubblicava su argomenti storici e geopolitici del secolo scorso. Riporto qui in
italiano alcuni punti interessanti del giornale.
L'ESERCITO TEDESCO INVADE LA POLONIA SU QUATTRO FRONTI;
FRANCIA E GRAN BRETAGNA ORDINANO LA MOBILITAZIONE GENERALE
Punti principali:
LA GERMANIA, SOTTO IL COMANDO DI ADOLF HITLER, HA INVASO LA
POLONIA IL 1° SETTEMBRE 1939, ATTACCANDO SU QUATTRO FRONTI. LE TRUPPE TEDESCHE
SONO ENTRATE IN CITTÀ COME DANZICA E GDYNIA, CON BOMBARDAMENTI AEREI SU
VARSAVIA. I POLACCHI STANNO RESISTENDO STRENUAMENTE, MA LA SITUAZIONE È
CRITICA.
Francia e Gran Bretagna hanno ordinato la mobilitazione
generale delle loro forze armate in risposta all'aggressione tedesca. Entrambi
i paesi hanno chiesto alla Germania di ritirare le sue truppe dalla Polonia,
minacciando un intervento militare. Il primo ministro britannico Neville
Chamberlain e il governo francese hanno dichiarato che l'invasione è un atto di
guerra.
Appello di Roosevelt: L'esercito tedesco invade la Polonia
su quattro fronti; Francia e Gran Bretagna ordinano la mobilitazione generale
Invasione della Polonia: La Germania, sotto il comando di
Adolf Hitler, ha invaso la Polonia il 1° settembre 1939, attaccando su quattro
fronti. Le truppe tedesche sono entrate in città come Danzica e Gdynia, con
bombardamenti aerei su Varsavia. I polacchi stanno resistendo strenuamente, ma
la situazione è critica.
Reazioni di Francia e Gran Bretagna: Francia e Gran Bretagna
hanno ordinato la mobilitazione generale delle loro forze armate in risposta
all'aggressione tedesca. Entrambi i paesi hanno chiesto alla Germania di
ritirare le sue truppe dalla Polonia, minacciando un intervento militare. Il
primo ministro britannico Neville Chamberlain e il governo francese hanno
dichiarato che l'invasione è un atto di guerra.
Appello di Roosevelt: Il presidente degli Stati Uniti,
Franklin D. Roosevelt, ha chiesto alle potenze coinvolte di evitare attacchi
aerei sulle città, per proteggere i civili. Gli Stati Uniti, tuttavia,
mantengono una posizione di neutralità, anche se Roosevelt ha espresso preoccupazione
per l'escalation del conflitto.
Dichiarazione di Mussolini: Il leader italiano Benito
Mussolini ha invitato tutte le potenze a combattere per una "causa giusta
e santa", cercando di posizionarsi come mediatore, ma senza prendere una
posizione chiara a favore di uno dei due schieramenti.
Resistenza polacca: I polacchi stanno opponendo una strenua
resistenza, con il governo che ha dichiarato di essere pronto a combattere fino
alla fine. Tuttavia, le forze tedesche stanno avanzando rapidamente grazie alla
loro superiorità militare.
Situazione diplomatica: La Polonia ha chiesto aiuto ai suoi
alleati, Francia e Gran Bretagna, che stanno preparando una risposta. Tuttavia,
ci sono dubbi sulla rapidità e sull'efficacia dell'intervento alleato.
La Reichswehr (l'esercito tedesco) ha occupato Danzica,
dichiarandola parte del Reich.
Le forze tedesche stanno utilizzando tattiche di guerra
lampo (Blitzkrieg), con attacchi aerei e terrestri coordinati.
In Italia, il regime fascista sta osservando attentamente
gli sviluppi, mentre il Giappone e l'Unione Sovietica non hanno ancora preso
una posizione ufficiale.
Il presidente degli Stati Uniti, Franklin D. Roosevelt, ha
chiesto alle potenze coinvolte di evitare attacchi aerei sulle città, per
proteggere i civili. Gli Stati Uniti, tuttavia, mantengono una posizione di
neutralità, anche se Roosevelt ha espresso preoccupazione per l'escalation del
conflitto.
Dichiarazione di Mussolini: Il leader italiano Benito
Mussolini ha invitato tutte le potenze a combattere per una "causa giusta
e santa", cercando di posizionarsi come mediatore, ma senza prendere una
posizione chiara a favore di uno dei due schieramenti.
Resistenza polacca: I polacchi stanno opponendo una strenua
resistenza, con il governo che ha dichiarato di essere pronto a combattere fino
alla fine. Tuttavia, le forze tedesche stanno avanzando rapidamente grazie alla
loro superiorità militare.
Situazione diplomatica: La Polonia ha chiesto aiuto ai suoi
alleati, Francia e Gran Bretagna, che stanno preparando una risposta. Tuttavia,
ci sono dubbi sulla rapidità e sull'efficacia dell'intervento alleato.
Ho fotografato i libri di storia recente che, in anni, mi sono letto per capirne qualcosa e che suggerisco a chi me lo chiede. In particolare, suggerisco i volumi di Churchill sulla Seconda guerra mondiale, un vero capolavoro di storia reale. Sia chiaro, con questo non dico certo di essere in grado di capire tutto quello che accade ora, ma aiuta!
Ettore Accenti è un ingegnere elettrotecnico italiano, laureato al Politecnico di Milano, con oltre 50 anni di esperienza nel settore tecnologico. Nato a Milano, ha fondato Eledra 3S, una società di distribuzione tecnologica, ed è stato un pioniere nella Silicon Valley, collaborando con leggende come Robert Noyce e Steve Jobs. Autore prolifico, vive oggi in Svizzera, dove continua a rendere accessibili temi complessi come i semiconduttori e i circuiti integrati.
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Un’opera monumentale di 300 pagine che esplora il cuore della tecnologia moderna: i semiconduttori. Perfetto per chi vuole capire come funzionano i dispositivi che usiamo ogni giorno.
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AUTO ELETTRICA: UNA CHIMERA
L’avevo scritto in un articolo nel maggio 2020 e non era una
previsione da Nostradamus ma il semplice risultato di calcoli matematici sull’energia.
Lo ripubblico qui perché ritengo sia importante capire di come in questo mondo
sia importante, per qualsiasi argomento tecnologico, prima di tutto “FAR DI CONTO!”,
prima di prendere qualsiasi decisione.
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Assicuro che sento tanta ignoranza soprattutto da parte di politici e così detti esperti, che comincio a capire quanto siamo stati fortunati a non aver fatto almeno altre tre guerre mondiali dopo le prime due. Questo solo per la paura dell’armamento atomico che provocherebbe la fine di tutti.
Comincio col ricordare che esiste una profonda differenza
operativa tra le “Democrazie” e le “Dittature” che si differenziano
sostanzialmente per il modo in cui il potere esplica la sua funzione e le
nazioni oggi si distribuiscono, con varie sfumature, tra questi due estremi.
Semplificando molto, una dittatura può agire rapidamente sul
suo armamento, una democrazia deve procedere con le lente e complesse procedure
che in “tempi normali” nessun potere può disporre. Un esempio: quando iniziò la Seconda Guerra
Mondiale nel settembre del 1939 la Germania disponeva di oltre 4.000 aerei da
guerra, la più potente aviazione dell’epoca, più dei democratici Usa. Quando la
democratica America fu attaccata dal Giappone nel dicembre del 1941 il Presidente
dichiarò istantaneamente lo stato di emergenza, la mobilitazione generale ed in
tre anni fabbricarono 300mila aerei e vinsero la guerra.
L’assurdità attuale è che stiamo parlando di “guerre” senza
dichiararle o, peggio, delegandole per non intervenire direttamente e quindi
rischiare l’uso di una pericolosa estensione ad una guerra generale che non
potrebbe essere che atomica.
E qui nasce il grande equivoco o, se vogliamo, l’imbroglio
colossale per quanto riguarda gli armamenti! Onde evitare equivoci, sottolineo
subito che non considero la Federazione Russa di oggi una dittatura, ma solo,
eventualmente, un diverso sistema economico e comunque molto simile a quello
occidentale dopo il 1991. Ma comunque per motivi che non sta a me giudicare, ne
è nato un confronto militare con l’Ucraina supportata dalle armi occidentali.
Dal punto di vista puramente militare e di produzione di armi siamo ad un
confronto impari ed assurdo anche terminologicamente: L’Ucraina ha subito
dichiarato lo stato d’emergenza, la mobilitazione generale e quindi lo stato di
guerra. Di contro la Russia NON HA DICHIARATO lo stato di emergenza ma
“operazione speciale” per non far scattare l’emergenza e la mobilitazione
generale e mantenere la questioni nei limiti, un po’ assurdi, “di operazione di
polizia”.
L’Occidente ha accettato lo stato delle cose e cerca di far
vincere la povera Ucraina fornendole un mare di armi in almeno sette lingue
diverse e, assurdo, parla di “emergenza” senza dichiararla per non essere
coinvolta direttamente (l’ombrello atomico fa paura!) Gli armamenti e qui sta
il bello, siamo in una guerra convenzionale e scopriamo solo ora che
l’industria pesante Russa lavorando 7 giorni alla settimana per 24 ore al
giorno produce il triplo, sempre in armi convenzionali che tutto l’Occidente
insieme e ci si meraviglia.
Concludo con un semplice esempio: se oggi il governo russo
ordinasse 1000 carrarmati alla sua industria li otterrebbe forse in meno di due
anni. Se li ordinasse un paese Europeo, senza modificarne le leggi (emergenza)
dovrebbe chiedere i soldi al parlamento, discuterne per mesi, poi indire un
appalto ad aziende sindacalizzate che li produrrebbero, forse, in 5 anni. Tutto
qui!
Da qualche tempo ascolto politici ed esperti su argomenti delicatissimi come se si trattasse di discutere della ricetta di come cuocere le zucchine! Ci rendiamo conto che, soprattutto in Europa, stiamo scherzando col fuoco? Ho ascoltato attonito trasmissioni televisive che discutono delle centinaia di miliardi che la Commissione UE sta chiedendo per finanziare nuovi armamenti e nessun esperto ha fatto una semplice domanda: “sono i soldi che da tempo vari presidenti Usa, compreso Trump, chiedono all’Europa per aumentare il loro contributo alla NATO o è qualcosa d’altro? Sento assurdi commenti come se fossimo alla soglia dello scioglimento della Nato, la più potente e sicura alleanza difensiva, e non sempre solo difensiva, dell’intero pianeta! Ma che assurdità stiamo portando avanti? Forse certe frasi Usa tipo “riduciamo le nostre forze, le nostre spese, ecc. ecc.” vengono sfruttate per attivare sviluppi e spese militari fuori dal mondo? Ma nessun presidente Usa potrà mai compromettere un’alleanza che include anche paesi come Turchia e Canada senza un consenso dell’Alleanza Nato, mentre certamente può farlo per le altre forze militari che tengono in varie nazioni, compresa l’Europa, nell’ambito degli accordi bilaterali “Status of Forces Agreement (SAFA)” che gli USA, al di fuori della Nato, detengono, ed in grande misura, soprattutto in Italia e Germania. In Italia, ad esempio, le basi Usa a Sigonella ed Aviano sono sotto la giurisdizione militare Usa e non Nato.
Ricordo proprio che da Aviano decollavano i
cacciabombardieri Usa che bombardavano la Serbia durante il governo Dalema.
CONCLUDENDO: I SOLDI CON CUI I CITTADINI UE DOVREBBERO
INDEBITARSI PER ARMARSI DI PIÙ SONO DESTINATI A SODDISFARE LE RICHIESTE USA DI
FINANZIARE MEGLIO LA NATO O A QUALCOSA D’ALTRO, MOLTO PERICOLOSO?
Avendo decenni di esperienza con gli americani e conoscendo un po’ di inglese e seguito in diretta la farsa Trump-Zelensky, ritengo che pochi abbiano capito il vero errore del “capo di Stato” o meglio “primo rappresentante dell’Ucraina”.
1.
Zelensky avrebbe dovuto parlare in ucraino con
un valido interprete e non in inglese senza poterne conoscere le piccole
sfumature di una madrelingua. Putin, e come lui quasi tutti i Capi di Stato,
quando discutono in pubblico o davanti a giornalisti usano interpreti molto
capaci e non si espongono a tentare un dialogo diretta in un’altra lingua.
Questo da tempo di pensare le risposte e soprattutto, poi, a dare la colpa a
sbagliate interpretazioni al povero interprete.
2.
Esempio: “Trump gli ha detto che non ha le carte
…”, frase comune in Usa per significare che “non ha il potere per farlo …”.
Risposta di Zelensky “noi non giochiamo a carte, facciamo una guerra!”.
Applauso dagli ucraini, senso di offesa per chi ascolta in Usa.
3.
Zelensky insinua in un modesto inglese che la
sua guerra è anche per proteggere gli Usa. E come la può prendere un popolo che
si ritiene il più potente del mondo?”
4.
Trattando ai vertici con un alleato importante,
che siano gli Usa od anche l’Italia, la preparazione diplomatica dell’incontro
va realizzata dai propri e migliori esperti, detti “sherpa” e non lasciata alla
pericolosa improvvisazione di un dialogo diretto ed impari, oltretutto
pubblico, che non può poi avere alcuna correzione o spiegazione e lasciato alle
mille interpretazioni di giornalisti e pubblico.
5.
Concludendo, con una guerra pericolosissima in
corso ed avendo lettene tante di storia non avrei mai immaginato di trovarmi di
fronte a gestori del mondo da terza elementare della diplomazia … e sono
generoso!
Sono a dir poco sorpreso che negli ambienti che contano non si confermino fatti tutto sommato fondamentali e che qui riassumo semplificando molto.
Putin, e la Federazione Russa che conta, non accetterà mai
in Ucraina la presenza di una deterrenza militare atomica, leggi Nato. La
guerra speciale, leggi guerra non dichiarata, di Putin ha lo scopo di evitare
sostanzialmente questo. A Putin ed ai russi che contano che l’Ucraina entri nell’UE,
che stringa rapporti economici con chicchessia, non gliene importa proprio
niente, ma l’atomica li proprio no. Il motivo è che ridurrebbe a zero la possibilità
di reazione ad un attacco di sorpresa, leggi equilibrio strategico.
Domanda: ma ora che si fa? Difficile dirlo con tutti gli
attori, ciascuno con i propri obiettivi, molti dei quali inespressi. Si può
solo fare un paio di considerazioni: i russi non molleranno la parte di Ucraina
conquistata a caro prezzo e con popolazione fortemente favorevole, ma sarebbero
pazzi a cercare di sottomettere il resto dell’Ucraina altrettanto palesemente antirussa,
soprattutto dopo quanto accaduto. Ritengo persino che i russi non abbiano nulla
in contrario con forze terrestri europee o di altri messe dalla parte ovest
dell’Ucraina purché non dottate di armamento atomico. Detto questo è chiaro che
la posizione degli europei può essere chiave, ma temo fortemente quanto la
storia del secolo scorso ci insegna: noi europei non siamo mai stati d’accordo
e quando lo siamo stati, poi ci siamo subito ammazzati tra di noi di nuovo.
Credo non molti comprendano cosa stia accadendo a livello strategico mondiale. Per tutta la guerra fredda e fino ad oggi l’annichilimento globale per una guerra atomica tra le grandi potenze URSS (oggi Federazione Russa) ed USA ne ha bloccato l’uso dell’arma finale. Ora pare che la difesa Europea, anche come deterrenza atomica, stia passando completamente alla sola Europa e, al momento, alla Francia ed alla UK che di bombe atomiche ne hanno parecchie. Vuole questo significare che anche ad altre nazioni europee sarà permesso di fabbricarle e quindi originare una locale diffusione di quell’armamento? E contro chi? Mi pare ovvio che il confronto strategico passi da mondiale ad europeo con una disparità dimensionale di territorio da far venire i brividi!
DOBBIAMO RICORDARE
1. Negli anni ’50 Germania, Francia e Italia decisero di
consorziarsi per farsela l’atomica. Poi De Gaulle decise di farsela da solo la
sua “Force de Frappe”.
2. Corea del Nord e Pakistan, come esempi, con la loro modesta industria
l’atomica ce l’hanno ed anche i missili.
3. Nel 1968 fu firmato l’accordo di non proliferazione tra gli Stati dove
alcuni stati (USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) garantivano ai
firmatari non dotati di arma atomica che sarebbero stati da loro protetti.
Alcuni firmarono, altri no (India, Pakistan, Israele, Corea del Nord ed altri).
Tutti gli europei firmarono.
4. Domanda: quanto sta succedendo significa che quel trattato del 1968 salta?
Se si, come sembra, allora ho paura. In quanto alla capacità di realizzare
bombe atomiche con le conoscenze che abbiamo è diventato un gioco da ragazzi e
trovare le materie prime per farle solo questioni di soldi come per comprare le
necessarie centrifughe di cui la Germania è il principale produttore al mondo.
Con le potenze disponibili anche 10 sole bombe da 5 megatoni
terrorizzerebbero USA e Russia. Anche una sola che dall'Ucraina raggiungesse
Mosca ne distruggerebbe un'area pari alla Lombardia e 10 a segno nei giusti
punti in Usa renderebbero quel Paese insignificante per un secolo! Diego, penso
propria che non si capisca di che cosa stiamo parlando. Prendi l'immagine di
Hiroshima e poi pensa che fosse arrivata sopra una bomba 250 volte più potente
(5 megatoni contro 20 kilotoni)! Ed oggi un missile intercontinentale a
multitestate può portarne 12 di quelle bombe!
Mio articolo appena pubblicato sul mensile svizzero con cui collaboro da anni. Ne ho attenuato il contenuto per non spaventare i lettori, ma quanto descrivo è una minima parte di quello che ho potuto apprendere ascoltando numerose conferenze dei personaggi chiave e leggendo documenti spesso non disponibili al largo pubblico.
Per scaricare il pdf: https://bit.ly/432IQJ7